Olimpiadi 2018, è medaglia d’oro per la strepitosa Sofia Goggia in discesa libera.

La forza, la tenacia, la caparbietà e la determinazione di una giovane italiana riescono, oggi, sulla vetta di  tutto il mondo, a conquistare la medaglia più ambita delle Olimpiadi. A Pyeongchang, in Corea del Sud, Sofia Goggia si proclama regina indiscussa di discesa libera. Domina la gara andando, anche e soprattutto, a battere la quotatissima statunitense Lindsey Vonn, nonché sua grande amica.  Riesce a ‘soffiarla’ per  0’47 e, di conseguenza,  a salire sul gradino più alto del podio olimpico.

In lacrime, Sofia, durante e dopo la premiazione, si dice ancora incredula : “Mi sento estremamente fortunata, realizzo il sogno di quando ero bambina e sciavo e dicevo che avrei voluto vincere l’Olimpiade. È successo, non ci credo ancora. Sono stata concentratissima per ottenere la sciata perfetta e ci sono riuscita, non sarò mai la sciatrice che scende con classe, quando passo  io faccio rumore come se suonassero mille chitarre. Ma sono così, e questo oro non mi cambierà. Resto Sofia, con la gente che mi avrebbe continuato a voler bene, ad amarmi anche se non avessi vinto questa medaglia. Lindsay Vonn? Da lei c’è solo da imparare, una generosa così,nel nostro mondo, non c’è.”

Era grande l’attesa, le aspettative, e grande è stata la soddisfazione di veder trionfare ancora una volta un atleta azzurra. Dopo gli ori conquistati da Arianna Fontana e Michela Moioli, ecco che un’altra donna si aggiunge alla lista delle più brave del mondo. Tensione e tanta, tanta emozione quella che si respirava in Italia mentre la Goggia, sfacciatamente, volava sulle alpi innevate andando direttamente a ‘mangiarsi’ il mondo.

Mai prima d’oggi l’Italia aveva vinto nella discesa femminile alle Olimpiadi. Dunque, in virtù di quanto appena detto, la venticinquenne di Bergamo, tra le bianche montagne coreane, regala all’Italia, tenendo alto il nome della Patria, una delle più belle e commoventi pagine e immagini sportive.

Da bambina sognante, la splendida Goggia, oggi donna, dopo anni e anni di allenamenti e sacrifici, unisce gli italiani e corona un sogno, quello dell’Italia intera, quello dello sport azzurro. Il suo, sogno.

Calabria, intervista a Michele Stingi premiato come ‘miglior giovane imprenditore 2018’

E’ giovane. E’ determinato ed ha, nonostante i suoi 24 anni, le idee ben chiare sul futuro. E’ stato eletto da Apil‘miglior giovane imprenditore d’Italia 2018’ e vive in Calabria. Si chiama Michele Stingi e, in maniera molto cordiale, ha deciso di rispondere ad alcune domande sulla sua breve ma intensa carriera. A Serra San Bruno, in provincia di Vibo Valentia, il giovane Michele decide, alla sola età di 19 anni, di prendere, letteralmente, in mano la sua vita e ‘farne un capolavoro’, cosi come suggeriva Papa Wojtyła.

Nel 2012, il ventiquatrenne calabrese, si lancia a capofitto in un’impresa ardua. Crea e coltiva il suo pastificio dando, a quest’ultimo, proprio il suo nome ‘Pasta Stingi’. L’enorme successo riscontrato, induce Michele a portare i suoi prodotti a Milano, all’Expo 2015, e dopo essersi fatto conoscere, viene eletto, nello stesso anno, ‘miglior imprenditore’. In virtù della fama raggiunta, Stingi, sceglie di aggiungere nella sua azienda, un tassello importante  che non tarderà a rivelarsi positivo e produttivo. Introduce la produzione di conserve alimentari e di merendine che inizia, sin da subito, a commercializzare in tutto il Paese, dalla sua Calabria, Crotone, Catanzaro a Roma, Milano, Frosinone fino ad arrivare addirittura in posti internazionali come la Cina.

  1. D: Come e quando è nata l’idea di mettere in piedi la sua splendida azienda?

R:  L’idea nasce nel 2012. Inizio a dar vita alla societa’ ‘Stingi Group’ a Milano e successivamente getto le basi in Calabria disegnando personalmente il marchio ‘Pasta Stingi’,oggi diventato uno dei marchi piu’ importanti in italia e nel mondo.

  1. D: Perchè tra tante cose ha scelto proprio la pasta?

R: Ho scelto il settore pasta perchè nel 2012 ho approfondito studi di essiccazione naturale di un prodotto. Mi affascinava la produzione di un pastificio con le sue caratteristiche e i buoni profumi della lavorazione.

  1. D: Ci racconti un pò come ha mosso i primi passi nel settore dell’imprenditoria.

R: Il primo passo è stato fatto quando ho comprato un impianto da oltre 104 tonnellate che, lavorando 8 ore al giorno produceva oltre 300 kg di pasta all’ora. Dopodichè sono stato eletto ‘Miglior Imprenditore dell’anno 2015’. Ho partecipato alla fiera internazionale Expo di Milano nello stesso anno e ho iniziato ad esportare a Dubai e in Francia. La mia azienda nel 2016 è stata premiata come ‘Migliore start up d’Italia’. Ho creato un progetto export Cina esportando ad Hong Kong, Pechino e Shangai. Ho vinto il premio ‘Primo tricolore’ insieme a due big imprenditori calabresi risultando uno dei giovani imprenditori piu’ importanti della stessa Calabria, mentre a gennaio di quest’anno  sono stato eletto vincitore del premio “Miglior imprenditore d’italia 2018”.

