Milano, febbre da derby ad un mese dalla partita: da cavallo in carrozza

E’ quasi sold out per il derby di Milano che si giocherà fra un mese esatto a San Siro e, all’appello, mancano solo 1600 tifosi, che possono ancora acquistare gli unici tagliandi rimasti invenduti per questa sfida di campionato.

Una febbre da cavallo che contagia ogni appassionato di calcio che quest’anno, come non si percepiva da anni, coinvolge un pò tutti i fedelissimi delle due squadre, attenti, in estate, alle manovre di rinnovamento dei club e stregati, nel bene e nel male, dalle prime uscite stagionali.

Non è una questione di puro ottimismo, perché dalla parte rossonera, colpita gravemente dopo la sconfitta all’Olimpico con la Lazio, si respira aria nuova, nella buona e nella cattiva sorte, considerando che il mercato e il lavoro della società è tangibile e riconosciuto dagli addetti ai lavori, esageratamente critici dopo l’ultima partita, ma non per questo ancora del tutto convinti degli errori di valutazione commessi dal tecnico campano.

La battuta d’arresto non ha condizionato l’ambiente, che ha risposto presente in Europa League, travolgendo il povero Austria Vienna con cinque goal e una manovra ritrovata grazie ad un assetto tattico ben più congeniale rispetto a quello offerto con la Lazio.

Lungimiranza, che sarà la chiave di svolta della stagione del Milan, alla quale Montella dovrà ricorrere spesso per evitare scivoloni pericolosissimi, che allontanerebbero velocemente la squadra dalle zone alte della classifica, compromettendo i piani di sviluppo del nuovo management italo-cinese insediatosi in estate.

Sull’altra sponda Spalletti è il Re incontrastato di un regno rimasto a lungo vacante, finalmente capace di tornate ad operare con le proprie virtù e la disponibilità della nuova proprietà cinese, ancora sotto la lente d’ingrandimento del proprio governo, ma consapevole di poter offrire comunque all’Inter la massima collaborazione nell’ambito delle possibilità concesse.

Suning, dopo gli errori commessi l’anno scorso, è ripartita di slancio con la scelta dell’allenatore e dei calciatori funzionali all’idea tattica di quest’ultimo, consegnandogli, a fine mercato, un organico in grado di misurarsi con le prime della classe, ben consapevole che proprio il lavoro sul campo l’avrebbe portata ad applaudire quelle scelte.

E infatti l’inizio del torneo ha dichiaratamente confermato che Milan e Inter sono lì, pronte a darsi battaglia fino all’ultima giornata, quando i tifosi dell’una e dell’altra squadra avranno perso probabilmente la voce, ma non la voglia di seguirli dappertutto, curatisi da una febbre lunga, pronti per recarsi ai nuovi appuntamenti: per il titolo e per un titolo.

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