Cavaria con Premezzo Mappa

Piccole-grandi storie di un paese di provincia

Le piccole-grandi storie dei paesi di provincia con le loro piccole-grandi curiosità quando mai non hanno colorato le menti curiose? Cavaria con Premezzo è uno di questi. Un paesello che non arriva nemmeno a 6000 abitanti ma che è in grado di offrire innumerevoli curiosità, tutte “tradizione e vita vissuta”.

Qual è la storia di Cavaria? Chi è nato e vissuto a Cavaria sicuramente conoscerà i libri a cui attingere e, sopra ogni altra cosa, avrà le fondamentali memorie dei nonni, coloro che hanno potuto vedere e sentire i cambiamenti più grossi di queste piccole realtà. Ritornando ai libri, mi ritrovo a citare: “Cavaria con Premezzo, Storia, nostalgie, attualità” di Vittorio Macchi, Macchione Editore, libro che ci regala una stesura completa della storia di questo paesello.

Gli antichi popoli, “La Calvaria” e il monastero

Ritorniamo al quesito iniziale: qual è la storia di Cavaria con Premezzo? Le nascita di questo paese non è molto chiara ma si ipotizza che i più antichi abitanti di queste zone del varesotto fossero i Palafitticoli, Liguri che si adattarono alle condizioni paludose del territorio. Ai Liguri seguirono gli Insubri (facenti parte della popolazione Celtica), i Romani che vennero poi invasi dai Barbari ed infine i Longobardi ed i Franchi; questi ultimi vissero in un’epoca caratterizzata dalla diffusione di monasteri benedettini che applicavano la loro regola, “Ora et labora”.

La fondazione del borgo di Cavaria è avvenuta come monastero benedettino: il primo nucleo abitato è stato infatti un monastero di suore benedettine dedicato ai SS. Quirico e Giulitta. Un’origine che fa decisamente riflettere, anche sul tipo di cultura e tradizione che prenderà piede nel borgo, un’origine basata su fonti storiche che fanno presumere che il monastero fosse stato fondato fra il 1000 ed il 1100. Proprio da questa sua origine e dalla presenza di un Calvario presso il Monastero, la borgata prese il nome di “La Calvaria”.

Furono poi costruiti anche degli Stalli, delle abitazioni destinate ai contadini ma di proprietà delle monache. Tale monastero fu però demolito nel 1568, per motivi non ben precisati (si pensa per qualche presunto scandalo) e quello che ne rimane ora è solo una lapide muraria. La Calvaria prese il nome di “Cavaria e Uniti” (nome rimasto tale sino al 1924). Nel 1570 diventò parrocchia e la chiesa del monastero divenne la chiesa parrocchiale; a quel tempo, le famiglie erano pochissime, forse solo una dozzina, tutti contadini ed ex-dipendenti del monastero.

Dalla civiltà contadina a quella industriale

Sorsero delle cascine e si sviluppò una vera e propria società contadina. Le piccole-grandi storie cominciavano a delinearsi. Dominazioni spagnole, francesi ed austriache non hanno certo reso semplice la vita dei Cavariesi. Nel 1800 iniziò la vera ripresa. Presero piede attività artigianali, mulini, fabbriche e la produzione di attrezzi  per l’agricoltura e per la monta dei cavalli. La civiltà contadina si trasformava, lasciando posto a quella industriale. Fra le attività industriali ricordiamo quelle della tintoria Sacconaghi, fondata nel 1850, una delle più antiche tintorie d’Italia. Importanti anche le fonderie Filiberti, la tessitura Maino, La fornace di mattoni e le prime fabbriche di bilance (1887); queste ultime hanno portato il paese ad essere considerato la capitale di pesi e misure, fino al “boom industriale” del 1900.

“Cavària con Premèzz”

Nel 1926, con la creazione della provincia di Varese, il comune è divenuto “Cavaria con Premezzo”(in dialetto locale “Cavària con Premèzz”), staccandosi dalla provincia di Milano e lasciando quell’Alto Milanese di cui faceva parte.

Filiberti-Argo

Le Fonderie Filiberti, al termine della seconda guerra mondiale, cambiarono produzione, specializzandosi nel settore del riscaldamento, mutando il marchio in “Argo”. Fra le innovazioni dei primi del 1900, importante è stata l’inaugurazione di quella che poi diverrà l’Autostrada dei Laghi (A8), nel primo tratto Lainate-Varese, tratta passante anche per Cavaria. Per approfondire la storia industriale, cito il libro “Dalla vanga all’officina. Il percorso di industrializzazione a Cavaria con Premezzo”, di Giuseppe Morreale, Nomos Edizioni.

