I nostri anni 90: la dance degli Eiffel 65

Nostalgici degli anni Novanta, salve. Oggi parliamo di un trio nato in Italia, con un nome che richiama la Francia e che canta in inglese… loro sono gli Eiffel 65.

Gianfranco “Jeffrey” Randone, Maurizio Lobina e Gabry Ponte, gli Eiffel 65 appunto, giungono nel mondo della musica nel 1998. La loro prima hit, l’unica che riesca a sbarcare nel mercato mondiale è Blue (Da Ba Dee), canzone dal testo molto semplice e accompagnata da un video popolato di uomini blu, appunto. Il successo è istantaneo: la voce è Jeffrey, Maurizio si occupa della musica e Gabry, che fa il deejay di remixare il tutto.

Il primo album è del 1999 e si intitola Europop. Da qui usciranno anche i successi (anche se non quanto la prima) Too much of Heaven e Move your body, e contiene naturalmente la stessa Blue. Pionieri della musica dance italiana, i loro pezzi erano suonati in tutte le discoteche.

Nel 2001 è la volta di Contact!, nel quale spicca Lucky (In my life). Nel 2003 la svolta italiana del gruppo, che presenta Eiffel 65 con tredici pezzi, tutti rigorosamente nella nostra lingua. Tra questi ricordiamo Figli di Pitagora, un omaggio a Little Tony.

Un’altra canzone degna di nota, uscita nel 2005 è Cosa resterà (In a song), dove si citano pezzi “storici” di altri artisti come Lucio Battisti ed Eros Ramazzotti.

Questi dal ’98 al 2003 sono dunque gli anni d’oro del terzetto torinese, anche se non mancano “defezioni” di Gabry Ponte: il deejay infatti, anche durante l’attività degli Eiffel ha realizzato brani in solitaria, come La danza delle streghe (2004) e l’ultima in ordine di tempo Che ne sanno i 2000 (2016), oltre naturalmente a lavorare a molti remix.

Oltre a questo, nel 2006 abbiamo assistito anche ad un esperimento, un tentativo di duo con i soli Jeffrey e Maurizio, senza Gabry Ponte. Il nuovo progetto si chiamava Bloom 06, ed ha collezionato due soli album e tre EP fra la sua creazione e il 2009. Particolarmente degna di nota è la loro partecipazione allo Zoo di 105, irriverente programma dell’omonima radio: è dei Bloom 06 infatti la sigla di apertura, Welcome to the Zoo.

Negli anni il gruppo ha lavorato sempre meno insieme, ma è di marzo un omaggio agli Eiffel ad opera di David Guetta, in collaborazione con la giovanissima Bebe Rexha, che hanno effettuato un rifacimento di Blue. E nel 2016 il trio aveva fatto uscire un nuovo pezzo, Panico, ma che sembra non abbia trovato molto favore, soprattutto nei vecchi fan.

Forse in certi casi le “vecchie glorie” dovrebbero rimanere dove le abbiamo vissute, senza tentare di rinverdire successi ormai consolidati: e del resto, per chi li ha amati davvero, non c’è niente di meglio che ascoltare quelle perle che risplendono forse di più oggi che non allora. Complice anche la malinconia.

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