Come un passaggio antico e attuale porgendosi al futuro: Emilia Rebuglio Parea

Emilia Rebuglio Parea, nasce a MILANO nel 1938, consegue il diploma di scultura all’Accademia di Brera ,laureata in Architettura al Politecnico , si specializza in Ortofrenetica dell’università con ricerca della manipolazione di materiali plastici .”tutto questo nell’ambito della sua città di Milano,” allieva di tre nomi importanti: Luciano Minguzzi, Dino Balsadella e Giancarlo Marchese”.

Insegnante di educazione artistica,negli ultimi anni si dedica in modo speciale alla Fondazione Don C. Gnocchi di Milano. Una donna dolcissima ma energica allo stesso tempo la porta per primo ad aprire un Atelier di scultura dove in collaborazione con i figli Roberto e Cesare proseguono le stesse passioni.
i parea “LA CHIAVE DI VOLTA”, dove con marito e figli apre nel proseguo un negozio di arredamento sempre nella sua città, dove fa conoscenza con Alda Merini . Emilia una persona sempre in movimento, un bisogno di conoscere o forse approfondire più se stessa la porta ad accostarsi all’arte digitale seguendo insegnamenti del Maestro Antonio Mangiarotti, ma recentemente è ritornata alla sua passione :”la scultura”.
ghiaccio Il suo muoversi nel mondo dell’arte viene cosparso di importanti e varie mostre in gallerie di rilievo riscuotendo successi indiscutibili. Si integra in un ritrovo di artisti contemporanei,”Gruppo sette”, fondato dal Prof. Giuseppe Castelli.

Per potere  parlare di lei ho sentito il bisogno di descriverne prima i suoi passaggi ,Emilia Rebuglio persona raffinata e di bontà eccelsa , dove mette a proprio agio il mondo intero e donna di grande spessore culturale , ma anche mente aperta nel recepire il mondo, come un genio attraversando sofferte interrogazioni dell’anima giunge ad una ricerca personale stilistica di altissimo livello.
astratto La sto osservando da poco ma le sculture di cui ho fatto visione sono opere firmate ancor prima di leggerne il nome ,colpiscono per forza espressiva ed il concetto che attrae  fa conoscere la grazia e gentilezza che con rispetto danno timbro indelebile di quella forza che prorompe , tormenti di pensieri profondi o interrogativi che solo chi è genio si pone. Guardando le sculture e le sue tavole riporta ad un mondo passato dove ogni filo o corso d’acqua , lascia memoria scolpendo contorni crateri colori di terre o grovigli in cui con poesia e dolcezza li associa al mondo attuale dove tutto serve e dove tutto non ha valore
rossa Emilia con le sue mani ,ed il suo cuore che guida anche l’intelletto la porta a comporre straordinarie memorie legando un passato ad un presente.
al lavoro Conoscendo l’anima che muove un artista , riesco a coglierne i tormenti dell’anima che si pone ma che con la fede instancabile e vera porta a termine in gesti sublimi facendone opere preziose , ogni opera ha un suo vissuto. Si riscontrano nelle opere mondi paralleli , distanti ma uniti, spazi e libertà di pensiero ed espressione ,ma sicura nel suo fare o essere non si discosta mai dal proprio modo, in tutto ciò che ho visionato ci si trova davanti ad un Artista per vocazione, dove il suo esprimere è dare con convinzione e amore, anche se costasse qualche pensiero o anche dolore nel suo essere , ma il donarsi al mondo la eleva fino ad un infinito destino, avere una limpida anima per il passato trasmettendolo al presente ed al futuro.
poesie
Merini- “TU SOLA NEL MIO DESERTO”-Poesie inedite per un’amica-a cura di Emilia Rebuglio Parea.
Edito da Sperling   Kupfer , presentato a Milano a Novembre 2017 , è un nuovo percorso di Emilia e racconta di due donne , l’amore per la poesia e l’amore per l’arte, che per destino si incontrano sul Naviglio, Emilia scultrice ed insegnante incontra Alda Merini e da li’ nasce l’amicizia fra loro,visite fatte dalla Merini sempre più frequenti dove imponeva ma con tacito accordo Emilia lasciava il lavoro  per ascoltarla, scrivendo fogli su fogli pensieri e poesie raccolte e custodite gelosamente  in una scatola fino a questo tempo, Emilia decide sia giunta l’ora di dare conoscenza al mondo degli scritti della Merini per darle a suo modo onore alla memoria e per ringraziarla ricordando gli stimoli ricevuti e messi a frutto nelle sue opere di Emilia Rebuglio.
uomo Una grande e profonda amicizia! dove aggiungo è una fortuna se si incontra nella strada della vita.  Emila Rebuglio Parea, a te porgo la mia sentita stima e penso che tu andrai sempre alla ricerca di quel qualcosa in più ,” per varcarne la soglia”, una tristezza o una sicurezza tipica di un animo buono e di un Artista

Festival internazionale-luci al Castello Medioevale-nel -cuore-della- città

Il 23 gennaio è stato presentato alla stampa la seconda edizione di CidneON ,il Festival
Internazionale delle luci in programma al Castello di Brescia dal 10 al 17 Febbraio.
Il Festival delle luci è pronto nuovamente ad accendere le luci sulla città,in otto serate che andranno in scena tra le mura del Castello Medioevale:dalle ore 18,00 alle ore 24,00 con ultimo ingresso alle ore 22,30
CidneON fa parte del circuito di ILO , una rete mondiale che raccoglie le più importanti rassegne di Light-Art del pianeta.
Ciò che differenzia da altre manifestazioni del settore è la magia di essere realizzato in un Castello cittadino.
CidneON è un progetto promosso dal Comitato Amici del cidneo ONULUS, la direzione artistica dell’associazione Cieli Vibranti organizzata da UP! Strategy Toaction e la supervisione di Robert Ten Cateu,segretario ILO.

