Le teorie di Trump in 60 minuti: clima, complotti e punizioni

60 minuti di rivelazioni di Trump alla CBS ad una settimana dall’allarme dell’IPCC sul clima

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha accusato gli scienziati di avere un “programma politico” mentre dubita che gli umani siano responsabili per l’aumento delle temperature.

Il rapporto dell’IPCC afferma che il mantenimento dell’obiettivo di 1,5 ° C rispetto ai livelli preindustriali significherà “cambiamenti rapidi, di ampia portata e senza precedenti in tutti gli aspetti della società”.

Dopo l’uragano Michael, che ha devastato parti della Florida, Florence nella Carolina, Maria in Puerto Rico, Harvey in Texas, Trump ammette che qualcosa sta cambiando certamente. Ma non per colpa dell’inquinamento prodotto dall’uomo.

“Penso che stia succedendo qualcosa. Qualcosa sta cambiando e cambierà di nuovo. Non penso che sia uno scherzo, penso che probabilmente c’è una differenza. Ma non so se sia artificiale. Non voglio dare via trilioni di dollari. Non voglio perdere milioni di posti di lavoro e neanche voglio essere in svantaggio.”

Trump ha anche paventato l’ipotesi che la condizione climatica potrebbe cambiare in meglio perchè “dicono che abbiamo avuto degli uragani molto peggiori di quelli che abbiamo avuto con Michael.”

Chi lo dice? Lo dicono in giro, la gente lo dice.

Secondo Trump gli scienziati hanno un’agenda politica e mire strategiche. 

 

Il presidente Trump giura “punizione severa” se l’Arabia Saudita è dietro la scomparsa di Jamal Khashoggi

“C’è molto in gioco. E forse soprattutto perché quest’uomo era un reporter. C’è qualcosa di davvero terribile e disgustoso a riguardo, se così fosse. Andremo fino in fondo e ci sarà una severa punizione.”

E, infatti per iniziare Stati Uniti e Gran Bretagna starebbero valutando la possibilità di boicottare la Davos del deserto, il vertice dei giganti dell’economia e della finanza in programma a Riad tra il 23 e il 25 ottobre. Lo riferisce la Bbc che cita fonti diplomatiche. Ma il Presidente rimane sul vago parlando di punizione severa.

Canada e Messico, Kavanaugh e la Corea del Sud. Una serie di vittorie per Trump

Con estrema boriosità Trump sostiene che non c’è stata amministrazione nella storia degli Stati Uniti, che nei suoi primi due anni abbia ottenuto questi grandi successi. “Un dato di fatto tagli fiscali, tagli alle normative, i più grandi tagli alle normative nella storia.”

Il presidente Trump sul trattamento di Christine Blasey Ford : “Non importa, abbiamo vinto”.

Con queste parole Trump imita la professoressa Ford e le sue dichiarazioni avanti al Senato:

“Ho preso una birra. Beh, pensi che fosse, no! Era una birra. Oh bene. Come sei arrivata a casa? Non ricordo. Come ci sei arrivata? Non ricordo. Dov’è il posto? Non ricordo. Quanti anni fa? Non lo so. Non lo so … non lo so”.

E questo succede per la seconda volta, prima in diretta Tv e poi nell’intervista mandata in onda ieri. Ma asserisce con  sicurezza che la professoressa “è stata trattata con estremo rispetto”!

 

Nell’ultima parte dell’intervista Trump continua a dare sfoggio del grande spessore umano che lo contraddistingue:

“Ora mi sento molto come POTUS. Lo voglio. Mi sento come il presidente. Sai, per un po ‘, è come … “Signor Presidente, signore.” Sono … anche i miei amici, mi chiamano, loro … non mi chiamano Donald … mi chiamano signor presidente….”

 

 

 

 

 

Antonella Falabella

Dai numeri alle lettere e dal bianco e nero al rosa. Alla ricerca continua del cambiamento!

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