LIBERATA LA 17ENNE ATTIVISTA PALESTINESE: AVEVA SCHIAFFEGGIATO UN MILITARE

Dopo 8 mesi di carcere per aver schiaffeggiato un militare, Ahed Tamimi, la ragazza simbolo della resistenza palestinese contro l’occupazione israeliana torna ad abbracciare i suoi familiari.

 

 

AHED TAMIMI TORNA A CASA

Emozionata, con occhi colmi di lacrime, è così che si intravede la giovane Ahed dalle Tv palestinesi. Viene accolta con abbracci e pacche sulle spalle, non solo dai suoi familiari, ma da tutto Nabi Saleh, il piccolo villaggio in Cisgiordania dove è cresciuta. Ad attenderla, anche uno stupendo murales che la ritrae, realizzato dello steet art Jorit.

Ha una sola strada Nabi Saleh, e come ogni villaggio di quelle parti, ha una base militare intorno. Spesso il checkpoint che controlla chiunque possa entrare o uscire da lì è chiuso, per questo a volte Ahed non è potuta andare a scuola.

Ama giocare a calcio, ma capita che quando si sta per strada con gli amici, i militari entrano e iniziano a sparare. L’acqua scarseggia, e come se non bastasse, entrano i coloni per prendere quella poca che rimane.

Essere una ragazza di 16 anni, in Israele, non è semplice. Ma Ahed, nonostante sogni di andare a New York, ama il suo paese. Si è sempre battuta per esso. Ha difeso i suoi diritti e quelli del suo popolo fin da bambina. Proprio a causa di questo suo spirito ribelle e tenace però, ha avuto qualche problema con la giustizia, se così vogliamo chiamarla.

Già nel 2012, era stata filmata mentre minacciava un militare Israeliano. Nel 2015 divenne virale un video nel quale si dimenava tra un gruppo di militari cercando di difendere il fratello, Bassem Tamimi, attivista che più volte è stato incarcerato. Una cosa di famiglia? Purtroppo no, quella di Ahed e suo fratello è solo una tra le tante storie di ragazzi in Israele che durante le proteste vengono incarcerati o uccisi.

 

 

L’ARRESTO

Era Dicembre 2017 quando la ragazza dai lunghi capelli ricci e lo spirito alla Che Guevara perse il controllo, e nella piccola via di casa diede uno schiaffo a un soldato. Il filmato suscitò fin da subito scalpore e Ahed divenne rapidamente un’icona della resistenza palestinese all’occupazione israeliana. Successivamente è stata arrestata dalle forze israeliane durante un’incursione pre-alba a casa sua il 19 dicembre. È stata interrogata per oltre due settimane prima di essere incriminata e condannata a otto mesi di reclusione. Durante tutto l’interrogatorio, decise di rimanere in silenzio, nonostante le urla e le minacce delle autorità.

“La corte non ha accettato nessuno degli argomenti portati dai difensori” disse il suo avvocato. Ricordando inoltre, che le leggi funzionano diversamente a seconda se sei israeliano o palestinese.

 

 

 

IL SOGNO DI AHED

Dopo otto mesi di carcere, oggi Ahed è tornata a casa, ancora più convinta di prima a continuare il suo impegno politico. Ma oltre che un’eroina, come tutti quelli della sua età ha anche lei un sogno. “Io voglio andare in America per dire al mondo intero che noi non abbiamo paura ne di Trump ne di nessun altro.” Svela la ragazza. “Poi voglio vedere New York. Ho visto molte foto, lo fanno sembrare così grande, quindi mi piacerebbe vedere di cosa si tratta.”

 

 

 

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