Il Castello di Brescia presenta ogni architettura naturale per realizzare il progetto ed ampliare la creatività, l’immaginazione degli artisti, chiamati per mettere un dialogo profondo fra storia natura fantasia e direi amore.
Il percorso all’interno del castello prevede 19 installazzioni con Artisti provenienti da Olanda,Germania,Slovacchia,Polonia,Canada,Fillandia,Portogallo e Italia.
L’obbiettivo della manifestazione è far incontrare talenti e diversità Internazionali con giovani Talenti Bresciani; a questo scopo alcune installazioni rappresentano produzioni originali, comisionate appositamente per dare luci a specifici temi culturali e aree del castello.
Il Festival viene sostenuto da importanti Enti e Sponsor,tra cui la Regione Lombardia.
Anche quest’anno il Festival sarà gratuito, ma tenendo conto alla enorme affluenza dell’edizione precedente per evitare lunghe code è stata introdotta ,” la chiave magica”,troverete tutte le informazioni accedendo al sito ufficiale, www.CidneON.com
” la sezione Giovani Artisti per CidneON” ,sarà ricca di eventi.

Ci saranno , “le mura parlanti”, tre donne l’Attrice Camilla Filippi , la Scrittrice Isidora Tesic e la Musicista Eleuteria Arena e raccontando in modo originale la nostra città in parole e musica.
Il compositore Paolo Gorini ,allievo di Mauro Montalbetti, ha scritto appositamente per il CidneON l’accompagnamento musicale dell’installazione, “Ecco Homo”, realizzate e ispirate da scene urbane, “Cristo e l’Angelo “, capolavoro di Alessandro Bonvicino,detto il Moretto.
Marco Mainetti giovanissimo rapper ha realizzato il brano musicale che anima l’installazione “Albero dei Desideri”, accompagnato dalla voce dell’attore Luca Muschio.
Ci saranno due insallazioni in omaggio alla riapertura della Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia che a Marzo riaprirà le porte dopo lunghi nove anni di chiusura, le installazioni sono inspirate a due altrettanti capolavori della Pinacoteca ” Il Drago del Castello” , inspirata alla quatrocentesca tavola di ” San .Giorgio e il drago”, e “Ecco Homo “, prende spunto da uno dei vertici dell’Arte rinascimentale bresciana e Lombarda, ” Cristo e L’Angelo” di Alessandro Bonvicino detto il Moretto.
CidneON ricorderà l’opera di due importranti compositori bresciani ,Antonio Bazzini e Giancarlo Facchinetti .
Ora anno 2018, duecentesimo anniversario della nascita di Antonio Bazzini Violinista didatta e compositore celebre la sua musica accompagnerà ,”Colonne sonore”,nel cortile del Mastio Visconteo.

La Musica di Giancarlo Facchinetti (1936-2017) sarà lo sfondo sonoro di “Acordaos”.
Tema centrale per ogni comunità, Il tema della memoria “a Brescia la memoria assume particolari ricordi ,”Accordaos.Coro e luce”, Opera di Stefano Mozzanti con Musica di Gianfranco Fachinetti, collocata nella fossa dei Martiri, omaggio alle vittime di guerre e delle battaglie che videro come teatro il Castello nel corso dei secoli, dalle 10 giornate del 1849 alle persecuzioni fasciste dell’ultima guerra mondiale, otto colonne luminose ROSSE rimandano idealmente alle vittime della strage di P.zza della Loggia nel 1974 ,”rimasto iscritto nella memoria della città”.


Un grande grazie a CidneON per l’importante lavoro che ha saputo costruire come una tessitura e rete di collaborazioni con le istituzioni Accademiche bresciane , dalle due Università statale e cattolica, che hanno concesso il patrocinio all’evento.
In questo contesto l’università degli studi presenterà il progetto , “Le autostrade della luce” dedicato alle fibbre ottiche in calendario il 16 Febbraio alle ore 17 nel salone Apollo di Palazzo Martinengo Palatini .
Le due Accademie d’Arte della città , Laba e Santa Giulia, hanno realizzato ben tre istallazioni ,frutto di un percorso didattico.
Nei giorni del festival sarà possibile visitare gratuitamente il Museo delle armi ,”Luigi Mazzoli”, una straordinaria collezione di armi bianche e da fuoco,testimonianza della vocazione industriale della Leonessa d’Italia.
Si potrà ammirare il grande plastico ferroviario ,”Cidneo”, curata dal CLUB Fermomodellistico Bresciano.
Anche quest’anno in collaborazione con il Giornale di Brescia sarà previsto il concorso fotografico: “Fino all’ultimo scatto”.
Un evento straordinario da non perdere

Giustino Novelli: conoscere un artista è conoscere anche se stessi

La mia ricerca sui social riguardo il mondo di artisti pittori che dura da diversi anni, è per me motivo di approfondimento della conoscenza di tecniche, espressioni artistiche. Sono lieta di presentarvi un maestro d’arte originario di Chieti: Giustino Novelli, artista ed insegnante di disciplina artistica.


La cosa che mi ha colpito di più dell’artista Novelli seguendolo ed osservandolo è il modo in cui, incastro sopra incastro, colori e forme si manifestano in ogni sua opera con scena di un quotidiano sentire in ciò che lo circonda:  per questo ama con convinzione l’estemporanea! Cosa di non semplice esecuzione.
Novelli con grande sapienza sa stendere e sovrapporre colori su colore in completa trasparenza l’un l’altro, creando atmosfere a volte sfuocate oppure colorate, dove ritrovi il mare o paesaggi pensati, visti con un profondo e personale sè.

Un paesaggio sempre pulito e sgombro del superfluo, con una velatura di nostalgico ieri o inquietudine del presente,  profondo dialogo dell’anima.
Le sue tele quasi monocrome danno traccia all’insieme di manifestazioni di malinconie, sfumate come la realtà della vita o nostalgiche forme evocando ricordi di mestieri antichi e di forti valori,rapportando al presente queste immagini ,sa catturare con grande forza lo sguardo e l’interesse di chi le osserva.

Pochi colori su basi fredde ma con maestria in piccoli o grandi spazi che riesce a riscaldarli , colori che sembrano vivere l’eterno e nascosta gioia, dando traccia di un sorprendere ogni volta in opere grandi. Veramente bello il suo lavoro! Meticoloso, curato, studiato nel presente e vissuto fino nel profondo essere.

 

L’artista Novelli, sa scrivere sulla tela le malsane stagioni che viviamo al presente con tutte le complicanze della società odierna, “forse questa è la sua malinconia”.
Le sue opere sono veramente particolari , “non sono le tele che si adattano alle dimore, ma bensì le dimore seguono ciò che racconta l’opera”.
La qualità di Giustino Novelli , del suo impegno di elaborata ricerca e conoscenza viene testimoniata dai moltissimi premi e segnalazioni in tutto il territorio italiano e con diritto entra nella rosa degli artisti di pittura contemporanea.


