Dall’Ottobre del 2018 al 21 Aprile 2019, il Palazzo della Cultura di Catania ospita ben 190 opere degli artisti impressionisti . E’ possibile ammirare le opere di Cézanne, le famosissime Ninfee di Monet ,oltre a tantissime altre opere che si collocano nello scenario impressionista.

Il Palazzo della Cultura

è un ex convento medievale situato nel centro storico di Catania. A pochi passi dal Duomo, è da anni la sede principale delle mostre più attese e degli eventi culturali più rinomati. Può essere considerato uno delle più importanti sedi di arte e cultura che possiede la bellissima città siciliana.

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La mostra ospita ben 190 opere

Ma fra tutte, la più aspettata ed amata sempra l’immortale rappresentazione delle Ninfee di Monet . Dipinti negli anni della maturità, Monet rappresenta in maniera fiabesca il laghetto del giardino di Giverny . L’opera, che richiama con striature di colore i riflessi dell’acqua e delle ninfee stesse, da inizio alla pittura informale ed ha stravolto la pittura mondiale. Lo stesso artista afferma ” Le ninfee sono un’estensione della mia stessa vita”

Presente anche l’immancabile Degas che con un colore aspro e una fortissima potenza di rappresentazione, si dedica ai ritratti, mostrando molto interesse per la vita contemporanea. Nonostante l’assenza delle famose ballerine (soggetti preferiti dell’artista) , la mostra ospita tantissime altri dipinti del pittore, comprese delle incisioni in bianco e nero, e ad olio.

Presente anche Gaunin, il pittore post-impressionista che affermava ” L’arte o è plagio, o è rivoluzione”

Cézanne è invece presente con ”I bagnanti”, la cui resa dei corpi dimostra un pittore che sta ancora studiando la rappresentazione dei suoi soggetti. La resa dell’anatomia, tramite macchie ed acquarello, prelude al cubismo.

Presenti anche le opere dei giovanissimi Gèricault, Coubert e Delacroix. I tre artisti rivoluzionari fanno guerra alla pittura accademica , proponendo canoni nuovi, movimentati ed anticonformisti. Un esempio, presente nella mostra stessa, è il meraviglioso Chaseur de la garde royale di Coubert, dove il soldato ritratto non ha atteggiamenti e pose nobili convenzionali ma è rappresentato nel pieno di una cavalcata.

Presente anche Manet con il ritratto di Baudelaire. L’autore ” maledetto” è ritratto in un quadro che sembra una vera e propria fotografia ante-litteram. Viene infatti abbandanata la tecnica grafica ed emerge il dosaggio di chiaro-scuro nella rappresentazione.

Sono presenti altri protagonisti dell’impressionismo, quali Renoir e pittori minori come Somm, ma tantissimi altri capisaldi di questo meraviglioso movimento di fine ‘800 sono assenti all’appello: l’amatissimo Van Gogh , che ha riscosso successo mondiale solo ai giorni nostri, non è presente. Eppure si da spazio a tantissimi altri artisti sottovalutati e semi-sconosciuti, ma che hanno dato immenso contributo al movimento artistico dell’ ”en plein air” , che dalla Francia ha conquistato il mondo.

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