“A Cavaria City”

Mi sembra giusto ora dare spazio ad una piccola.grande storia molto divertente: i personaggi Bill e Bull, cartoni animati dei Caroselli della Rai. I due personaggi, presenti nella pubblicità “A Cavaria City”, dedicata appunto ai prodotti Argo, hanno regalato quel motivetto instancabile che li ha resi famosi sia fra gli adulti che tra i più piccini; perché non ascoltarlo? Il girato in bianco e nero lo trovate su Youtube: https://www.youtube.com/watch?v=Y53KiaQngSw

Il Territorio

Parco della Valle del Boia

Passiamo ora al territorio. Cavaria si trova su un pianoro un poco sopraelevato della valle dell’Arno lombardo, quella valle a fondo piatto di origine glaciale, fiancheggiata da colline moreniche. Premezzo sorge invece su di una collina che fa da spartiacque fra la valle dell’Arno e quella del Ticino. Se si parla con qualche anziano che all’epoca amava fare il bagno e divertirsi in acqua, risponderà sicuramente che allora, l’Arno Lombardo, possedeva tutt’altre acque: si pescavano pesci e gamberi, affermazione che all’oggi, per noi, diviene un lontano miraggio! Ma un miraggio non è invece la bellezza del Parco della Valle del Boia, percorso naturalistico di tutto rispetto, attrezzato anche per qualche grigliata e picnic nella natura, da godere nei periodi caldi. Seguendo il “percorso vita” o il “percorso natura” ci si può immergere nel verde e nei colori, dimenticando completamente i forti rumori o lo stress cittadino  fra prati, boschi, sorgenti e paludi, fontanili e stagni.


Purtroppo il parco soffre spesso di vandalismo: osservatori per uccelli, panchine romantiche e bellissime staccionate vengono più volte distrutte di nascosto, lasciando un’atmosfera degradata dove prima c’era stata gioia e duro lavoro. Si spera che una maggiore educazione e sensibilità possa, nel tempo, portare il giusto cambiamento, permettendo a delle piccole-grandi storie di disegnarsi nell’armonia.

I luoghi di culto

Chiesa Parrocchiale di Cavaria
S. Quirico e Giulitta

A Cavaria con Premezzo sipossono trovare diversi luoghi di culto: la Chiesa parrocchiale di Cavaria dedicataai santi Quirico e Giulitta  (edificatanel 1813), dalle volte affrescate con racemi e volute di passiflora dipintein grigio su fondo azzurro; la Chiesa parrocchiale di Premezzo, dedicata asant’Antonino martire, di origine medioevale, con  l’altare in legno, l’affresco “Adorazione deire magi”(1500) ed il soffitto a cassettoni;la Chiesetta di San Luigi Gonzaga, a Premezzo basso, dallepiacevoli vetrate colorate; interessante anche l’oratorio di San Rocco, dall’edificioin cotto. Latradizionale devozione alla vergine addolorata potrebbe essere vista come unacontinuazione dell’antico culto del calvario.

Qui giace Mimì

Tomba di Mia Martini

Il cimitero di Cavaria con Premezzo, in viaTito Minniti, caratterizzato da una cappella con vetrata di Marco Foderati, è divenutofamoso per la tomba della cantante Mia Martini, ricordata anche come Mimì, mortanel 1995 e sepolta nel paese dove viveva il padre Giuseppe Bertè.

Allegria con le ricorrenze di tradizione

Conoscete la Giöbia? L’ultimo giovedì del mese di gennaio vengono accesi dei grandi falò dove viene bruciata la Giubiana, un grande fantoccio dipaglia vestito di stracci, rappresentante una vecchia strega. Bruciarne ilpupazzo significa esorcizzare le forze negative dell’inverno e propiziarel’avvento della primavera. E non finisce qui! Altre sono le ricorrenzedella cittadella: ilsecondo weekend di Maggio si tiene spesso il memoriale di Mia Martini,accompagnato dalla tradizionale “Pan Pesitt e Salamitt”;la prima domenica di  Settembre sicelebra la Festa di fine estate, i cuiguadagni vengono devoluti alla LILT, LegaItaliana per la Lotta contro i Tumori; la seconda domenica di Novembre, per la fine dell’autunno, si celebra SanMartino e per metà Ottobre si tiene la rinomata “Cross countrydei 7 campanili” ,spesso semplicemente conosciuta come 7 campanili. E’ una corsa campestre esistente dal 1914 che in anni recenti ha visto molti atletidi valore. Nel 2008 ha preso il via per esempio Margareth Okayo, atleta kenyotavincitrice (per tre volte) della maratona di New York, ma anche delle maratonedi Boston e Londra.

Vi consiglio…

Insomma, abbiamo visto come un piccolo paese può offrire davvero tanto. Quindi cosa aspettate a farci un salto? L’occasione della Giöbia sembrerebbe il più imminente e folcloristico, oppure vi aspetta una passeggiata rilassante in famiglia o con amici, fra i dolci sentieri della valle del Boia. Immergetevi in una piccola-grande storia! http://www.comune.cavariaconpremezzo.va.it/dettagli.aspx?c=1&sc=41&id=12&tbl=contenuti

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