  1. D: Vista la sua giovane età, ha mai avuto paura di fare un passo cosi grande?

R: La mia giovane eta’ non mi ha mai fatto paura, ho iniziato nel settore dell’imprenditoria a soli 19 anni,forse è stato quello il successo, non mollare mai. Ogni giorno sono in prima linea, rappresento la mia azienda con ben 78 agenti di commercio ultra-cinquantenni e penso che la mia eta’ sia solo un numero,non ha mai rappresentato un ostacolo né un limite.

  1. D: Sappiamo che ha da poco conquistato il titolo e premio di ‘miglior giovane imprenditore d’Italia’. Racconti quali sono state le sue emozioni e come ha vissuto il prima e dopo premiazione.

R: Si ,nel gennaio 2018 sono stato insignito del prestigioso premio “Migliore Imprenditore d’italia 2018”.Beh una bella emozione e un vero orgoglio,ritrovarmi a 24 anni con un nome famoso in tutta Italia e all’estero,sapere che sono uno dei piu’ importanti imprenditori italiani mi fa pensare che nonostante la mia giovane eta’ ho già lavorato tanto e che  sto percorrendo la mia carriera imprenditoriale da grande professionista.

  1. D: Sei cresciuto e vivi in una terra bellissima ma che spesso viene abbandonata per via della sempre più frequente disoccupazione. Tu non hai mai pensato di intraprendere la tua carriera fuori e lasciare la Calabria?

R: Si,purtroppo è vero. Tanti giovani, al giorno d’oggi, abbandonano la nostra amata terra per andare alla ricerca di occupazione al nord o all’estero. Io  non ho mai pensato di andare via, ho iniziato il mio cammino da imprenditore in Calabria e voglio restarci, cercando, anche, di offrire maggior posti di lavoro e diventando,un giorno, una delle piu’ grosse realtà del sud Italia.

  1. D: In virtù del suo successo ha in mente nuovi progetti per incrementare la sua azienda? Pensa di ‘ingrandirsi’ anche a livello internazionale?

R: Si, la Stingi Group ha in cassetto tanti progetti : la costruzione di altre tre aziende in Calabria e di depositi tecnologici al nord. Vorremmo creare un deposito anche in America e in Cina.

  1. D: Avendo a che fare con tanti fornitori e altrettanti clienti, pensa di essere sempre in grado di garantire il massimo del servizio ad ognuno di essi?

R: In un’azienda, per essere sempre puntuali e precisi, c’è bisogno di milioni di fornitori. Il mio motto è quello di  offrire serietà e puntualità, dal piccolo market alla grande multinazionale. Ogni cliente, grande o piccolo che sia,  rappresenta una fortuna.

  1. D: Qual è la cosa che più ama del suo lavoro?

R: Cosa amo piu’ del mio lavoro? Scendere in campo e scherzare con i miei dipendenti, parlare con chiunque si trovi anche a km di distanza (per lavoro) facendogli, cosi, capire che l’azienda è sempre presente, come se fosse una grande famiglia e che ovunque si trovino , ‘Pasta Stingi’ è dalla loro parte.

  1. D: Come si vede tra 20 anni?

R: Tra 20 anni? Diciamo che mi sono giocato le migliori carte, forse anche troppo in fretta. Tra 20 anni mi auguro di essere, ancora, un umile imprenditore con la mia grande ed importante azienda e con tantissimi altri dipendenti. Vorrei poter  camminare con i miei figli, trasmettendo loro tutto l’amore e la passione per questo lavoro. Ma soprattutto l’umilta’ di stare accanto alla gente senza alcuna presunzione, trasmettere la voglia di continuare e di dare il massimo, la sensazione di ricordare ‘chi eravamo e chi siamo diventati’. 

Calcio Serie A, al Dall’Ara, Bologna-Sassuolo termina 2-1 dopo la punizione di Pulgar

 

Allo stadio Renato Dall’Ara, il Sassuolo affronta il Bologna per tentare la fuga dalla sempre più vicina zona rossa della classifica.

Partono col piede giusto, gli uomini di Donadoni che, in velocità, provano a sorprendere la difesa emiliana.  Nei primi due minuti di gioco è Di Francesco ad avere e sprecare due nette palle gol che vengono respinte da Consigli senza difficoltà. Al ’12, è ancora l’attaccante rossoblù Di Francesco a crossare in area. Dopo una prima deviazione, il pallone filtra tra i piedi di Poli che, da posizione avanzata non può far altro che appoggiare in rete per il gol del 1-0. Dopo la rete subita, il Sassuolo entra subito in gara svegliandosi letteralmente dal sonno in cui vigeva da inizio match. A spaventare la difesa di casa ci pensa un pronto Babacar che, di testa, punta la porta. Nessun problema per Mirante che raccoglie con facilità. Dopo alcuni minuti, esattamente al ’38, sugli sviluppi di un corner battuto corto, Domenico Berardi lancia la palla in area che viene toccata male da un difensore. Il tocco  favorisce Babacar che mette dentro da pochi metri. La prima fase di gioco si chiude, dunque, sul risultato di 1-1.

Nel secondo tempo il Bologna cerca di rientrare in gara facendo a meno di pensare al gol preso. Mattia Destro colleziona un’ottima palla per far male ai neorverdi ma, a questa, si oppone l’estremo difensore Consigli. Dopodichè in campo si vede solo il Sassuolo. Con un Berardi in ottima forma e un Babacar sempre sul pezzo, i padroni di casa rischiano parecchio. A pochi minuti dal triplice fischio dell’arbitro, arriva la doppia ammozione per Goldaniga e la squadra di Iachini resta in 10. La punizione assegnata al Bologna è da posizione favorevole per tentare il tutto per tutto. Si posiziona Pulgar, prende la rincorsa, disegna una traiettoria bellissima che va ad infilarsi clamorosamente alle spalle di Consigli senza lasciare scampo. La partita si conclude con la vittoria dei rossoblù per un sorprendente 2-1.

