Montroni: quando leggi, diventi migliore, impari a dialogare con chi è diverso da te.

Incentivare, promuovere: sono le nostre parole per promuovere la lettura in Italia, è importante iniziare dalla base, dalle scuole elementari

“Il 35% degli italiani non legge […] Incentivare, premiare, conservare, promuovere, raccogliere, sono le nostre parole d’ordine per dare visibilità all’oggetto che è il libro della piccola editoria. Sono le nostre parole per promuovere la lettura in Italia, è importante iniziare dalla base, dalle scuole elementari”

Dot. R. Montroni, presidente del Centro per il libro e la lettura

Queste le parole pronunciate dal presidente del Centro per il libro e la lettura Romano Montroni nell’intervento all’inaugurazione della “Fiera Più Libri Più Liberi“. Bisogna sensibilizzare i bambini e i giovani alla lettura.

Ma i ragazzi, i giovani leggono?

I ragazzi giovani leggono più degli adulti ma nessuno insegna loro a leggere. La scuola italiana, dall’asilo alle superiori, non ha un piano didattico a differenza delle scuole straniere.

R. Montroni, presidente del Centro per il libro e la lettura

In Germania e nei paesi scandinavi, per esempio, dedicano mezz’ora al giorno alla lettura ad alta voce del libro e alla sua spiegazione. Solo così i bambini potranno affezionarsi alla lettura. Da soli non potranno mai farcela, anche perché tantissime famiglie in Italia non leggono e troppe non hanno nemmeno un libro in casa. Come fanno i bambini e i ragazzi ad appassionarsi alla lettura?

Tre anni fa con il Ministro Franceschini, il Centro per il libro e la lettura ha realizzato il progetto Libriamoci: giornate di lettura nelle scuole.  

In cosa consiste il progetto Libriamoci?

Far sentire ai bambini l’entusiasmo della lettura ad alta voce fatta dai professionisti.

Dot. R. Montroni, presidente del Centro per il libro e la lettura

Questo il fine del progetto. A leggere ad alta voce nelle scuole sono attori, scrittori, volontari e persino i sindaci in fascia tricolore. Tutto questo ha come fine di far sentire la bellezza delle storie. Il riscontro è enorme con le cartolerie e i librai: quei libri letti ad alta voce nelle scuole vengono poi venduti.

C’è oggi una filosofia imperante dello “slegare”. Quindi, il progetto ha il fine di legare il bambino alla lettura. Quel bimbo diventerà adolescente e poi un adulto, un papà che leggerà e farà leggere ai suoi figli.

“I presidi non aprono la scuola ai volontari”.

R. Montroni, presidente del Centro per il libro e la lettura

La storia è: il preside, pur avendo ricevuto la circolare del MIUR dove si autorizza il progetto, non consente  agli estranei di entrare. Tutto gira intorno al PTOF: tante le iniziative ma pochissime sono dedicate alla sensibilizzazione alla lettura.

Riforma della scuola: sensibilizza alla lettura?

“La politica non ha mai pensato che la lettura sia un valore”

R. Montroni, presidente del Centro per il libro e la lettura

Tante le manovre nella pubblica amministrazione: riforma Gelmini, La Buona Scuola, Alternanza Scuola Lavoro, c’è il FIT e ora scompare, 24 CFU, terza prova abolita…. Tante le riforme. Tante le manovre per sviluppare la scuola 2.0. Questi continui cambiamenti contribuiscono o meno alla sensibilizzazione alla lettura?
“Confondono assolutamente” risponde il presidente Montroni. Il programma della lettura è molto schematico e semplice. Il bambino a scuola deve leggere e spiegare.

Il Centro per il Libro e la Lettura ha realizzato 20 trasmissioni con Rai Cultura: programmi indirizzati agli insegnanti che spiegano cosa vuole dire insegnare e i valori della lettura. Immediatamente c’è stato un riscontro positivo quando lo studente, soprattutto il bambino, viene coinvolto nella lettura e si lascia a lui la possibilità di spiegare ciò che è stato letto.

Montroni afferma, inoltre, che la tecnologia non è uno strumento di distrazione, è un enorme mezzo di informazione. “La formazione, però, non è informazione”.

La situazione politica

Quando leggi, diventi migliore, impari a dialogare con chi è diverso da te. Se la politica non lo comprende non si potrà fare nulla.

Pertanto, Montroni si augura che il nuovo ministro possa migliorare la situazione, che dia alla lettura il giusto peso e che abbia intenda istituire un piano didattico dedito alla sensibilizzazione alla lettura: un piano che spazi dall’asilo alle scuole superiori.

Marius Veronesi

Marius Veronesi, nato il 17 agosto 1996, romano, studia filosofia presso l’università degli studi di Roma la Sapienza: i sui studi si concentrano nella filosofia teoretica: in particolar modo nello studio dei criteri gnoseologici nell’ambito metafisico. Oltre ad avere la passione per la filosofia, è appassionato di: liturgia, in particolare il rito romano; sociologia e psicologia, in precisione i fenomeni linguistici tra individui in contesto sia psicologico che sociale; musica classica, politica ed economia politica. Vedendo suo padre lavorare nel modo giornalistico, si appassiona e da quest’anno sta incominciando a intraprendere la carriera giornalistica. Già membro del consiglio direttivo dell’associazione “Pro Loco” del paese di Petrella Liri gestendo i social media dell'associazione; dal 2017 ha iniziato a collaborare con l'ufficio stampa dell'associazione culturale "Tota Pulchra"; collabora come freelance con la testata giornalistica “Periodico Daily” dell’associazione culturale di promozione sociale “L’Ancora”.

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