L’artista Teatino , “STUPISCE SEMPRE”, e cito da sue parole scambiate con lui e  con orgoglio rimarco che è stato l’unico a vincere due volte consecutive il premio ,”Basilio Cascella”, di pittura estemporanea , ricordando anche che la mostra è nata contemporaneamente a quella di Marina di Ravenna.
Un grande e valido maestro,artista,pittore e pensatore.

Le sue opere di inconfondibile tratto dove tracce del suo essere, testa, tecnica ed anima emergono in ogni suo tocco.
Concludo con un suo profondo pensiero:” Se non appezziamo le cose che ci circondano a noi care; vorrà dire che a  ognuno di noi resterà un vuoto che non si colmerà mai”.

 

Artista, poeta e scultore all’opera: Alberto Giovanetti

Il Poeta ed artista e tale lo è,Alberto Giovanetti oltre la poesia è un artista anche nell’ambito della sua impresa lavorativa e sfide con se stesso!.
“Amavo in particolar modo Anna Magnani sia L’attrice che la donna, qualsiasi volta si parli o racconti di lei o si dedichi a lei, mi rende sempre più caro il ricordo, mi piace questa agenda di Poesie.”

Giovanetti accoglie una sfida che ha sempre il sapore di arte: “Ristrutturazione importante” commissionata con uno schizzo a matita fatta dal cliente, a mano libera senza pista e senza linee da seguire una sfida con se stesso, oserei dire portata a termine in modo eccezionale.
Il cliente desiderava uno stile liberty ed a Pesaro vi è il Villino Ruggeri, prendendone spunto dello stesso e di altri nella zona, Giovanetti ha realizzato il sogno del cliente, che per ora rimane anonimo.
Facendo così modo di mostrare l’eccellenza di un suo sapere: manipolare, studiare materiali possibili per l’esecuzione e, documentandosi sullo stile, edificare il tutto!
Un capolavoro di cui pochi sono a conoscenza.
Lo spunto, il Villino Ruggeri, a Pesaro è uno dei migliori esempi di stile Liberty in Italia: fu costruito sul progetto di Oreste Ruggeri fra il 1902 e il 1907 e realizzato
dall’architetto di Urbino Giuseppe Brega. Fu “concepito come opera d’arte globale”: così definita dalla studiosa Laura -Ingrid Paolucci,  la stessa che ha dedicato un’interessante pubblicazione “Il Villino Ruggeri in stile liberty a Pesaro”, (Pesaro 2008).
villino ruggeri Direi che leggere lo studio della studiosa Paolucci sull’argomento è di molto interesse essendo anche di interesse turistico.
Ritornando al Poeta trovo il suo dire fresco, profondo e gradevole alla lettura, ancora sentiremo parlare di lui, ne ha la qualità.
Oserei dire, interessante poeta ma ancor più interessante costruttore artista a tutto fondo e continuerò sempre a pensare che gli Italiani quando si parla di arte, in ogni senso vada, sono eccelsi ed hanno un dono in più che andrebbe curato e incentivato nei progetti sempre mirabili, innovativi di sapere ed espressione di purezza interiore

La brescianità nell’Arte: PICASSO, DE CHIRICO, MORANDI

MOSTRAI passaggi storici dei movimenti ed le varie espressioni artistiche nelle collezioni private di famiglie importanti bresciane, fino a farne diventare mano mano con amore importanti collezioni di interesse museale.
picassoNon a tutti è capitato di poter vedere ed ammirare in queste abitazioni private un Picasso o un celebre dipinto di De Chirico o una vasta collezione di Morandi. Questa mostra darà a tutti la possibilità di godere della vista di queste opere di valore inestimabile.
morandi
La Mostra, che durerà 20 settimane e Palazzo Martinengo, conterrà e diventerà il tempio del collezionismo privato bresciano.
Tutto questo lo dobbiamo al grande e raffinato lavoro di ricerca del Curatore Davide Dotti, dopo anni di ricerche molto sentite ed appassionate.giacomo ballaQuattro anni sono passati dalla precedente mostra esposizione del Rinascimento: Barocca, Moretto, Savoldo Ceruti. 100 capolavori sempre nelle collezioni private bresciane ed ora, lo stesso curatore, Davide Dotti, propone al pubblico questo nuovo appassionato percorso dei capolavori gelosamente conservati nelle prestigiose case di Brescia e provincia.
Il percorso espositivo presenterà in anteprima mondiale un capolavoro di Pablo Picasso del 1942 “Natura morta con testa di toro”.

Il percorso sarà esplorativo nelle correnti e nei vari movimenti artistici, nel corso degli anni, dove alcune opere saranno inedite e mai esposte al pubblico.
Esposti vari pittori lavoratori BRESCIANI, “Basiletti, Inganni, Filippini, Bertolotti, Soldini”, poi i grandi maestri dell’Ottocento,”Boldini, De Nittis, Fattori, Zandameneghi”, si va verso la modernità del Bolla, Boccioni e Depero che esaltarono il mito del progresso, velocità e dinamicità, De Chirico , Savino e Severini con le magiche espressioni metafisiche del ritorno degli anni 20 e 30 del Novecento di cui i massimi interpreti , Siriani, Morandi e Carrà, arrivando all’arte informale nata come reazione alle sofferenze e disagio interiore vissuto dopo la grande tragedia della Seconda Guerra Mondiale per Fontana, Burri, Vedova e Manzoni fu creare una nuova espressione rispetto ad ogni forma d’arte rapportabile alla tradizione pittorica precedente.
SEVERINILe loro opere furono improvvisazione, forte gestualità nei tratti e pennellata, il segno che da traccia, incidere,tagliare o bucare la tela danno inizio ad un evento artistico perchè svuotato da ogni valore, si conclude nello stesso attimo del creare.
Lo sconvolgimento del bello o estetico compiuto da questi quattro maestri fu talmente forte da cambiare buona parte delle produzioni artistiche nei decenni a venire, tutt’oggi continuano ad essere ispirazione nell’arte contemporanea.