Risultato bugiardo, se cosi si può definire. Un Sassuolo brillante e creativo esce sconfitto dal terreno di gioco e, grazie alla vittoria del Benevento sul Crotone, mantiene, in classifica, una posizione in più rispetto ai calabresi.

Europa League, tra le italiane sorride il Milan. Quasi fuori il Napoli.

 

Squadre italiane in gara nei sedicesimi di Europa League :

Steaua Bucarest-Lazio 1-0
A Bucarest, i romeni del Fcsb battono la Lazio per 1-0 nella partita d’andata dei sedicesimi di finale di Europa League. La rete viene siglata da Gnohere, al ‘29 del primo tempo. Appare stanca e lenta la manovra della squadra di Simone Inzaghi e , nel secondo tempo, pur sembrando più aggressiva e determinata, spreca ameno 3-4 palle gol sotto porta. Sfortuna clamorosa per Milinkovic-Savic che, da gran tiro, becca in pieno la traversa. Il passaggio del turno, però , è ancora tutto da scrivere. La Lazio può ancora rimontare e superare il Fcsb nel match di ritorno che si giocherà fra una settimana esatta allo stadio Olimpico di Roma.

Ludogorets-Milan 0-3
Praticamente tutto facile per Gattuso e i suoi uomini. L’ennesima rete del baby talento Patrick Cutrone al ‘45 del primo tempo, il calcio dagli undici metri trasformato da Ricardo Rodriguez al ‘19 della ripresa e il gol messo a segno dall’attaccante Fabio Borino nel recupero del secondo tempo, bastano ai rossoneri per sognare gli ottavi e la qualificazione in Europa che manca da ormai qualche anno. Non c’è partita per gli avversari che, a stento entrano in gara. Dunque, non dovrebbe esserci nessun tipo di difficoltà per il ritorno a Milano, salvo, ovviamente, altri e spiacevoli imprevisti.

Napoli-Lipsia 1-3
Un Napoli non all’altezza delle sue solite qualità, se così si può dire. Al San Paolo, non la squadra che si vede giocare ogni fine settimana in Italia, ma tutt’altra storia. Difficoltà, troppi spazi lasciati agli avversari e tanto tanto rammarico per gli ottavi che, via via, sol subire dei gol, sembrano essere sempre più lontani, anche se… nel calcio non si sa mai! Il Lipsia si impone e batte il Napoli per 3-1. I marcatori si scatenano tutti nella seconda frazione di gioco : al ‘7 l’azzurro Ounas, al ‘16 Werner, al ‘29 Bruma e al ‘48 doppietta personale firmata da Werner. Prendere tre gol in casa è, praticamente, come risultare già fuori dalla competizione. Il ritorno a Lipsia sembrerebbe, quindi, giusto una formalità per entrambi i club.

Borussia Dortmund-Atalanta 3-2
Coi tedeschi del Borussia Dortmund, l’Atalanta di Gasperini sfiora addirittura la grande impresa. Nello stadio di Westfallenstadion, i neroazzurri subiscono il primo gol dopo ‘30 minuti di gran gioco da parte di entrambe le squadre. A mettere la firma sul vantaggio tedesco è Schuerrle. Ma subito, nella ripresa, non appena dopo 5 minuti, Ilicic porta in parità il risultato. Ancora lo svoleno ‘bergamasco’, all’11 porta sul 2-1 l’Atalanta facendo esplodere in piedi tutta la panchina. L’entusiasmo dura ben poco, però, vista la rapida ripartenza del Borussia che, con Batshuyi si riporta a pari reti con gli avversari a strisce. Quando tutto sembrava ormai scritto, ecco che arriva la beffa al ‘46. È ancora l’attaccante del 2-2, Batshuyi, a battere il portiere avversario e regalare la vittoria (3-2) ai gialloneri. Nulla è ancora deciso. Il passaggio si deciderà in Italia, sotto lo sguardo ed il tifo di tutti i neroazzurri.

Champions League, il Real prima subisce poi si scatena con CR7. Battuto il PSG 3-1

Lo show tra Real e Psg inizia esattamente alle 20.45. In uno stadio stracolmo di gente, i campioni madrileni e parigini, partono, col dare spettacolo, nella partita di andata valevole per il passaggio ai quarti di finale di Champions League. Confermato il tridente francese Cavani, Neymar, Mbappè. Dall’altra parte del campo, invece, al posto di Garet Bale troviamo un pronto,prontissimo Isco, affiancato, in attacco, dai soliti Benzema e CR7.

I ‘blancos’ partono con una marcia in più rispetto agli avversari. Si mostrano,sin dal primo minuto di gioco, veloci ed aggressivi e con un pressing decisamente elevato mettono, spesso, gli uomini di Emery in difficoltà. Nonostante ciò, però, il reparto difensivo francese risponde alla grande evitando, in questo modo, colpi  irrimediabili. Al ’33 il PSG prende coraggio e con un Mbappè partito a razzo sulla fascia, lascia partire un bel cross in mezzo all’area che, però, tra rimpalli vari arriva tra i piedi dello smarcatissimo e solo Rabiot. Un calcio di rigore in movimento potrebbe essere definita l’azione che porta gli ospiti in vantaggio per 0-1. Di fronte al tiro preciso del centrocampista francese, dunque Navas, non può nulla tranne che osservare la palla che si infila veloce alle sue spalle. Nella sua porta.

