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E se Babbo Natale non esiste?

E’ verso gli 8 o 9 anni che i bambini iniziano ad avere dubbi sull’esistenza del tanto amato Babbo Natale.

Le feste quindi, ormai alle porte, possono rappresentare un dilemma per molti genitori: come gestire le domande dei bambini?

Le risposte del Pediatra

Il Pediatra Italo Farnetani, professore ordinario alla Libera Università degli studi di Scienze Umane e Tecnologiche di Malta, interpellato da Adnkronos Salute, consiglia di sostenere l’esistenza di Babbo Natale finchè i bambini ci credono. Ai primi dubbi, invece, è bene continuare a coltivare la cosa, seppur senza troppe insistenze. Dimostrarsi un po’ evasivi può essere una buona soluzione, quindi.

Finchè i bambini ci credono in modo assoluto mamma e papà dovranno coltivare la cosa, invitandoli a non arrendersi alle prime domande difficili ma senza insistere troppo. Mentre ai primi dubbi, i genitori dovranno sostenerte l’esistenza di Babbo Natale, anche in modo convinto, ma senza insistere troppo, rispondendo ai dubbi che il bambino si pone ma senza portare eccessive giustificazioni o prove sulla sua esistenza.

Italo Farnetani, per Adnkronos Salute

Tale atteggiamento è utile per due motivi. Nel primo, infatti, quando il bambino dopo aver parlato con gli amichetti sarà giunto alla conclusione che l’uomo vestito di rosso è frutto della fantasia, i genitori non avranno travolto troppo la loro credibilità. Allo stesso tempo, però, non avranno collaborato a distruggere la favola troppo rapidamente.

Una bella idea per i bambini è rappresentata dalla letterina a Babbo Natale. Tale simbolo natalizio è utile non solo per i piccoli di casa, stimolati a scrivere e produrre frasi di senso compiuto, ma anche per la mamma ed il papà. Questi ultimi avranno un valido aiuto nella scelta dei regali; evitando che i figli restino delusi scartando i pacchetti.

La Repubblica ha raccolto alcune interessanti testimonianze dei bambini sull’esistenza dell’uomo vestito di rosso:

Non mi sono arrabbiato perché era una bugia buona, per farci contenti. Come quando la mamma diceva che i cioccolatini erano finiti, ma non era vero.

Quando l’ho capito ero contenta, perché avevo scoperto una cosa da sola. Poi però la sera di Natale mi sono sentita un po’ triste, perché era più bello quando ci credevo.

Curiosità.

In Islanda, la tradizione vuole ben 13 Babbo Natale. Questo perché la loro storia dei doni di Natale è basata su 13 folletti. Due settimane prima del 25 Dicembre, i folletti lasciano le loro grotte per prepararsi a portare i doni ai bambini. Essi, se sono stati buoni ricevono 13 regali, come i giorni delle due settimane che precedono il Natale. In caso contrario, i bambini che non sono stati buoni, ricevono solo delle patate.

Nei popoli Germanici, invece, la tradizione sosteneva che i doni fossero distribuiti dal Dio Odino. Le memorie narrano di stivali lasciati vicino al camino, dai bambini, riempiti con fieno e carote per il cavallo della divinità. Come ringraziamento di tale gesto, Odino, avrebbe sostituito le materie prime con regali e dolci. La tradizione è sopravvissuta in Belgio e nei Paesi Bassi, dove Odino è stato sostiuito da San Nicola.

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