Il 7 Dicembre a Nashville, nel Tennessee, un detenuto è stato giustiziato sulla sedia elettrica.

David Earl Miller, 61 anni, era accusato di aver ucciso la giovane ragazza disabile Lee Standifer nel 1981. Dopo 36 anni trascorsi nel carcere di massima sicurezza, alle 19.25 ora locale è stato dichiarato morto. Durante l’esecuzione non era presente nessun familiare, né di Miller né della Standifer.

Come funziona la pena di morte.

La pena di morte, anche chiamata pena capitale, è un provvedimento penale che consiste nel togliere la vita al condannato.

Tale sanzione penale è stata abolita in molti Paesi del mondo, resta però in vigore in alcuni Stati come la Cina, il Giappone, gli Stati Uniti d’America e la Bielorussia. Principalmente è prevista per condanne gravi come l’omicidio, ma in alcuni stati si applica anche per le rapine, gli stupri ed il traffico di droga.

Cenni storici

La pena di morte nasce già nell’antichità: i Romani prevedevano tale provvedimento per i condannati, ma essi avevano comunque la concessione di fare un appello. Nel corso del tempo però venne man mano abbandonata nella maggior parte del mondo: nella Repubblica di San Marino l’ultima esecuzione è avvenuta nel 1468, mentre nel Granducato di Toscana risale al 1786.

L’Italia abolì definitivamente la pena nel 1948, mentre la Francia nel 1981.

Nel 2007, dopo una campagna ventennale, l’Onu approva la sospensione internazionale delle pene di morte in tutti i Paesi membri delle Nazioni Unite.

Nello Stato del Tennessee, i detenuti che hanno commesso crimini violenti prima del 1999 hanno una scelta: morire sulla sedia elettrica o con un’iniezione letale di Midazolam. David Earl Miller è stato il secondo giustiziato sulla sedia elettrica in due mesi, dopo quasi vent’anni di morti per iniezione letale.

La sedia elettrica

La sedia elettrica nasce dopo la descrizione della morte di un impiegato di un’azienda elettrica. L’idea era dunque quella di collegare un generatore di corrente ad una sedia, al fine di poter dare una morte rapida ai condannati che, fino ad allora, venivano uccisi con l’impiccagione o la fucilazione. Il progetto fu portato avanti e concluso da Edison.

L’esecuzione è piuttosto veloce ed indolore: il detenuto viene fatto sedere sulla sedia e sottoposto a due scariche di corrente, da 500 a 2000 volt. La prima scarica causa la morte cerebrale, rendendo incosciente il condannato, mentre la seconda, di maggiore intensità, distrugge gli organi interni causando arresti cardiaci e respiratori che ne determinano la morte.

Tra i condannati più celebri ricordiamo Julius e Ethel Rosenberg, accusati di essere spie dell’unione Sovietica, e George Stinney ,quattordicenne accusato di due omicidi poi scoperto innocente.

L’iniezione letale.

La morte per iniezione letale sta prendendo il posto della sedia elettrica. Il metodo di esecuzione avviene in tre iniezioni: la prima a base di barbiturici, che hanno l’effetto di sedare, una seconda iniezione di un farmaco che rilassa i muscoli, il quale ha la funzione di paralizzare i polmoni, ed un’ultima che provoca l’arresto cardiaco.

Alla fine delle iniezioni il cuore del condannato può continuare a battere per un periodo di tempo che varia dai 6 ai 15 minuti.

Con l’iniezione letale possono insorgere complicazioni nel caso in cui il detenuto si sia iniettato droghe per un lungo periodo: esso può entrare in uno stato di shock e provare molto dolore.

Tra i condannati più celebri ricordiamo Dzochav Carnaev responsabile, con il fratello, dell’attentato alla maratona di Boston.

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