“Prendersi cura delle persone non autosufficienti”, associazioni insieme per migliorare il servizio

Maggiore collaborazione tra settore sanitario e associazioni, creazione di sportelli sociosanitari e pacchetti di servizi ad hoc sono le proposte del manifesto “Prendersi cura delle persone non autosufficienti”. Il sodalizio “Bottega del possibile” insieme ad altre realtà di volontariato ha realizzato un documento per garantire adeguata assistenza ad anziani e disabili. Nove pagine in cui si analizza la situazione del Piemonte e si espongono le azioni per limitare i costi, aiutare le famiglie e offrire cure e servizi ai non autosufficienti.

Sulla base di alcune esperienze considerate positive attuate in alcune province piemontesi, il manifesto “Prendersi cura delle persone non autosufficienti” propone un modello di assistenza in cui il Servizio sanitario nazionale è coordinato alle azioni delle famiglie. A sostegno dei familiari, si propongono pacchetti strutturati di servizi (pasti a domicilio, telesoccorso, ricoveri di sollievo) o assegni di cura per richiedere l’intervento a lavoratori di fiducia. La creazione di forme di sinergia tra Ssn e sodalizi può contribuire ad assicurare assistenza ad anziani e disabili. Negli ultimi anni la Regione Piemonte ha realizzato degli interventi socio-assistenziali destinati a garantire il diritto alla salute. I progetti presentano delle differenze tra i vari territori, disuguaglianze che andrebbero limitate per evitare che alcune aree abbiano maggiori servizi a scapito di altre.

Il crescente numero degli anziani che grava sul sistema del welfare, i problemi che i familiari incontrano spesso nel richiedere le prestazioni sanitarie e la limitata disponibilità di posti letto pubblici sono argomenti che vanno considerati nel documento “Prendersi cura delle persone non autosufficienti”.  Il documento incentiva le azioni di prevenzione del rischio di non autosufficienza e le soluzioni intermedie tra il ricovero in strutture pubbliche e il domicilio. Le realtà che hanno redatto il documento promuovono poi progetti per garantire prestazioni minime ai non autosufficienti anche a domicilio, la programmazione dei posti letto in base alle esigenze dei territori e l’istituzione di agenzie specifiche per aiutare i famigliari a richiedere prestazioni sanitarie. Prevista la diffusione di sportelli sociosanitari dove prenotare in Unità di valutazione geriatrica o chiedere informazioni su diversi servizi per i non autosufficienti.

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