Una grande oppurtunità per il pubblico entrare virtualmente nelle più belle dimore bresciane e provincia ed in via eccezionale visionare , opere di straordinario valore storico ed artistico.
Con gratitudine ringrazio il Curatore Davide Dotti per il grande lavoro di ricerca.

Accanimento terapeutico: lasciateli andare in pace!

in paceMolte volte in un letto ed in una stanzetta d’ospedale si consumano violazioni,  a mio parere, del diritto alla persona.
Parlando di diritto o privacy mi chiedo a questo punto dove può spingersi il limite dell’accanimento terapeutico.
In questi giorni in prima persona mi sono trovata in una situazione assurda, bloccata a letto con una persona come compagna di stanza, gravemente ammalata. Non condivido la scelta dei famigliari, ma sono le loro!
Non comprendo il comportamento poco etico o forse di normale routine dell’équipe medica di un ospedale.

Ho vissuto quattro giorni di angoscia .
Non trovo nel modo più assoluto sia giusto che un paziente estraneo debba essere costretto a sentire ogni valutazione, percorso terapeutico di un paziente arrivato all’ultimo tratto di vita, i medici responsabili che, con 12 dottorandi, tengono due volte al giorno la consulta medica.

“Se fosse mia madre” davanti al paziente ed un’estranea,”IO” giudizi su decisioni dei famigliari per non accettare la realtà di una fine , volendo continuare nelle terapie e loro medici sapendole inutili espresse a voce alta guardandomi con interrogazione.
Sicuramente non è un compito facile neanche per i medici quando esiste questa esagerata volontà da parte dei famigliari, che non riescono a recepire nel giusto senso ciò che gli viene spiegato.
mediciCredo che in certi casi i medici dovrebbero dire basta! oltre non si può .
Penso che la persona ammalata abbia diritto di non subire tanto dolore inutile seppur non ha la parola per dire basta, anche se i famigliari non accettano il distacco.
In quel letto ho visto pupazzetti,?cuscinetti ed un continuo chiamarla per :”SECONDO LORO”, stimolarla :”ma lei c’è la fa”.

Ma di cosa parlavano! Non è umano dare tutte queste sofferenze in più, quando il ciclo della vita è terminato, lo trovo solo egoismo personale ed accanimento terapeutico. 91 anni: lasciatela andare in pace.
Una cosa mi disturba molto: penso che non dovrebbero far condividere la stanza quando la situazione è così grave, visitarla ok ma la consulta in separata sede!
Non ho visto rispetto per la persona e neanche per chi era essendo fisicamente bloccato a rimanere all’ascolto.
Mi echeggia ancora nella testa :”ai ai ai”continuo, loro “che cosa ti fa male!amore” ecc per sei ore al giorno.
Pure le infermiere si sono rifiutate di trovare la vena per eventuali prelievi e sicure trasfusioni già richieste, dovendo così i medici far subire in rianimazione l’accesso venoso per via femorale dopo aver praticato un sondino per l’alimentazione in un ammalato con Ictus e per un eventuale se possibile amputazione dell’intera gamba Ischemica,
con lo stesso processo nel lato opposto compreso braccio.
Veramente sono disturbata da tutto ciò, lo capirei in un paziente giovane questo volere a tutti i costi trattenerlo.
Lo so sono percorsi difficili ma il bene non dovrebbe far posto ad un nostro bisogno ma bensì il meglio per i nostri cari
Ci sono percorsi diversi per affrontare tutto questo ,la terapia del dolore assistita; non cambia nulla ma almeno vanno serenamente.
Papa Francesco

Attilio Gulberti : semplicemente ordine e luce

Non sono una critica d’arte ma semplicemente una appassionata e sono  artista pittrice; le mie parole è puro sguardo che va oltre la visione ed un sentire.
Attilio Gulberti, un grande maestro di un arte profonda. Uso sue parole “una luce che viene da dentro”, come un piano luminoso “non illuminato”. Ciò che afferma esprime molto.
Artista completo che ha cercato in ogni paesaggio, forma, figura e oggetti semplici ma quotidiani di rappresentarne l’anima più profonda, che ritrovi in ogni opera,
“la luce non illuminata”.
Ammiro la semplicità dei suoi gesti pittorici nell’uso di semplici cose che appartengono al vivente, regalandole il chiaro soffuso del tempo che scorre ma non cancella mai il bello che porta in se.
natura morta
Attilio Gulberti nasce a Edolo (BS) vive a Montebello Vicentino dove rinnova sempre la sua arte. Nasce come autodidatta, si diploma al liceo Artistico “U Boccioni”, divenendo un maestro di forte spessore, trovo nella cromaticità una maestria che ben pochi sanno raggiungere.
Infinite mostre e concorsi segnano il suo dire e i suoi risultati confermano: grande qualità in ciò che pensa con la mente e dipinge con il cuore.
I colori delicati tenui luminosi e soffusi affascinano, un sapere di raffinatezza garbata donando corpo alle linee, figure, volumi e forme.
Luci di un candore mai sbiadito ma vivo ed eternamente perfetto.
tavolino
I suoi paesaggi ripresi dalla mente, di un vedere il reale concepito in accordo con il cuore,luoghi cari dove il suo personale dire si mostra, lasciando che lo stupore ti catturi nei minuziosi dettagli.
Ho visionato opere a matita e sanguinea,semplicemente perfette “VERE”.
sue
Nel Piccolomuseo di Fighille (centro per l’arte contemporanea),si trovano tre opere del maestro Attilio G.a lui va ogni sguardo ed un grazie.
bottiglie
Se dovessi pensarle in una stanza buia non servirebbe: la luce l’oro sarebbero il chiaro a risplendere il luogo.
Lo seguo da almeno due anni sul social, persona splendida, educata, garbata e cortese.
Ho visto parecchie tele in più espressioni “non potrei mai fare una scelta” ,in ognuna rappresenta il fermo immagine di luce espressa.
Ogni artista è ricco ed il motivo non è il vendere i suoi quadri ,ma quanto ha molto da dire “lui ha tanto di tutto ciò” per chi lo osserva.
Attilio G.,un uomo ed un artista nella totalità di cogliere il reale nella perfezione assoluta ,”regalandolo a chi lo guarda”.

