“Il colore del mio sangue è uguale al tuo”.

Aumentano ogni giorno gli attacchi e le violenze subite dai migranti e chiunque abbia un colore di pelle diverso, chiunque possa esser ritenuto “diverso”.

Per fare un esempio, la scorsa notte a Moncalieri, Daisy Osakue, un’atleta della nazione italiana di origine nigeriana è stata aggredita a lanci d’uova mentre la giovane faceva il suo rientro a casa.

Presa di mira da un gruppo di giovani probabilmente a causa della sua pelle. Un’atleta, una campionessa, ma soprattutto un essere umano. Colpita in piena faccia, come racconta Enrico Mentana (tra i primi a divulgare la notizia).

La giovane ha riportato la lesione della cornea, ma nonostante tutto ha dimostrato grande forza e coraggio, assicurando di voler partecipare comunque ai campionati europei di Berlino.

Ad Aprilia invece, la scorsa settimana, tre uomini ha inseguito un marocchino 43enne in piena notte, affermando che era un ladro e quindi era tutto alquanto giustificato.

L’uomo, guidando in macchina e cercando di scappare dai suoi inseguitori, è andato fuori strada, perdendo così la vita a causa del forte impatto.

A quanto pare però, dopo aver ascoltato le varie testimonianze e aver visionato le immagini della videosorveglianza, la vittima non sarebbe deceduta a causa dell’incidente ma a causa delle botte subite dagli aggressori.

Questa è l’italia che ci troviamo davanti, discriminazione, razzismo, e molto altro.

Si moltiplicano ogni giorno avvenimenti del genere ma nessuno osa aprire bocca. Si moltiplicano ma nessuno riesce a rendersene conto.

Un italia che sembra esser ormai diventata una carneficina di immigrati e non: chiunque sia diverso, deve essere punito. Questo è il messaggio che sembra girare da tali atti vandalici.

Ma questi sono solo una piccola parte degli avvenimenti, una parte degli aggiornamenti di questo bollettino di guerra che sembra girare.

Tra i fatti più noti si aggiunge anche l’uomo 59 enne che  ha sparato alla schiena di una piccola bambina di 14 mesi, con il rischio di rimanere paralizzata.

L’uomo si è giustificato affermando che stava semplicemente “provando” il fucile ad aria compresa: una casualità che il proiettile avesse beccato la bambina.

Chiediamoci se tutto questo sia giusto, chiediamoci se questa è la giustizia che vogliamo nel nostro paese.

Scorriamo le notizie ogni giorno, senza fermarci a riflettere o a leggere: i fatti sembrano sempre peggiorare ma nessuna istituzione, nessun organo giudiziale con le giuste competenze sembra esser in grado di contrapporsi a tale forza brutale che si incombe sul nostro paese.

Abusivo! Negro! Questo è il Paese di Salvini!”.  Queste, alcune delle parole che ogni uomo dal colore diverso della pelle subisce ogni giorno.

Il pericolo in cui stiamo per incombere è quello di non avere più parola, non avere più il confronto con il pubblico. Tutto ciò sta diventando alquanto pericoloso. Il rischio è quello di finire in un linciaggio verbale.

Chiediamoci se questa è l’Italia che abbiamo sempre sognato, chiediamoci se questa è l’Italia in cui vogliamo vivere.

Sulla pelle dei migranti, i soggetti più deboli di questo periodo, si sta sperimentando tutto quello che prima o poi accadrà su chiunque aprirà bocca, su chiunque sarà abbastanza coraggioso da opporsi al potere dello stato.

Ricordiamo che prima o poi, toccherà a tutti quelli coloro che non sono etero, bianchi, e tutti coloro contro i diritti civili, come ad esempio l’aborto. Ricordiamo che tutto questo potrebbe accadere a chiunque.

Chiediamoci quindi se vogliamo un Italia del genere, dove le discriminazioni sono alla base del giorno ma continuiamo a dire che non siamo un paese di razzisti, dove nessuno, nonostante sia scritta nella costituzione, ha veramente la libertà di parola, dove la vita di di un individuo viene pesata in base ai suoi ideali.

Ma ricordiamo anche, prima di tutto, che quegli uomini che noi riteniamo “diversi” hanno lo stesso colore del nostro sangue.

Ricordiamoci che infondo siamo tutti umani.

 

 

Jasmine Katanchi

Sono una studentessa universitaria con una grande passione per la scrittura e per l'arte sotto qualsiasi forma. L’arte è la mia unica fonte di vita, la mia vera e unica passione. Per me arte è tutto, che sia pittura o letteratura, che sia musica o una fotografia: tutto questo è arte pura, incolmabile, inspiegabile, di cui mi permetto di usufruirne nei migliori dei modi, cercando di spiegare a tutti ciò che provo e vedo, con degli occhi estranei al mondo. Adoro scrivere di qualsiasi tema che mi possa catturare l’anima.

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