Cinque minuti più tardi, sotto il coraggio e l’incitamento di Ronaldo e Zidane, il Real Madrid prova a reagire per portarsi almeno in parità.  E, cosi, a pochi minuti dal termine del primo tempo, Lo Celso atterra Kroos in area. L’arbitro italiano non ha dubbi. E’ rigore. Parte dagli undici metri il bomber di Madrid. Rincorre la palla, CR7, e con assoluta potenza sigla l’1-1. Il portiere francese intuisce la direzione del tiro ma risulta essere impotente davanti a tale forza.

Nella ripresa, per almeno i primi 20-25 minuti, in campo, si vede solo il Psg. Per nulla demoralizzato dopo il gol subito, Neymar serve Mbappè che, a botta sicura calcia verso la porta. Navas si distende e salva il punteggio. Al minuto 75, ancora Berchiche, lasciato completamente solo sulla fascia, crossa in mezzo per lo sfortunato Davi Alves che manca di un nonnulla la palla del nuovo gol. Dall’80 in poi si risveglia il Real Madrid e, con esso, anche tutto il pubblico madrileno. E’ il minuto 83 quando, Asensio, dalla sinistra lancia la sfera in mezzo. Questa, carambola in area e viene respinta malamente da Areola che favorisce l’onnipresente Ronaldo. Il numero 7 blancos segna praticamente di ginocchio, col la rotula, con fortuna. E’ sorpasso per Zidane. E’ doppietta del portoghese più atteso della sfida ed è, quindi, 2-1.

Passano soltanto tre minuti, ’86, ed è ancora Asensio a proclamarsi ‘assistman’ della magica serata. Il talentuoso spagnolo passa  a Marcelo che, al volo mette dentro la palla del definitivo 3-1. Non è ancora finita  al Bernabeu. Mbappè  reagisce ma egoisticamente. Non serve Dani Alves in mezzo all’area e tenta la conclusione, alla quale, però , si oppone Navas.

Il fischio finale arriva dopo 3 lunghi minuti di recupero. Zidane che nella notte di S.Valentino incontra i fantasmi, successivamente esce dalla sua arena felice e soddisfatto. Emery, Neymar e compagnia bella si vedono costretti a tentare il tutto per tutto al ‘Parco dei Principi’ nella gara di ritorno, prevista nella prima settimana di marzo.

Champions League, ‘la finale anticipata’ in scena stasera al Bernabeu. Real-PSG

Ci siamo. La grande notte europea è ufficialmente arrivata. La partita delle partite. Quella che tutti hanno definito ‘la finale anticipata’, proprio oggi, stasera, andrà finalmente in scena in uno degli stadi più suggestivi del pianeta : il ‘Santiago Bernabeu’ di Madrid. I tifosi sono pronti, gli avversari anche. E tutta la gente sarà ansiosa di assistere a tale delirio non appena calerà il sipario su quello che, indubbiamente, sarà lo spettacolo dell’anno. Real Madrid-Paris Sant German. Per tutti Real-Psg. Spagna-Francia. Cristiano Ronaldo-Neymar. Portogallo-Brasile.

I mostruosi biglietti sono stati messi in vendita per oltre 1000 euro. Prezzi pazzi per una sfida che toglierà il fiato. Un match che regalerà, al calcio, un pezzo di storia. Chi la spunterà è ancora tanto difficile da pronosticare. Non manca la tecnica, la voglia, la qualità e la determinazione da entrambe le parti. Non manca, per il Real, la fame di conquistare un’altra, ennesima Coppa dei campioni e, per il PSG, la forza e la volontà di riscattarsi dopo la famosa ‘remuntada’ rifilatagli lo scorso anno dal Barcellona (di Neymar).

Sarà bello ed emozionante per ogni sportivo. Un vero e proprio ‘San Valentino’, tra ogni tifoso e l’amore per il calcio. In uno stadio completamente esaurito, le due società si preparano a definire gli ultimi dubbi sulle formazioni che scenderanno in ‘arena’. Al momento, sembrano essere le seguenti :

REAL MADRID (4-3-1-2): Keylor Navas; Nacho, Varane, Sergio Ramos, Marcelo; Modric, Casemiro, Kroos; Bale, Benzema, Cristiano Ronaldo.

PSG (4-3-3): Areola; Dani Alves, Thiago Silva, Marquinhos, Kurzawa; Verratti, Diarra, Rabiot; Mbappé, Cavani, Neymar.

Con Zinedine Zidane che cerca riscatto dopo i deludenti risultati in Liga e con un Cristiano Ronaldo affiancato dal francese Benzema e dal gallese Bale, il presidente ‘blancos’, Florentino Perez, siederà in tribuna godendosi l’anticipato show.

Emery, invece, pare intenzionato a far partire dalla panchina Di Maria e, quindi, schierare il pungente e spaventoso tridente di fuoco composto dal brasiliano ex Barcellona Neymar, da ‘el matador’ Cavani e dal baby talento francese Mbappè.

Tridente contro tridente. Fuoco contro fuoco. Insomma,è da vedere. E dunque, buona visione mondo! Sarà deleterio per gli occhi!

Champions League, Higuain show ma sbaglia un rigore. Finisce 2-2 col Tottenham

Il ‘50/50’ predetto da Max Allegri, in un certo senso, si avvera. Allo Stadium di Torino, infatti, la gara di andata di Champions League,tra i bianconeri e gli inglesi del Tottenham, termina in parità. 2-2.

Parte letteralmente in quinta, la squadra italiana. Si spinge subito in velocità e a soli due minuti dal fischio d’inizio, ecco che arriva il siluro del ‘pipita’ che porta la Juventus in vantaggio. L’azione parte da Pjanic che, da fermo, lancia per Higuain. L’argentino, al volo, di destro, annienta Lloris e porta il risultato sull’1-0. Il gol viene convalidato dal direttore di gara, anche se, il numero 9 bianconero appare in evidente e netto fuorigioco che, però, sfugge al guardalinee.  Dopo qualche minuto, Davies stende Bernardeschi in area e, l’arbitro, fischiando, indica il dischetto. Dagli undici metri si presenta ancora Gonzalo Higuain e, dopo la rincorsa, al ‘9, mette il risultato su un piacevole e tranquillo 2-0.