Arte e genialità: dedicato a pubblico e lettori

Un compito non facile rappresentare la genialità.
Cinque artisti sparsi per l’Italia dedicano il loro fare a voi publico e lettori : ‘il nostro fine è regalare emozioni ed avvicinarvi al mondo dell’arte, dove in ogni piccolo segno rimane il tempo il cuore e la mente di chi lo elabora, con ciò che vi è contenuto.
Rosalba Acquaro , artista nota e già conosciuta da voi lettori nell’articolo,”percorsi introspettivi dell’anima, 13/09/17″.


A voi porta questa opera con la magia della genialità , “la neve ” ed un simbolo L’Alce!
cosa vi è di più geniale della natura stessa nel mutare nel tempo che scandisce ogni anno

Mariachiara Patriarca, anche lei artista già nota e descritta nell’articolo,”la passione si manifesta del 14/09/17″.

Vi dono il suo dire, esprimere e conoscenza sulla genialità!
“Ipazzia di Alessandria è stata una matematica,astronoma e filosofa Greco antico.
Poche donne nella storia antica hanno avuto la possibilità di distinguersi nella scienza, nella filosofia e nell’arte:era un esclusiva del mondo maschile.
Alla donna non era permesso superare l’uomo in nulla ! sopratutto intellettivamente,era ritenuta una presentuosa da ignorare ed annientare.
fu,”assassinata , martire per la libertà di pensiero”.
Ecco perche ha deciso di dedicare questa opera del genio alla grande Ipazia ,”uccisa per la sua genialità”.
Grazie a donne come lei oggi abbiamo la libertà che ci aspetta di diritto.

Calza Giorgio lo collochiamo in mezzo a noi,” il nostro beniamino”, conosciuto artista attraverso mostre ed aricoli,”pittura e disabilità, un universo pieno di emozioni,31/08/17
e disabilità ,ultimo capitolo. 26/09/17.
Artista puro, anche lui mostra la genialità intesa nell’esistenza in cui viviamo e come siamo rappresentati ora nella società.
Lui vede nel suo essere geniale ciò che è l’attuale differenza nei ceti umani.
Ha diviso in tre parti ,il ricco il povero;e il niente= povertà a cielo aperto.
Le case dei ricchi sono adornate da finestre e dettagli,il povero con case vuote senza aperture , a precipizio su uno spazio bianco :” la povertà assoluta” , uguale al niente!
giorgio Gian Roberto Tognetti :”Artista senza tempo, poesia infinita”. publicazione articolo il 12/09/17, come posso commentare chi già genio,artista,poeta lo è!
Mi limito a trascrivere il suo dire e condividere la sua opera.
“Il genio è quell’immutabile cera persa nell’infinito, appartenere ad una candela consumata dal fuoco di una brillante idea.
Nel nulla ritrova il senso di ciò che è tutto , ovvero di quell’esistere senza dare ragione alle stagioni , un orologio in perpetua assenza di tempo che pur si muove.
Ci sono lacrime che non cadranno mai per terra, sono quelle di Shelock Holmese del dott. Yohn Watson.
Un unico occhio per osservare quell’eterna geniale amicizia”.
roberto Ora tocca a me ! non posso descrivermi già mi conoscete attraverso i miei scritti, spiego ciò che in questa opera o voluto rappresentare secondo un mio concetto o visione.
” La genialità non ha sesso preferito! ho fatto una donna con ogni suo pensiero , non c’è genio migliore di lei”.
Alle spalle il mondo, che è al maschile e ne fà la conoscenza dell’essere.
Le donne sono la genialità assoluta e concreta di questo mondo , abbiamo mille genialità per ognuno ma rimaniamo sempre ultime nel nostro io.
Complicato o semplice il concetto che mi pongo , spero di essere riuscita ad esprimerlo.
Il genio,la genialità una tematica , antica e vecchia come il mondo ,attuale nello stesso contesto di ora.
io Oggi che l’arte è molto confusa e distratta , mi piacerebbe molto che ogni artista non inquinato avesse la possibilità di uno spazio,
senza dover mettere mano a tutto ciò che le ruota attorno e che per molti monetariamente è impossibile sostenere.
Mi viene di affermare un detto:” L’artista vale più da morto che da vivo “,questo è rimasto immutato.
Questi cinque artisti uniti tra loro da grande stima e rispetto ,” vi augurano un futuro anno nuovo”, intriso di genialità in ogni cosa vi si presenti.
E’ una forza ed una marcia in più alle esigenze dell’esistenza

Simone Lingua e la sua arte emozionante

L’artista emergente ,Simone Lingua in mostra a Cortona dal 17/12/2017 al 10/01/2018 “Galleria il Pozzo”. È nato a Cuneo nel 1981, già in tenera età viene attratto dall’arte dei grandi maestri impressionisti: sei anni e già cominciava ad esercitare la conoscenza delle tecniche, ispirandosi a loro.
Frequenta il liceo artistico dove perfeziona ogni tecnica, disegno, materiali e scultura.
Continua in accademia belle Arti di Firenze dove raggiunge il massimo nella conoscenza personale emozionale d’artista.
cinetica

Un artista Simone Lingua di una creatività sapiente ed inarrestabile, attratto da ogni tipo di riflesso inizia ad interpretare la sua percezione visiva, la sua arte, “Cinetica” come lui la definisce, studi e continua ricerca nel cinetismo,”perfetto”!
Ogni opera che realizza è solo l’inizio di un lungo filo che non avrà fine nella sua evoluzione, emozione di un sentire l’arte e viverla profondamente .
Fa opere straordinarie. Nel 2016 Simone Lingua sbarca al Louvre di Parigi, traguardo importante !
Un lungo percorso  dovrei citare per Simone Lingua ma lascio a voi la lettura, cliccando in rete avrete il piacere di leggerne il suo intero percorso d’artista,rimanendo affascinati da ogni sua evulozione sempre più complessa ,artistica e grandiosa.
sempre cinetica

Il 2017 lo vede in un lungo mostrarsi da Sorrento a Brescia, dove mi spiace non essere stata presente per problemi di salute.
Prossima tappa New York.
Ricordo molto volentieri una mostra condivisa , solamente per messaggio ci siamo scambiati parole di arte, artista che coinvolge! la sua passione è talmente forte e vera
che luccica e riflette le sue emozioni che sapientemente continua in quel completare di perfetta arte.
epoca figurativa
Periodo del  figurativo che mi piace molto di Simone Lingua, eccezzionale ed espressivo .

