Legge elettorale piemontese, le proposte di modifica di M5s e Uncem

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Reale rappresentanza per tutti i territori e parità di genere con la nuova legge elettorale piemontese. Il Movimento 5 stelle propone di modificare il sistema di voto per l’elezione del Consiglio regionale introducendo la doppia preferenza di genere. Un argomento, quello del rinnovo del metodo di elezione dei rappresentanti della regione, che torna a essere al centro del dibattito politico proprio in vista del rinnovo dell’organo legislativo in programma nel 2019.

Il voto con doppia preferenza di genere permette agli elettori di votare due candidati di sesso diverso, offrendo la possibilità a un maggior numero di donne di entrare nelle pubbliche amministrazioni. La modifica della legge elettorale piemontese è contestata da alcune forze politiche e per ora rimane sulla carta, anche se in molti sarebbero favorevoli alla sua attuazione.

L’Uncem Piemonte da un lustro cerca di modificare l’attuale legge elettorale piemontese per garantire a ogni area (non Provincia) del territorio un consigliere regionale. L’idea è di creare un sistema elettorale che favorisca la rappresentanza delle aree periferiche e delle zone rurali, istituendo 50 collegi uninominali in cui siano considerate la popolazione (75%) e l’ampiezza dei territori (25%). In tal modo ad Alessandria ci potrebbero essere 5 circoscrizioni, ad Asti 3, a Biella 2, a Cuneo 8, a Novara 4, a Verbania 2, a Vercelli 3 e a Torino 23, 9 delle quali per il capoluogo di provincia.

La proposta della legge elettorale piemontese va nella direzione di dar voce alle aree montane che per lo spopolamento sovente non riescono ad avere un rappresentante nelle principali Istituzioni. Negli ultimi anni nell’area metropolitana di Torino sono stati eletti numerosi consiglieri, mentre altri territori non sono riusciti ad eleggere un candidato con ovvie ripercussioni sulla politica locale. Con una diversa composizione del Consiglio regionale è possibile offrire maggiori opportunità ai piccoli borghi montani e alle aree rurali che necessitano di sviluppo e potenziamento dei servizi principali.

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