Il Tottenham, da grande squadra qual è, reagisce quasi subito. Mantenendo un possesso palla abbastanza alto e un pressing non da meno, induce gli uomini di Allegri a chiudersi sempre più nelle propria metà campo. Intorno al minuto 35, da centrocampo, parte Eriksen che, pur commettendo un fallo ai danni di Chiellini, lascia partire l’assist per il solito Kane che batte in rete scavalcando Buffon. E’ 2-1

Nel finale della prima frazione di gioco, la Juventus, conquista un altro importante calcio di rigore che, indubbiamente, potrebbe servire a cambiare le sorti della gara. A ripresentarsi davanti a Lloris è ancora una volta Higuain. Calcia ma stavolta sbaglia clamorosamente. Il tiro non è del tutto preciso e infatti colpisce direttamente la traversa. Forte la delusione del pubblico di casa che, nonostante ciò, continua ad incitare la squadra.

Nella ripresa, la Juve appare stanca e demoralizzata. A stento corre e, difatti, dopo qualche palla gol non riesce a far tanto. Tante, invece, le occasioni create dal Tottenham che impegnano il portiere avversario in parate acrobatiche. Un quarto d’ora prima del fischio finale, su calcio di punizione, Eriksen spara un potentissimo tiro direttamente sulle braccia di Buffon che non riesce a bloccare e, la palla si insacca in rete per il definitivo 2-2.

Prendere gol in casa, in una competizione come la Champions, non rappresenta sicuramente un vantaggio e, infatti, c’è già chi inizia a parlare di ‘miracolo’ in vista della gara di ritorno  a Londra. Nel proprio stadio, con la propria gente, certamente, gli inglesi partiranno con un punto in più. Allegri elogia i suoi, anche se, i continui alti e bassi non gli vanno proprio a genio.

C’è da lottare, da combattere e da sudare. Il prossimo 7 marzo, a Webley, la Juve ritroverà Dybala e Matuidi, fuori per infortunio. Dunque, con questi due grandi campioni, qualche speranza resta ancora..

Calcio Champions League, le probabili formazioni della gara di andata tra Juventus-Tottenham

A poche ore dall’attesa sfida tra Juventus e Tottenham, in scena allo Stadium di Torino proprio questa sera, Max Allegri si dice apparentemente tranquillo. ‘Sarà un 50/50’, commenta il mister livornese.

Con l’ormai certa assenza di Paulo Dybala, il reparto offensivo bianconero sembra essere sempre più destinato al ‘pipita’ Gonzalo Higuain. In piena ed ottima forma, l’argentino, sarà protagonista  della magica notte torinese. In rete, da ormai un bel po’ di giornate consecutive, il numero 9 juventino, vorrà sicuramente ripetersi e regalare fantastiche emozioni al suo pubblico.

Per il match valevole per la gara di andata di Champions League, la Juve, si affida ,dunque, ad un 4-3-3.  Ad affiancare Higuain, dovrebbe esserci il croato Mario Mandzukic  e sulla fascia opposta, Douglas Costa. In porta, invece, è pronto a difendere gli amati pali, Gigi Buffon che,prima del ritiro, pare essere pronto a conquistarsi, a tutti i costi, un’altra splendida finale…vincente, questa volta!

Il portierone a strisce , però, stasera non avrà un compito del tutto facile,anzi.. Lì davanti dovrà vedersela con un mostro dell’attacco, Harry Kane, soprannominato ‘l’uragano’. E’ il miglior marcatore del 2017 ed ha fatto, addirittura, meglio dei due goleador per antonomasia : Cristiano Ronaldo e Leo Messi. Mister Pochettino, inoltre, sbarca a Torino vantando la bellezza di nessun infortunio in rosa e, dunque, la possibilità di poter inserire, da titolari o a partita in corso, giocatori molto pericolosi. Tra questi, ad emergere per le eccessive qualità, troviamo i centrocampisti Delle Alli e Christian Eriksen, che sicuramente daranno filo da torcere ai vari Pjanic e Khedira.

Una sfida a suon di gol, dovrebbe essere. Tra Kane e Higuain, lo spettacolo è più che assicurato.

 

Le probabili formazioni di Juventus-Tottenham

JUVENTUS (4-3-3): Buffon; De Sciglio, Benatia, Chiellini, Alex Sandro; Khedira, Bentancur, Pjanic; Mandzukic, Douglas Costa, Higuain.
TOTTENHAM (3-4-2-1): Lloris; Trippier, Sánchez, Vertonghen; Alli, Dembélé, Dier, Davies; Eriksen, Son; Kane.

Michelle Hunziker, dopo il successo a Sanremo, confessa qual è stato il suo momento peggiore

 

In seguito allo strabiliante successo ottenuto sul palco musicale più importante d’Italia, l’Ariston di Sanremo, la bionda conduttrice Michelle Hunziker, ha rilasciato un’interessantissima intervista, nella quale dichiara apertamente quali siano stati i momenti, paradossalmente, più brutti della magica esperienza in Liguria.