Se vedi una farfalla viola, amala

Una farfalla viola posata in una culla, forse vi è capitato di vederla in ospedale. Vi siete posti il perché?
Un segno una vita volata in alto ,come le ali di una farfalla.
Il tutto comincia con Milli Smith e il suo compagno Lewis Cann, felici di una maternità attesa aspettata e voluta da tempo: due gemelli!
Una gioia ed una preoccupazione: nella famiglia di Milli erano già avvenute nascite gemellari, solo che ogni volta ne rimaneva uno solo.
Milli e Smith hanno vissuto ogni attimo della gravidanza nell’attesa del grande giorno godendosi al meglio il loro frutto d’amore; purtroppo alla 12esima settimana furono informati che Skye non sarebbe sopravvissuta.
Milli una futura mamma, forte che non volle essere diversa, pretese che tutti la trattassero con normalità.
Fu preparata psicologicamente all’evento, spiegandole che la piccola sarebbe vissuta solo pochi minuti: ma Skye volle vivere per tre ore, sono poche ma molte intense e tenere emozioni poi volò come una farfalla in cielo.
Accanto alla sorellina Collie, Milli mise una farfalla viola.
bimba
Una mamma che porta in grembo un figlio, già lo ama, già lo sente vivere in ogni attimo dentro di sé, ogni domanda fatta o ogni espressione infelice anche non voluta, provoca dolore nella perdita, così come è successo a Milli.
Colpita dal dolore trovò il modo di comunicarlo a tutti, posando un segno: “una farfalla viola”.
Non servono parole ne commenti e ne domande in certi eventi.
farfalla
Si ha bisogno di silenzio e rispetto e molto amore ,lasciando il posto al tempo e di una vita apparentemente normale.
Il Kngston Hspital nel Regno Unito, ha deciso di esporre e utilizzare la farfalla viola,come mi auguro che in ogni parte del mondo diventi un simbolo.

Uguali nella differenza,differenti nell’uguaglianza

Manovra, arriva il fondo per le persone che assistono malati in casa: “caregiver familiari”.
Per il 2018,2019 e 2020 per interventi di riconoscimento del valore sociale ed economico nella cura non professionale del familiare.
Il sostegno sarà destinato alla persona che assiste il coniuge, di qualsiasi unione civile, sia dello stesso sesso e convivente di fatto, o di un famigliare di secondo o terzo grado, abbiano i requisiti di non autosufficienza, sia ritenuto invalido o sia titolare di pensione di accompagnamento!
Fin qui niente da dire, è ” UN DIRITTO”, ma le disabilità hanno mille sfaccettature, chissà perché ne rimangono fuori molti! mio figlio compreso.
Tempi lontani, non esistevano associazioni, dove tutelavano ne la persona ne la famiglia, colpita e segnata per la vita anche se l’errore alla nascita era dovuto non sempre a cause naturali!
Personalmente sono stanca, non mi va più di combattere lotte perse prima di nascere.
Se mio figlio è nel mondo lo devo a me, non di certo a nessun altro ;anzi dovevo dimenticarlo in un istituto! così mi fu detto.
Come mio figlio c’è ne sono molti, colpiti in un ritardo mentale, con Arlon di Chiari uno, (una malformazione al cervelletto, è uno scivolamento nel canale spinale) nessuno ha mai pensato che queste persone diversamente abili e che nonostante la (legge 68/99 invalidi)
non vengono collocati tutti!il lavoro non c’è, perciò un invalido con più dei tre terzi come vive? Con l’invalidità di 286 euro, neanche il minimo per la sopravvivenza!
Sono trentanove anni che faccio più che assistenza, ma comunque io continuo il mio impegno per farlo crescere, pensando a quando io non ci sarò, lui sarà in grado di autogestirsi?
Quante volte mi sono chiesta perché.
Quante notti sveglia a pensare, a studiare in quel campo così complicato, dove ti perdi e lo sconforto ti raggiunge! Ma non rientra nei requisiti.
Comunque ho saputo estrapolare l’arte dal suo cervello, questo è il mio imput
Un altra riflessione… anche ai malati sicuramente con patologie pesanti, ma che è stata una loro libera scelta: “la droga” molti percepiscono la stessa invalidità.
Perciò si dovrebbe ampliare il discorso .
A questo punto mi viene da pensare, che più rognoso sei più hai.
Un altra piccola aggiunta che vale per molti malati gravi, domande e ricorsi di accompagnamento, arrivano le risposte quando il malato è deceduto.

Fonte “La Repubblica.it”

Carlo Golia: “Nessuno tocchi Eva”

“Nessuno tocchi Eva”, il 26 Novembre, in occasione della Giornata Mondiale Contro La Violenza Sulle Donne, ci sarà inaugurazione nel comune di Oflaga-Brescia (ore 15) della
mostra del pittore Carlo Golia in permanenza fino al 3 Dicembre.
Carlo Golia nasce a Torre Annunziata il 10/04/1944 e vive a Brescia.
Grande cultura, studente, dirigente, imprenditore, allenatore, batterista, ha studiato l’organizzazione al lavoro in Italia, Stati Uniti, URSS, Giappone,Thilandia e diversi paesi Europei,  ma il suo spirito è stato sempre quello di essere un pittore un artista.
Nel 1989 in occasione di una mostra personale a Brescia, il grande maestro Oscar Di Prata definì i suoi dipinti “paesaggi atemporali e fantastici” e ancora “Visaggio o miraggio di esaltante convergenza creativa, consentendogli di esternare sensazioni dell’anima e di perseguire un ideale d’artista discosto dall’effimero e dal Transitorio, esprimendo un sereno stato emozionale, fantasioso e illuminante formulazione dell’immagine.”
Carlo Golia ha esposto in numerose personali e mostre collettive di rilevante importanza, riscuotendo numerosi riconoscimenti sia a livello nazionale che internazionale: internazionale “S.Ambrogio di Milano”, 12°premio internazionale “Ba-Rocco” Milano ,premio internazionale “Carnevale Ambrogiano”, esposizione Unicef ed il premio della critica :”gran trofeo d’arte a Seveso”.
“Nessuno tocchi Eva”, molte citazioni sono dello stesso artista.
Un grido di allarme e un invito alla riflessione per combattere un crimine innominabile.
Sensibile verso le donne ,esseri più vulnerabili “una dichiarazione d’amore verso la donna”.
Il suo essere vuol dare spazio e voce alla libertà di vivere ed essere, come persona e donna la propria vita :le proprie scelte in quanto donna!
“La violenza alle donne ,comunque esercitata,è sempre una vergogna e per l’autore e per chi le permette!”
In questo percorso di opere o dipinti, vuole esaltare la donna in quanto tale, un nuovo filone dove esprimersi in un rinnovare di pensieri.
E’ doveroso accettare la donna così come è, nel rispetto di ciò che esprime.
“Nessuno tocchi Eva”, la donna della porta accanto, quelle che vediamo ogni giorno, con vestiti più eccentrici, quelle che lavorano a fianco, o che si incontrano in spiaggia in un caffè, in discoteche, in ogni luogo! opera dell'artista
Una riflessione!
A nessuno è dato il potere di uccidere :un omicida è una persona mentalmente debole, bestiale e non dimostra niente!
Ma questi uomini: sempre meno in questa epoca sono preparati, dei deboli senza valori, senza freni e rispetto, sembrano solo bambole che chiudono gli occhi, perdendo il contatto con la realtà! Soltanto possesso!
Sarebbe il tempo di ricominciare a guardare nel passato, recuperando valori per dare valore alla vita.

