Calcio, razzismo e Muntari: urla e sdegno per essere attapirato

Si è parlato anche tanto della triste vicenda che l’ha riguardato, valutando ogni singolo aspetto, da quello arbitrale, che gli è costata la squalifica per essersi allontanato dal campo senza il permesso del direttore di gara, a quello etico e morale riconducibile ai soliti personaggi che offendono le persone di colore per ragioni ignobili.

Quello che stride con tutto ciò che è accaduto è il seguito che si vuole dare ad un fatto, più o meno condivisibile, che riguarda la sfera dei sentimenti, che è personale e in questo caso, è addirittura esclusiva, poiché non ci sono ragioni sportive che possano giustificare la reazione dell’uomo, che ovviamente è stata peculiare rispetto a quella del calciatore.

E’ semplicemente inopportuno criticare com’è stato fatto l’operato del ragazzo per aver lasciato la squadra in inferiorità numerica ed è sconcertante che l’inviato di Striscia la Notizia si sia recato a consegnare un tapiro in onore di chissà quale gesto satirico o imprudenza su cui scherzare.

Sfortunatamente per Staffelli, Muntari non aveva ragionevolmente tempo da perdere con qualcuno che non capisce concretamente cosa gli gira intorno e ha fatto arcibene evitando anche il ritiro del ridicolo cimelio nel più assoluto silenzio, che come si dice in tante occasioni vale molto più di mille parole.

La satira è piacevole e sta bene un po’ dappertutto, ma stavolta il buon senso degli autori e del famoso giornalista è stato calpestato, dimenticando che proprio loro, per primi, fanno in modo di riportarlo al centro dell’attenzione quando serve, con leggerezza, simpatia ed un ironico sorriso.

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