A dover ‘subire’ le conseguenze, dello strameritato record ‘Baglioni-Hunziker-Favino’, sarà il piede destro della bella svizzera. Michelle confessa, infatti, che dovrà addirittura sottoporsi ad un intervento chirurgico per via del forte dolore provato durante il corso delle 5 dirette nazionali. “Il momento più brutto è stato quando mi sono resa conto che era diventato uno zampone tale che non riuscivo più a infilare la scarpa… Colpa dell’alluce valgo”. Ebbene si, mentre appariva raggiante e visibilmente ‘leggera’, come lei stessa si è definita, l’ex moglie di Eros Ramazzotti, nascondeva un lacerante dolore fisico. A vederla, nessuno l’avrebbe mai minimamente immaginato. Col suo sorriso smagliante, con la sua innata semplicità e naturalezza, ha completamente conquistato il titolo di ‘regina di Sanremo’. Insieme ai compagni di viaggio, il magnifico cantautore, nonché direttore artistico, Claudio Baglioni e, il sorprendente attore romano ‘tutto fare’, Pierfrancesco Favino, la quarantunenne Hunziker ha letteralmente messo a segno record su record. Web in delirio, sempre più gente davanti al televisore, boom di ascolti dalla prima all’ultima serata, divertenti gag, importanti ospiti, balli, risate e tanta pura musica.

Osannati dalla platea e dalla galleria dell’Ariston, il magnifico trio, ha, dunque, lasciato un segno indelebile sul suggestivo palco ‘sanremese’ che, a detto loro, anzi di chiunque lo calchi, ‘Ti spezza in due. Puoi aver fatto e diretto anche 5 mila spettacoli, ma quando sali su quel palco, improvvisamente, azzeri tutto. Diventi un principiante.’ Ha, cosi, rivelato Fiorello, ospite durante la prima serata.

Ad aver convinto il pubblico, oltre all’ormai nota professionalità di Baglioni, anche la semplicità di Michelle Hunziker che, sotto il vigile sguardo del suo bel Tomaso Trussardi e della figlia Aurora, sempre presente,  si è totalmente lasciata prendere dalla situazione ed ha egregiamente preso in  mano l’intera conduzione. Bella, elegante ma allo stesso tempo solare ed ironica. Davanti agli occhi di oltre 12 milioni di telespettatori, per uno share pari al 58 %, i tre condottieri dell’Ariston hanno, con garbo e bravura, conquistato tutti. Tutti davvero!

E’ già partito il toto-nome per la prossima, 69°, edizione del Festival della musica. C’è, addirittura chi, sfacciatamente propone ai tre di ‘ricandidarsi’, di riprovarci, di ripetersi. “Un’emozione che sicuramente non si prova tutti i giorni.”, queste le parole, post-festival, dei presentatori. Un lavoro,non facile, che certamente non inizia e si conclude in soli 5 giorni, cosi come vediamo da casa, ma si svolge anche dietro le quinte e per molto tempo, molti mesi prima.

Dall’ultima e conclusiva conferenza stampa, la Hunziker, ne esce visibilmente commossa in seguito agli elogi e ai complimenti sinceri ricevuti dallo stesso Baglioni. Emozionata e con voce ‘rotta’, Michelle lascia affondare il tenero viso nei fazzolettini di carta che subito dopo sventola e, come suo solito, da eterna simpatica, per sdrammatizzare l’atmosfera, conclude : “Scusate, è solo un po’ di stanchezza.”

La ‘iena’, Nadia Toffa, torna in trasmissione e rivela la tragica verità sulla sua salute

Al rientro a ‘Le Iene’, dopo il clamoroso malore avvenuto nello scorso mese di dicembre, la conduttrice Nadia Toffa, esordisce, regalando al suo immenso pubblico tutta la verità sul suo attuale stato di salute.

Appare visibilmente emozionata e provata davanti alle telecamere la nota ‘iena’ e, dopo aver esistito qualche istante, ha preso parola confessando il suo ‘segreto’ : “Ho avuto un cancro. In questi mesi mi sono curata: prima ho fatto l’intervento, poi la chemioterapia e la radioterapia. L’intervento ha tolto interamente il tumore, ma poteva esserci una piccola cellula rimasta e quindi ho seguito i consigli del medico e ho seguito le cure previste. Ora è tutto finito, il 6 febbraio ho finito la radio e la chemio. Dopo lo svenimento ho fatto un accertamento, un check-up completo e ho scoperto della malattia. Ora sto benissimo. E rispetto a quello che mi è successo penso non ci sia assolutamente niente di cui vergognarsi, anzi. Ho solo perso qualche chilo, non mi vergogno neanche del fatto che sto indossando una parrucca, questi non sono i miei capelli“.
E proprio a proposito di ciò rivela un particolare che lascia senza parole il pubblico presente in sala e gli stessi colleghi della Toffa seduti accanto a lei e completamente ignari di tutto. “Quando vedi le prime ciocche di capelli che ti rimangono in mano è un momento molto forte.”

Lei che ha spesso organizzato, girato e effettuato molti, tanti servizi televisivi sullo stesso argomento che, purtroppo, l’ha colpita in prima persona.
Si dice forte e coraggiosa nonostante i duri momenti vissuti negli ultimi 3 mesi.
Invita, infine, dopo gli abbracci dei presenti Nicola Savino e Matteo Viviani, a non ‘etichettare’ e non trattare le persone ammalate come ‘diverse’, a non mostrare ‘pena’ poiché non ce n’è alcun bisogno. Definisce ‘guerriera’ sè stessa e chiunque abbia avuto un tumore.

“Spesso per rispetto si tende ad avere una certa delicatezza con la persona che ha avuto un cancro. Invece vi chiedo normalità: continuate a prendermi in giro, a fare tutto come se non fosse successo niente, perché senza volerlo potreste farmi del male. Anche a voi che mi incontrate per strada: trattatemi come sempre, anche criticandomi se lo ritenete.”
Chiude, l’ampia e dolorosa parentesi consigliando , apertamente , di lasciarsi curare dalle terapie appropriate senza tentare percorsi alternativi.

