Cultura – Addio ad Alberto Bevilacqua, una vita tra letteratura e cinema

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E’ morto a Roma lo scrittore Alberto Bevilacqua. Aveva 79 anni. L’autore si è spento alle 10:10 di questa mattina per arresto cardiocircolatorio nella clinica Villa Mafalda, dove era ricoverato dall’11 ottobre scorso.
Nel corso dei mesi di ricovero dello scrittore, in terapia intensiva, sono state eseguite varie perizie per valutare l’efficienza e l’efficacia dell’assistenza da parte della clinica. L’ultima, nell’aprile scorso, ha confermato la congruità dell’assistenza, ricordano dalla Casa di cura, che in una nota esprime “profondo dolore” per la scomparsa di Bevilacqua.
Il procuratore aggiunto Leonardo Frisani ha autorizzato l’autopsia sul corpo dello scrittore, voluta dall’avvocato Rosa Zaccaria, che assiste la compagna di Bevilacqua, Michela Macaluso. L’esame potrebbe svolgersi già mercoledì.
La scomparsa di Bevilacqua è stata infatti preceduta da una scia di polemiche legate al lungo ricovero, nonostante i tentativi della compagna di trasportarlo in una struttura ospedaliera, secondo lei, più adatta a curarlo. Polemiche che avevano riaperto il dibattito sul testamento biologico e sulle coppie di fatto.
Nato a Parma il 27 giugno del 1934, Bevilacqua è stato scrittore, poeta e anche regista cinematografico. Considerato un alchimista della fantasia, fin da giovane attira l’attenzione di Leonardo Sciascia che, nel 1955, gli fa pubblicare la sua prima raccolta di racconti dal titolo ‘La polvere sull’erba’. Non soddisfatto dell’esordio con la narrativa, Bevilacqua scrive anche la sua prima raccolta di versi, ‘L’amicizia perduta’, pubblicata nel 1961.
Dopo ‘Una città in amore’ del 1962, arriva la fama internazionale nel 1964 con ‘La califfa’, che nel 1970 diventa un film interpretato dalla coppia Romy Schneider e Ugo Tognazzi e che vede lo stesso Bevilacqua dietro alla macchina da presa. Da quel momento inizia una scia di successi con ‘Questa specie d’amore’ che nel 1966 vince il premio Campiello (anche questo diventato film che vinse il David di Donatello), ‘L’occhio del gatto’, vincitore del premio Strega nel 1968, ‘Il curioso delle donne’ del 1983, ‘I sensi incantati’ del 1991 e per ultimo, ‘Storia della mia storia’ pubblicato nel 2007 con Einaudi. Nell’estate dello stesso anno girano voci di una sua candidatura al Nobel per la Letteratura.
Da ottobre scorso lo scrittore parmigiano è malato e ricoverato a Villa Mafalda. E la sua compagna, a gennaio scorso, si rivolge alla magistratura per denunciare le condizioni di salute in cui versa Bevilacqua e la Procura di Roma apre un fascicolo per lesioni colpose nei confronti dei vertici della clinica. Secondo la Macaluso, che per la legge italiana non ha alcun titolo per intervenire sulle decisioni che riguardano la sorte del suo compagno, la struttura sanitaria, avrebbe dovuto trasferirlo da tempo in una struttura pubblica e più attrezzata. Anche perché, sempre secondo la Macaluso (ex attrice con il nome d’arte di Michela Miti, anche scrittrice e poetessa), a Villa Mafalda lo scrittore avrebbe contratto la klebsiella, infezione multi resistente che può portare a esiti letali.
Secondo i sanitari della struttura, invece, lo scrittore sarebbe arrivato in clinica ad ottobre, già affetto da klebsiella, e sarebbe lui stesso, interpellato dai medici anche davanti a testimoni, a voler rimanere in clinica e non trasferirsi in un ospedale pubblico. Macaluso vorrebbe trasferire lo scrittore all’Ospedale Spallanzani o al San Filippo Neri, strutture secondo lei più idonee per questo tipo di malattie.
Ma i dirigenti di Villa Mafalda difendono la correttezza dell’operato dei sanitari che hanno in cura lo scrittore, sottolineando in particolare che lo scrittore era stato ricoverato ad ottobre “in condizioni disperate” e respingendo qualsiasi accusa di violazione di protocolli sanitari, affermando che la terapia in corso è concordata con la famiglia dello scrittore e con il consulente medico della sua compagna e che il paziente non è affatto trattenuto nella clinica. La camera ardente sarà allestita nella stessa clinica.
Il ministro dei Beni culturali e del Turismo, Massimo Bray, esprime in una nota “profondo cordoglio” per la scomparsa dello scrittore che definisce “intellettuale poliedrico e di straordinarie qualità umane, che ha saputo infondere passione e fantasia sia nel mondo della letteratura che in quello del cinema”.

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