E’ divampato stanotte alle 4,30 l’incendio al centro smaltimento rifiuti di Via Salaria che ha coperto con una nube nera diverse zone della città di Roma

Stamattina molte zone della Capitale si sono svegliate avvolte da una nube nera. L’aria irrespirabile e il naso che pizzica e la gola che si fa subito secca. La preoccupazione inizia a crescere, nei gruppi Facebook dei quartieri limitrofi al Tmb di Via Salaria iniziano a spuntare, foto, video, testimonianze di un abuso che va avanti da anni e che oggi ha il suo epilogo. Infatti un incendio è divampato da stanotte alle 4 e 30 in un capannone del centro smaltimento rifiuti in via Salaria 907 nella periferia nord orientale di Roma. 2000 mq di rifiuti indifferenziati che bruciano, diverse volanti di carabinieri e polizia, e 12 squadre dei vigili del fuoco intervenute. ancora sconosciute le cause dell’incendio.

Le raccomandazioni del Presidente del III Municipio Giovanni Cauto

Stamattina, dopo una visita sul posto il Presidente del III Municipio Giovanni Caudo divulga un comunicato sui social. Rassicura i cittadini dicendo che la nube di fumo secondo i vigili del fuoco non è tossica e che l’Arpa è al lavoro per monitorare la qualità dell’aria. Tuttavia per precauzione un asilo nelle vicinanze è stato chiuso e consiglia ai residenti dei quartieri limitrofi di chiudere le finestre, e alle scuole di non condurre i bambini in giardino. Inoltre invita le persone con difficoltà respiratorie ad evitare di uscire all’aria aperta.

La battaglia dei residenti

Inizia nel 2011 la battaglia dei residenti dei quartieri Fidene, Villa Spada, Serpentara e Nuovo Salario per la chiusura dell’impianto Tmb di via Salaria. Il mal funzionamento dell’impianto e la posizione in mezzo alle case influenza la vita di 40000 persone. Durante la bella stagione al calar della sera si leva il fetore, nauseabondo, dei rifiuti abbandonati. Non è più possibile tenere aperte le finestre, stendere i panni sui balconi o godersi gli spazi esterne delle abitazioni salatamente pagate che oggi vedono dimezzato il loro valore. Gola che brucia, occhi arrossati, nausea e continui mal di testa sono i sintomi riportati dalla maggioranza dei residenti. Dal 2011 non c’è stata nessuna amministrazione di nessun partito che abbia sposato questa causa; tuttavia i residenti non si arrendono e lo scorso 29 Novembre organizzano un sit in in Piazza Montecitorio.https://www.facebook.com/groups/232852630231586/

Le inchieste aperte

Intanto l’Ama passa dall’accusare i cittadini di essere visionari, all’attribuzione del fetore a fattori esterni all’impianto di smaltimento dei rifiuto . I Pm ancora oggi hanno aperte due inchieste che sono in lavorazione da troppo tempo e che sembrano non aver portato a molto. Un fascicolo è stato aperto contro ignoti per la gestione di rifiuti non autorizzata. Il secondo invece per presunto malfunzionamento dell’impianto e la lavorazione non regolare di un importante mole di rifiuti.

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