Per non dimenticare “Pietre d’Inciampo”

Opera ,Roro in tecnica mista.
Opera Roro in tecnica mista.

In Tedesco (Stolperteine)iniziativa dell’Artista Tedesco Gunter Demnig.
Consiste nel depositare ed incorporare nel selciato davanti alle abitazioni o nel luogo della prigionia una piastra di ottone con il nome, l’anno di nascita, il numero, ridando  individualità a chi si voleva ridurre solo ad un numero.
L’iniziativa parte da Colonia nel 1995 e fino a tutto il 2016 sono state collocate 56.000 targhe di ottone dalle dimensioni di un sanpietrino (10×10 cm).
“Inciampo” per fermare a riflettere chi vi passa vicino o casualmente s’imbatte nelle opere, non in senso fisico ma visivo per non dimenticare.
Queste pietre non hanno bandiere ma sono per tutte le etnie e religioni.
Non in tutti suscitano ciò e di polemiche ve ne sono state. Non tutti gradiscono averle sotto casa o vicino, atti brutti ve ne sono stati.
Un mio pensiero? perchè rimuoverle? Si deve avere paura dei vivi e non dei morti.
Penso che le memorie servono a crescere ed a costruire un mondo migliore, ricordando e portando rispetto a chi ha subito molte sofferenze.
Luigi Silvio Gallina “Gigi ” accompagnato dalla sorella maggiore Carla e Silvio il minore avranno questo compito, anzi questo atto d’Amore verso il padre Franco, posando una pietra d’inciampo a lui dedicata il 18/01/2018 nel pomeriggio davanti al n°civico 24 di via Parma a Torino.
Il sig.Franco Gallina è nato il 22/10/1925 a San Germano Vercellese, dal racconto del figlio Gigi e documenti originali datomi dallo stesso:

Franco 18 anni si ritrovava ad essere l’ultima classe chiamata alle armi dalla Repubblica di Salò, ricordando la similitudine con il padre pure lui ultima chiamata nella prima guerra mondiale del 15/18, franco era il maggiore di tre fratelli orfani di padre! non avrebbe dovuto essere chiamato: gli ultimi giorni purtroppo” furono chiamati  tutti”
la confusione e l’incertezza gli fa prendere un decisione e trova rifugio nelle campagne Vercellesi con un caro amico, che simpaticamente chiamava Maciste.
Nel Maggio 1944 durante un rastrellamento delle SS furono arrestati; si trovavano sotto il ponte del fiume Sesia località Vettignè .
Maciste cercò di fuggire ma fu subito preso, Franco si tenne nascosto, passato tempo e pensando se ne fossero andati risalì la riva ma la camionetta era ferma lì a motori spenti, aspettandolo!
Per lui iniziò quello che volle ma mai riuscì a dimenticare.
Inizia un lungo viaggio fatto di brevi fermate e moltissime violenze, portato a Vercelli e Torino, nella triste e famosa caserma di via Asti dove avvenivano gli interrogatori che mai descrisse.
Qualche giorno dopo fu transitato in p.zza C.L.N sede del commando delle SS ,ritrovandosi poi nelle carceri ” le nuove di Torino”, p.zza C.L.N. una delle più famose di Torino , conosciuta come p.zza delle due fontane il Po e la Dora,” luogo dove Dario Argento girò le scene più cruente di Profondo Rosso nel 1975″
Tutto ricominciò, binario 17 in direzione Milano e San Vittore, continuando in quei maledetti vagoni direzione Bolzano. Una cosa sola amava ricordare :
nel campo di Bolzano era passato anche il grande Mike Buongiorno. Sempre nei vagoni, Bergen-Belsem in bassa Sassonia fortunatamente grazie al suo mestiere veniva dirottato a Bitterfeld-wolfan LAGER -ANTONINI, percorrendo 1850 km su quei vagoni, arrivò a Bitterfeld il 13 settembre 1944.
Le persone come lui erano siglati , I.M.I. ITALIANISCHE MILITAR INTERNIERTE.
Nei pochi racconti che mi ricordo, diceva che il mattino si prendevano a schiaffi per farsi vedere rosei in viso, diversamente era la fine, tutti al campo venivano rasati per i pidocchi.
Anche lui raccontava che mangiava di notte ma non era così, le poche ore di sonno sognava di mangiare il cibo reale.
Il cibo dei prigionieri consisteva in una “brodaglia” di bucce di patate che sapeva di cuoio.
A metà anno del 1945 veniva liberato, riuscendo a rientrare in Italia il 9 Giugno in Alto Adige e arrivando a San Germano ai primi di Luglio .
Non trovò nessuno si sedette sugli scalini di casa. Dopo un po’ arrivò sua madre che non lo riconobbe e chiese chi era: “mama sun Franco tò fiol”.
Quattro cose porto con se: il cucchiaio, la medaglia che teneva al collo n.I.G.70971, accompagnato dalla silicosi e l’eczema. Mi raccontò che trovò nelle baracche un compaesano Guido Maneia classe 1921 che all’arrivo dei Russi, solitario fuggì verso la Francia allungando così il tempo del rientro, mia sorella Carla fu compagna di banco del figli di Guido Maneia, che prematuramente morì all’età di 8 anni lasciando un gran vuoto non solo nella famiglia ma anche per l’intero paese.
Mio padre Franco mi sorprese, solitamente andavamo in vacanza da mio fratello che viveva e vive a Laiguelia , aveva fatto amicizia con un Tedesco, un omone enorme ;il Tedesco un poco lo masticava , erano diventati affiatati, ridevano e scherzavano continuamente con un buon bicchiere di vino ed un boccale di birra.
Gli chiesi .” come fai ad esserle amico?”
“Vedi quel signore a me non ha fatto niente, c’è rispetto ed amicizia! Ricordati, comportati sempre così trattando le persone come trattano te”
Lo faccio ancora ora!
Al primo infarto gli dissero di non fumare, di non bere e di evitare tutto ciò che poteva fargli male, ma lui decise che dopo tutto ciò che aveva vissuto non si sarebbe vietato più niente.
Al terzo infarto: l’ultima immagini che ho di lui. 2/1/1986 in terapia intensiva, lo vedevamo solo in un monitor, tutti presenti, la moglie Liliana e noi figli. Solo Silvio entra con lui nella stanza, lui con il sorriso ed il coraggio fa un cenno di saluto ad ognuno ma nello stesso tempo fa segno con la mano di allontanarci da quell’ultimo distacco
“un modo per proteggerci dal dolore!”
Come figlio rivivo spesso questo passaggio,mmi sembra un film, dove tutti quanti eravamo spettatori nel saluto di questa vita , rubata così frettolosamente.
Un anno doloroso ma il 26/12/1986 “arriva una nuova vita mia figlia!”, chissà un segno un regalo ,la vita deve continuare.
Non mi è facile di decidere di non inserire i documenti ma penso che solo la parola LAGER abbia in se tutte le risposte!
Un rispetto per chi vi è entrato vivendo e vedendo orrori!

