Il corto circuito neuronale degli errori

Esistono specifici neuroni nella corteccia frontale mediale umana che segnalano il rilevamento di errori

Ueli Rutishauser, professore associato presso il Dipartimento di Neurochirurgia di Cedars-Sinai, ricercatore principale e autore senior dello studio ha dichiarato che: “Una delle aree del cervello che è noto per essere importante per l’auto-monitoraggio è la corteccia frontale mediale.”

“Ma come funziona esattamente questo processo e come fallisce rimane scarsamente comprensibile”.

Sono stati identificati i neuroni che svolgono un ruolo nel modo in cui le persone riconoscono gli errori

Una scoperta che può avere implicazioni per il trattamento di condizioni tra cui il disturbo ossessivo-compulsivo e la schizofrenia.

Lo studio, pubblicato online oggi sulla rivista Neuron , dà un nuovo livello di comprensione della “negatività correlata all’errore” (ERN), che può essere misurata attraverso un elettroencefalogramma (EEG).

Un giorno protrebbe diventare assistenza clinica standard in individui con disturbi psichiatrici, diagnosticare le malattie mentali e monitorare le risposte ai trattamenti.

I partecipanti allo studio sono stati sottoposti ad uno Stroop Test. E’ stato chiesto loro di identificare l’inchiostro a colori con cui avviene una stampa. Ad esempio, se la parola “verde” è stampata con inchiostro rosso, il soggetto dovrebbe identificarlo come rosso per registrare una risposta corretta. 

Esempio di stroop test

I partecipanti hanno dato spesso “verde” come risposta. I neuroni degli errori dovrebbero reagire nell’immediato e comuncare lo sbaglio con auto-monitoraggio.

I ricercatori hanno temporaneamente impiantato elettrodi nel cervello dei soggetti per rilevare se e quando gli errori venissero riconosciuti. Gli elettrodi erano una parte fondamentale del trattamento chirurgico dei partecipanti per l’epilessia resistente ai farmaci.

Durante il test, i “neuroni di errore” erano in gran parte distinti dai neuroni, segnalando un conflitto tra la parola di colore e il colore dell’inchiostro che seguiva a breve l’inizio dello stimolo. Questo suggerisce che la rappresentazione del rilevamento dei conflitti e il monitoraggio degli errori nella corteccia frontale mediale è ampiamente distinta.

La ricerca apre la strada a ulteriori test per vedere se la manipolazione di detti neuroni , che sia di soppressione o di attivazione, comprometta o migliori l’auto-monitoraggio degli errori. Questo test potrebbe fornire nuove terapie per affrontare problemi cognitivi. Gli sviluppi potranno tornare utili e focali per i disturbi della memoria, delle malattie psichiatriche e l’autismo.

Antonella Falabella

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