In questi ultimi giorni la Spagna si trova davanti alla risoluzione di un tema delicato ma tanto atteso dai movimenti antifascisti, la riesumazione dei resti di Francisco Franco detto anche “Caudillo“, l’ex dittatore spagnolo (al potere dal 1936 al 1975).

I resti di Franco, morto nel 1975 a 82 anni, sono ancora oggi ospitati presso il Memoriale ai Caduti della Guerra Civile nella Valle de Los Caídos, non lontano da Madrid. Questo luogo che ospita i corpi di 33.847 caduti di entrambe le fazioni, fu costruito in parte grazie ai lavori forzati di alcuni prigionieri politici (repubblicani). È l’unico monumento nazionale in Europa che ancora ospita le spoglie di un dittatore e fu in origine eretto per ricordare la vittoria dei franchisti nella Guerra Civile di Spagna (1936 – 1939).

Venerdì scorso il governo spagnolo ha approvato un decreto (che riforma la legge della memoria storica) prevedendo ufficialmente la riesumazione delle spoglie dell’ex dittatore spagnolo e quella di altri 114 corpi sepolti in quel luogo ma ancora senza nome.

La linea politica adottata è stata commentata dalla vicepremier del governo (di orientamento socialista) Carmen Calvo:

“È urgente perchè siamo in ritardo. (…) Un dittatore non può avere una tomba di Stato in una democrazia consolidata come quella spagnola. È incompatibile”.

Per mettere in atto il decreto al momento manca solo l’approvazione prevista per metà settembre da parte del Parlamento (che dovrà essere fatta entro 30 giorni con maggioranza semplice) nel quale i socialisti, sostenitori della riesumazione, possono contare soltanto su un quarto dei seggi (anche se gli esperti sostengono che una bocciatura in parlamento del decreto è improbabile). I voti favorevoli previsti dovrebbero arrivare dagli eletti nelle file di Podemos (sinistra radicale), dagli indipendentisti catalani e dai nazionalisti baschi.

I resti di Francisco Franco dovrebbero essere rimossi in forma discreta prima della fine dell’anno, con o senza l’autorizzazione della famiglia. I discendenti avranno 15 giorni dall’approvazione per individuare un nuovo luogo dove i resti potranno riposare, come chiarito la vicepremier. Un altro blocco potrebbe arrivare dalla chiesa spagnola poichè le spoglie di Franco sono ospitate in una Basilica, ma il primo ministro Pedro Sanchez ha affermato di aver preso già contatti con Carlos Osoro, Arcivescovo di Madrid.

In caso di non pronunciamento sarà l’esecutivo a comprendere il luogo più adatto dove far riposare per il futuro le spoglie mortali di Franco. Sembra però definitiva la decisione arrivata nelle ultime ore da parte della famiglia del “Caudillo” che per voce del nipote Francisco Franco Martinez Bondiu ha affermato che i resti del nonno con tutta probabilità verrano trasferiti, per motivi di sicurezza, a El Pardo di fianco quello della consorte Carmen Polo aggiungendo “Certamente ci prenderemo noi cura dei resti di mio nonno (…). Non li lasceremo di certo nelle mani del governo.” Era però di sabato il comunicato in cui i discendenti di Francisco Franco affermavano che non avrebbero mai contribuito con il governo su questa faccenda.

Intanto sale la preoccupazione e il dibattito su quanto il “franchismo” esista ancora in Spagna, dopo che 181 militari in pensione hanno diffuso un manifesto di sostegno a Franco, giustificando il golpe del 1936 e in contemporanea c’é chi si chiede se il governo Sanchez, mantenendo una delle promesse fatte prima delle elezioni, abbia guadagnato o perso voti.

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