Ossa in Vaticano: piccoli indizi e grandi prove

Illusioni e speranze alle famiglie Orlandi e Gregori sul ritrovamento delle ossa in Vaticano

Dopo il ritrovamento dei resti umani nella sede della Nunziatura apostolica a Roma, si susseguono indiscrezioni e ipotesi sull’apparteneza delle ossa.

Da una prima analisi si evince che il ritrovamento è di 70 frammenti, di due persone diverse. Parte del bacino e una vertebra e anche più ossa dello stesso tipo, ovvero appartenenti a uguali parti del corpo. Nonostante un terzo sopralluogo, ricomporre gli scheletri sembra impossibile mancando le parti inferiori del corpo. L’unico ritrovamento successivo è relativo ad una mandibola e una parte di cranio. Ed è in base alla dentatura, che una parte delle ossa si è detto appartenere ad una persona non adolescente, ma tra i 25 e 35 anni.

Adesso si può procedere all’estrazione del Dna per poterlo poi comparare.

Le ipotesi fondate e senza fondamento

Nel tempo successivo al coinvolgimento delle autorità italiane, tutti hanno rivolto speranze e supposizioni sul ritrovamento di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori, entrambe scomparssse 35 anni fa a distanza di 40 giorni.

Il giallo, degno di Dan Brown, è così attenzionato per lo scenario apocalittico che potrebbe avere la vicenda.

Stato Vaticano, lo Stato Italiano, l’Istituto per le opere di religione, la Banda della Magliana, il Banco Ambrosiano e i servizi segreti di diversi Paesi; oggi però abbiamo solo delle ossa senza un nome, famiglie che chiedono chiarezza e giustizia e personalità religiose che dicono, ma non dicono nulla, collaborano ma in realtà lo fanno con i loro tempi.

A quanto riporta l’Ansa, da ben due fonti verificate, il ritrovamento sarebbe avvenuto non lunedì 29 ottobre, ma venerdì 26 ottobre, ossia 72 ore prima.  Cosa abbiano contemplato in tre giorni al Vaticano davanti alle ossa ritrovate, resterà certamente un mistero.

Proprio qualche mese fa i legali del fratello di Emanuela, Pietro Orlandi, avevano presentato l’ennesima istanza allegando l’ultima segnalazione anonima arrivata alla famiglia che parlava di una sepoltura di «Emanuela all’interno delle Mura».

Ora Pietro Orlandi ha presentato, attravverso i suoi legali, un’istanza in Procura in cui chiede di sapere da dove nasce l’ipotesi che possa trattarsi della sorella.

Il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato Vaticano, ha già dichiarato non sapere chi ha messo in relazione il ritrovamento alla Nunziatura con il caso Orlandi. “Da parte della Santa Sede non è stato fatto alcun collegamento con il caso di Emanuela Orlandi”. “Per ragioni semplicemente di trasparenza, perché non ci siano recriminazioni sul fatto che la Santa Sede abbia tenuto nascosto qualcosa. Le cose si fanno con la maggior apertura e la maggior trasparenza. Sono stati trovati dei resti, si è voluto sapere esattamente cosa si stesse facendo, di chi fossero, e quindi è stato chiesto aiuto all’Italia”.

Per quel che concerne invece un eventuale fascicolo segreto su Emanuela, il cardinale ha dichiarato: “si è sempre fatto di tutto per accertare la verità”. “Non posso dire molto, sono arrivato che il caso era già stato archiviato. Da parte nostra, c’è la disponibilità ad aiutare a risolvere questo caso”.  “Aspettiamo gli accertamenti, prima di fare qualsiasi dichiarazione. Bisogna sapere di cosa si tratta: se sono ossa di 200 anni fa è una cosa, se sono ossa di qualche anno fa è un’altra”.

La sorella di Mirella Gregori, sulla vicenda ha dichiarato che l’unica cosa valida da fare è aspettare il risultato dei test, perchè dopo trentacinque anni di attesa, le false speranze fanno ancora molto male.

Antonella Falabella

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