Il patron di Amazon l’uomo più ricco del mondo per Forbes

A pochi giorni dalla famosa operazione di marketing che ogni anno coinvolge la piattaforma di acquisti on line Amazon, gli Amazon Pime Data, il suo fondatore, il 54enne americano Jeff Bezos, é stato incoronato l’uomo più ricco della storia moderna secondo la rivista Forbes.
Per misurare questo traguardo é stato utilizzato il Bloomberg Billionaires Index (i calcoli vengono aggiornati giornalmente e sono consultabili on line. Calcolati in dollari americani) che tiene conto della ricchezza corretta anche in base ai livelli di inflazione. Secondo i risultati forniti dall’indice il patron di Amazon possiede un patrimonio di circa 150 miliardi di dollari, seguito dal decisamente più famoso a livello mediatico Bill Gates (95,5 miliardi di dollari)e al terzo posto il finanziere Warren Buffett con 83 miliardi.
Bezos non é in realtà solo il detentore del titolo solamente per l’anno 2018 ma supera i colleghi miliardari anche per gli anni passati. Secondo lo strumento di calcolo utilizzato infatti l’ideatore di Amazon sarebbe la persona più facoltosa di sempre (in realtà dal 1982, cioé da quando Forbes ha cominciato a pubblicare la sua classifica dei miliardari).
In realtà se il patron di Microsoft non avesse donato miliardi di dollari e 700 milioni di azioni della multinazionale alla Bill & Melinda Gates Foudation, fondazione creata dai coniugi Gates nel 1997 per sviluppare opere di beneficenza, oggi il suo patrimonio supererebbe in gran misura il patrimonio di Bezos.
In un mondo dove la ricchezza é sempre pìù concentrata nelle mani di pochi potenti nel mondo (un rapporto 2017 della ONG Oxfam International riporta quanto incida nello sviluppo la distribuzione della ricchezza e dei redditi sottolineando che l’80% dei guadagni mondiali é in mano all’1% della popolazione mondiale. Uno strumento utile a capire questi argomenti é il Coefficente di Gini che con valori da 0 a 1 restituisce quanto in una determinata popolazione o nazione sia concentrata la distribuzione del reddito) a discapito del resto della popolazione mondiale, ci si chiede però quanto queste classifiche possano ancora essere eticamente accettate ed interessanti, dal momento che le prime posizioni continuano ad essere in mano sempre a pochissime persone o famiglie.

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