Un discorso affrontato con le lacrime agli occhi, con il magone in gola ma al contempo con elevata dignità e orgoglio. Una rivelazione che ‘sciocca’ il pubblico e lascia tanta, tanta commozione.

Dopo la puntata arriva anche l’appoggio e la solidarietà della bionda attrice Elena Santarelli , vista l’altrettanta malattia che, pochi mesi fa ha colpito il suo piccolo ometto : “Mio figlio Giacomo è un guerriero proprio come te”.

Calcio, torna in rete il gallo Belotti. Torino-Udinese 2-0

Allo stadio Olimpico di Torino va in scena, alle ore 15 di domenica 11 febbraio, un match spettacolare con continui capovolgimenti di fronte tra Torino e Udinese.
Due squadre vogliose di scalare la classifica, di strappare punti e tentare la fuga.
Una traversa a testa, un salvataggio sulla linea di porta per entrambe le troupe, verticalizzazioni continue, cross, lanci e tiri.

Inizia la squadra di Massimo Oddo a portarsi in vantaggio. Sarebbe stato uno 0-1 secco se non fosse stato per l’immediato intervento del Var che, entra in scena e annulla la rete di Barak per netto fuorigioco di Maxi Lopez.
Qualche minuto più tardi arriva, però, il Toro che non stenta a riprendersi il gioco in mano. Lo fa con un preciso colpo di testa di N’Kolou sugli sviluppi di un calcio d’angolo che sigla direttamente la rete dell’1-0. La squadra di casa, nel finale, sfiora addirittura il raddoppio con l’ex Milan Niang che , però, fallisce clamorosamente sotto porta.

Nella ripresa, l’Udinese non affronta la situazione come dovrebbe e , così facendo , favorisce il Toro che si porta avanti , per 50 metri palla al piede, con un ritrovato Belotti. Da una notevole distanza, al ‘66 minuto, lo stesso ‘Gallo’ mette a segno uno dei suoi meravigliosi gol che vale per il definitivo 2-0.

Il centravanti azzurro regala, così, i tre punti preziosi ai granata . Con Walter Mazzarri in tribuna ,per via dell’espulsione rimediata durante la scorsa giornata di campionato, in panchina , come sostituto ,c’è Frustalupi che dirige in maniera egregia il Torino.

In vista dell’attesissimo derby contro i ‘cugini’ della Juventus , in programma domenica prossima , Belotti torna a far sentire il suo inconfondibile ruggito. Buffon è avvisato, la difesa bianconera altrettanto e, Mazzarri si dice pronto a fare rientro in ‘campo’ per guidare e sostenere i suoi uomini dal primo minuto di gioco.

Per Oddo, invece, la posizione in classifica resta piuttosto ottima. A quota 33 punti , oggi, si ritrova in mezzo al Torino(36) e alla Fiorentina(31). Lontano oltre 10 punti dalla zona rossa di retrocessione, il club friulano, può dirsi , al momento, assolutamente tranquillo e sereno di poter continuare il cammino verso la fine della stagione.

Al via le Olimpiadi Invernali 2018 in Corea. Arianna Fontana portabandiera azzurra

9 febbraio, ore 12, nello Stadio Olimpico di Pyeongchang, in Corea del Sud, hanno ufficialmente inizio le Olimpiadi Invernali 2018.

Con oltre 90 paesi partecipanti, il continente asiatico si ritrova a dover ospitare atleti provenienti da tutto il mondo. Ad intimorire gran parte della gente è stato il rigidissimo freddo abbattutosi sullo Stadio proprio durante le ore ‘cerimoniali’. Si vocifera, addirittura, che quelle appena iniziate, siano i giochi invernali più freddi di sempre. Insomma, non un granchè per chi giunge direttamente da paesi ben più caldi, come gli stessi nostri conterranei, ad esempio. Partiti in 122 dallo ‘stivale’ per provare a fare sempre meglio rispetto all’ultima grande competizione di Soci 2014.

A rappresentare e guidare la troupe azzurra è stata la pattinatrice  di short track , Arianna Fontana. Entusiasta ed emozionata, la ventottenne portabandiera italiana commenta cosi la nuova avventura in Corea : “E’ un’emozione grandissima, adesso mi rendo conto di quello che di bello sto facendo. Con questa bandiera tra le mani non ho paura di nulla”.

Ed è proprio in merito all’Italia e a tutti gli atleti italiani in gara che, il Ministro dello Sport, Luca Lotti, lancia il suo personale messaggio per augurare un grossissimo ‘in bocca al lupo’ ai concorrenti che ci rappresenteranno fino al 25 febbraio prossimo. “Sono sicuro che i nostri atleti daranno il meglio e sapranno onorare il tricolore e la maglia azzurra, l’auspicio è che arrivino tanti successi. Faccio i complimenti a tutti gli atleti che sono arrivati alle Olimpiadi, è già un traguardo. Non ci sono pronostici da fare  perchè so che daranno il massimo. La cerimonia di inaugurazione è un impegno istituzionale a cui tenevo parecchio. Seguirò gli azzurri, metterò la sveglia di notte, con alcuni ci scriviamo sms e mi fa piacere avere instaurato con loro un rapporto sincero di amicizia”.

Forza, tanto incoraggiamento e altrettanta voglia di vincere. Questi i tre fattori fondamentali che serviranno ai nostri campioni. Non resta che seguire ogni gara, ogni performance e donare tutto il ‘calore’ possibile. Ne avranno bisogno. In tutti i sensi.

Calciomercato, il Crotone presenta ufficialmente l’ultimo acquisto, è Moussa Diaby e arriva dal Psg

 

Agibilità, dribbling, velocità, tecnica. E’ Moussa Diaby, nuovo arrivato in casa Crotone. Arriva direttamente dal prestigioso club francese : Paris Sant German. Ha solo 19 anni e sembra già essersi inserito a pieno titolo e nel migliore dei modi nel super mondo calcistico.

