Papa Francesco: “No all’ipocrisia, il vero digiuno è aiutare gli altri”

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Papa Francesco in questo tempo di Quaresima, nelle sue omelie a Santa Marta, pone ancora una volta l’accento sulle ingiustizie sociali presenti nel mondo.

Venerdì 3 marzo commentando le letture del giorno che parlavano del digiuno ha voluto rimproverare «la falsa religiosità degli ipocriti che digiunano mentre curano i propri affari, opprimono gli operai e litigano “colpendo con pugni iniqui”». Ed ha aggiunto: «da una parte fanno penitenza e dall’altra compiono ingiustizie, facendo affari sporchi». Francesco poi è tornato sulla piaga dello sfruttamento sul lavoro; a chi dice si essere generoso, di fare belle offerte alla Chiesa, chiede: «ma dimmi, tu paghi il giusto alle tue domestiche? Ai tuoi dipendenti li paghi in nero? O come vuole la legge perché possano dare da mangiare ai loro figli?». Per il Papa tutto questo è solo «un digiuno per farsi vedere o per sentirsi giusto» pur continuando a compiere ingiustizie, sfruttando la gente, e ha ammonito: «quando non paghiamo il giusto alla nostra gente, prendiamo dalle nostre penitenze, dai nostri gesti di preghiera, di digiuno, di elemosina, una tangente: la tangente della vanità, del farci vedere – e ha affermato – questa non è autenticità, ma ipocrisia».

Francesco ha concluso consigliando un “vero” digiuno: «sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo, dividere il pane con l’affamato, introdurre nelle case i miseri, i senzatetto, vestire chi è nudo, senza trascurare i propri parenti».

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