Concorso Pittura della Valtenesi: il paese degli affreschi

Il concorso Pittura della Valtenesi è molto sentito da ogni abitante oltre che da pittori ed artisti che si ritrovano da ben sei edizioni in una meravigliosa terra.

 

“Polpenazze paese degli affreschi” dove ad ogni edizione vengono eseguiti circa 10 affreschi per arrivare  ad un progetto ambizioso di 50 abitazioni del paese, cosa non facile da eseguire. Ci vogliono permessi come ogni progetto che coinvolge luoghi protetti e lavori edilizi. Grande merito e ringraziamento va all’amministrazione,  assessorato alla cultura per un concreto e notevole sostegno al progetto.
I ringraziamenti vanno rivolti anche al presidente dell’associazione Studio B e al sig. Gianluca Bordiga per il grande impegno morale e di sostegno all’arte che non ha tralasciato nessuno, dando largo spazio ad ogni categoria del settore: scuole primarie e secondarie, estemporanea di acquarello, tecnica libera da studio e una sezione dell’albo d’oro dei vincitori delle precedenti edizioni.
Ci saranno selezioni formate da una giuria per ogni sezione artistica, ci saranno molti premi e riconoscimenti, ed alla fine delle premiazioni ci sarà il pranzo finale dove ogni iscritto previa conferma potrà essere accompagnato da chi desidera.
Chi volesse partecipare con la sua arte deve scrivere a arte.concorsi@associazzionestudiob.eu
Ho partecipato alla seconda edizione ed ho trovato un ambiente accogliente, tutti eravamo un’unica cosa,  un clima armonioso di festa di unione e fratellanza. Lo ricordo con molto piacere.

Pittore-poeta: un filo unico

Tomaso Maggini nasce nel 1953 a Brescia: autodidatta segue la sua passione e capacità, in un secondo momento frequenta corsi di pittura in scuole e l’associazione culturale artistica AAB , e corsi diretti dal maestro E.Shinetti.
Ama circondarsi da amici condividendone  la stessa passione.
Un racconto che mi fece e mi piace moltissimo,nelle camminate si addentra nei fossati con stivali e le sue tele ne entra in essi trovandone poesia anche in questi luoghi dove si intrecciano rovi  alberi fitta sterpaglia ed acqua, ne nascono capolavori.
Non sto a descrivere partecipazioni,mostre,concorsi ,personali e premi,ma mi soffermo presentando l’uomo ,l’artista,il poeta ed il buono d’anima, lo asseconda la moglie Paola compagna in ogni gesto dove risalta la stessa poesia.
Il suo percorso artistico comincia ho nasce con lui in un tempo lontano, una passione continua nella sua terra e luoghi a lui cari, ne studia ogni particolari e luci che esaltano le sue riconosciute opere.
Grandi passeggiate dove assimila ogni cosa che lo circonda nella natura tanto cara ed amata , dove volutamente riproduce questi prodotti della terra ed oggetti di famigliare quotidianità molto sentiti,un grande osservatore.
Nelle sue escursioni sa trovare in ogni luogo uno spunto poetico, che sia uno stralcio di neve o cime scoscese e montagne maestose in un cielo azzurro ,oppure uno specchio d’acqua dove l’onda è sempre quieta ritornando a riva , ne descrive vibrazioni di un sentire che diventa suono in un paesaggio reale.
nevicata
I scenari grandiosi nelle composizioni che lui stesso prepara , ne studia ogni forma
ogni colore e luci che danno risalto e firma in ogni suo comporre , contornando spesso il tutto con elaborati sfondi in drappi di broccato magistralmente riprodotto.

natura morta

Magnifici Girasoli, li contemplo in ogni angolazione ed è come vederne la luce quando seguono il sole.
istria Un poeta un artista ,pittore ed un buono, conoscerlo è bello , trasmette serenità !
se ci si trova a passare nella sua casa immersa nelle campagne Bresciane e denominata Persello “ti trovi a casa” in ogni angolo guardi , ti immergi in un passato di famiglie antiche e un quotidiano, dove il fermarsi non è rifocillare il corpo ma bensì l’anima.