“Sono venuto al Crotone per giocare, migliorare e vincere. Voglio vincere delle partite e fare esperienza nel calcio italiano. Conosco il Crotone, ha un buon allenatore e gioca un bel calcio. La Serie A è un bel campionato, si impara a giocare ed è molto difficile, può essere utile per il futuro“. Si presenta cosi , il francese arrivato in prestito al Crotone.

Lo hanno voluto, cercato, corteggiato e portato in Calabria battendo anche l’insistente concorrenza del Pescara. Seguito da mesi dal ds Ursino e dall’intera società rossoblù che hanno chiuso la trattativa, con i parigini , durante l’ultimo minuto di calciomercato.
Presentato pubblicamente ed ufficialmente nella giornata odierna da Raffaele Vrenna, Diaby, potrà immediatamente presentarsi davanti all’allenatore Walter Zenga che, senza alcun dubbio, non mancherà a sottoporlo alle continue sedute di allenamento.

Definiscono, il giovane calciatore, un ottimo acquisto e dotato di una marcia in più per iniziare a dare una svolta netta all’intero gruppo calabrese in vista delle ultime giornate di campionato.
Zenga potrà utilizzarlo nel suo ruolo ‘preferito’, l’esterno offensivo, e di conseguenza avere una scelta in più visti i tanti infortuni in panchina crotonese. Abile a muoversi sia a destra che a sinistra con la stessa facilità. Considerato uno dei migliori acquisti calabresi.

Calcio, incidente per Bruno Peres. Distrutta la Lamborghini, illeso il difensore della Roma

Dopo l’incidente del novembre 2016, avvenuto in Piazza Cavour, in cui la Porsche andò completamente distrutta, il difensore brasiliano della Roma, Bruno Peres, ieri notte si è clamorosamente ripetuto in zona  Terme di Caracalla, vicino al Circo Massimo. Questa volta, ad avere la peggio, è stata una lussuosissima Lamborghini Aventador bianca.

In evidente stato di ebbrezza, il calciatore, è fortunatamente uscito del tutto illeso dalle lamiere contorte della sua auto. Erano le 5.30 di mattina e il giovane stava, probabilmente, rientrando da una notte ‘brava’ insieme ad un amico. Dagli esami rilevati si è potuto constatare il tasso alcolemico di poco inferiore a 2 contro il risaputo limite di 0,5. L’ex Torino è stato successivamente denunciato penalmente e, oltre che subire il  giusto ritiro della patente di guida, dovrà anche pagare una multa di euro pari a 800.

La società giallorossa e lo stesso mister Eusebio Di Francesco hanno inflitto una punizione al brasiliano per via della cattiva condotta mostrata.  Punito mediante una seduta di allenamento nel giorno di riposo dell’intera squadra.  Inoltre, lascia presagire la società, il numero 13 non verrà convocato per la partita di domenica prossima contro  i campani del Benevento. Dunque, oltre alle pesanti assenze di Nainggolan, fuori per diffida, di Lorenzo Pellegrini, espulso nell’ultima gara contro l’Hellas Verona, ora anche il brasiliano resterà a guardare la partita dalla tribuna.

Super arrabbiati i tifosi romanisti che, nel momento in cui vige il rendimento della Roma, tutto si sarebbero aspettati tranne che il comportamento  irresponsabile e infantile di uno dei beniamini della Curva Sud.

Previsto, mercoledì mattina, un incontro faccia a faccia tra Peres, società, mister e anche il direttore sportivo Monchi, rientrante dalla Spagna per lavoro. Pare, infatti, che oltre all’esclusione dal prossimo match, l’intera troupe giallorossa abbia in riserbo, per il difensore ex granata, ulteriori seri provvedimenti dopo l’accaduto a Roma.

Calcio, Cagliari bis annienta la Spal. 2-0

Per una Spal mai entrata in partita , c’è un Cagliari che conquista tre preziosissimi punti e stacca la zona retrocessione di parecchie posizioni.

Al Sardegna Arena, alla squadra sarda, la vittoria mancava da ben tre mesi esatti. Oggi, con la giusta aggressività e velocità, Lopez e i suoi uomini hanno praticamente dominato gli interi 90 minuti portandosi a casa un risultato cercato, voluto e ottenuto.
Nel primo tempo il Cagliari si mostra voglioso di andare in vantaggio. Spinge, crea, crossa, verticalizza, lancia, anche se la vera prima occasione arriva solo al ‘28 con Faragò che, però, non realizza. Al ‘34, Cigarini, quasi da fermo, da fuori area, lascia partire un destro preciso e potente che, sbattendo sul palo, si insacca subito dopo alle spalle di Meret. È 1-0 per i rossoblù!

Gli ospiti non reagiscono, a stento giocano. Quasi nulla la prestazione della Spal che, in silenzio, subisce anche il raddoppio di Joao Pedro, annullato subito dopo dal Var per netto fuorigioco di Farias. Al ‘34 del secondo tempo, Floccari ha la prima opportunità della partita per riportare in gara la sua Spal. Fallisce!
Nel finale, il neo-entrato Sau firma il definitivo 2-0 su spettacolare assist di tacco da parte del nuovo arrivato Castan.
Il direttore di gara fischia e dichiara ufficialmente chiusa la partita.

La Spal , a quota 17 punti, resta in zona ‘rossissima’ in mezzo al Verona e al Benevento mentre il Cagliari sorpassa Genoa, Chievo, Sassuolo, e allunga anche sul Crotone. Con 24 punti mister Lopez può assolutamente ritenersi soddisfatto e tranquillo, almeno per il momento.