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Calcio, Rumenigge diserta la finale, ma dimentica qualcosa: quella del 2010

“Do ut des” è una frase latina che letteralmente significa: io do affinché tu dia; questo è ciò che è accaduto a formazioni prestigiose come il Real Madrid e la Juventus, ultime in ordine di tempo che, con grande abnegazione, sono riuscite a ricavare i frutti del lavoro sul campo, per il quale potranno presto confrontarsi nella finale di Champions League a Cardiff.

Karl-Heinz Rummenigge, purtroppo, non sarà presente all’incontro tra le due protagoniste di questa stagione e il motivo è riassunto nella deludente eliminazione subita dal Bayer Monaco ad opera degli spagnoli.

Tutti riconoscono il peccato originale della gara di ritorno al Bernabeu, anche perché l’arbitraggio di Kassai, l’ha gravemente condizionata con l’espulsione di Vidal per un fallo mai commesso, e l’assegnazione, nei tempi supplementari, di due gol in fuorigioco.

Però le dichiarazioni rilasciate in un’intervista rilasciata al quotidiano “Suddeutsche Zeitung”, hanno alterato una pur comprensibile recriminazione per l’esito del match.

Molto serenamente il dirigente bavarese ha ammesso: “se si riavvolge tutto il nastro fa molto male; al ritorno c’è stata una prestazione arbitrale che non si è mai vista negli ultimi 40 anni”.

Il punto è proprio questo: il Panzer tedesco, evidentemente, non gode di ottima memoria, perché sette anni fa, prima che l’Inter del Triplete li battesse in finale 2-0, durante il loro cammino verso quella partita, incontrò agli ottavi la Fiorentina di Cesare Prandelli che, all’Allianz Arena, si presentò in forma straordinaria giocando una gara importante, perdendola 2-1 solo grazie all’arbitraggio scandaloso di Ovrebo, già agli onori della cronaca per altre decisioni imbarazzanti (Chelsea Barcellona 2008 e dopo alcuni anni Real Madrid Barcellona, rimasta famosa per la conferenza stampa di Mourinho caratterizzata dal Porquè), che assegnò una rete in netto fuorigioco a Klose, impedendo, purtroppo, di giocarsi il ritorno a Firenze con maggiori possibilità di qualificazione.

Non a caso la partita del 09 marzo 2010, caratterizzata da un vento impressionante, finì 3-2, con uno strepitoso Stevan Jovetic, che non bastò ad eliminare i tedeschi, mettendo la parola fine alle speranze dei viola di approdare ai quarti.

Gocce di memoria di un torneo contraddistinto, come sempre, da episodi che cambiano il corso della storia; anche se quella, per il Bayer, finì comunque sotto i colpi di un formidabile Milito, autore di una doppietta, e del capolavoro tattico di tutta l’Inter di Mourinho.

Se il buon Rumenigge crede che gli altri dimentichino in fretta certe situazioni, come anche lui sta cercando di fare in questo momento, si rassegni e non pensi di confondere quel detto latino con un altro di senso opposto, cioè: manus, manum, lavat”, pensando che una mano lava l’altra e vedrai che avrai il tuo vantaggio, perché in Champions League, caro Karl Heinz, non funziona esattamente così.

 

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