“Fuoco ai Profughi” : Condannati a sei mesi di cultura per la violazione della Legge Mancino

Quattro cittadini italiani, di età compresa tra 34 e 56 anni, residenti nella zona di Portogruaro (Venezia), che sui social avevano espresso commenti feroci sul tema dei richiedenti asilo, sono stati messi in “ castigo” dall’Ufficio delle Esecuzioni Penali Esterne.

Il processo è stato sospeso in attesa di ravvedimento degli imputati per sei mesi. Il 14 maggio 2019  se dimostreranno di aver seguito le prescrizioni dell’Uepe, la loro vicenda giudiziaria si chiuderà.

I quattro cittadini in questione avevano postato sui social frasi violente, di nessuna civiltà riscontrando a : “Sei di Portogruaro se”:

“Bisogna aiutarli, ne ospitiamo uno in ogni casa e li laviamo con la benzina e poi li asciughiamo col lanciafiamme e tutto è risolto”, “Gente sporca, devono morire, se trovo uno di loro gli verso dell’acido di batterie così capiscono che non li vogliamo”, oppure “diamo fuoco al palazzo con loro dentro”.

L’assoluta astensione da Facebook non è l’unica misura disposta: in questo periodo dovranno leggere libri o guardare film sulle tematiche dell’immigrazione, riflettendo e scrivendo alcune brevi considerazioni sull’argomento. Saranno convocati talvolta nell’ufficio delle esecuzioni penali per delle verifiche, dovranno pagare 200 euro a titolo di risarcimento del danno e svolgeranno lavori di pubblica utilità per quattro ore la settimana.

La legge Mancino prevede la reclusione fino a un anno e sei mesi o con la multa fino a 6.000 euro di chi propaganda idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, ovvero istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi; e la reclusione da sei mesi a quattro anni di chi, in qualsiasi modo, incita a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi.

Poiché i soggetti sono stati  perseguiti per aver violato la legge Mancino con l’aggravante della discriminazione razziale, visto il provvedimento temporaneo, forse i Giudici hanno creduto più ad una goliardata che al dilagante odio che sui social si legge quotidianamente, oppure è l’ennesimo caso in cui c’è clemenza nei confronti di una efferata violenza, seppur verbale.

Nulla è così buono per una persona ignorante quanto il silenzio; e se egli fosse cosciente di questo non sarebbe un ignorante.  SAADI

 

Antonella Falabella

Dai numeri alle lettere e dal bianco e nero al rosa. Alla ricerca continua del cambiamento!

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