Imprese straniere in Piemonte, realtà dinamiche in crescita

Edilizia, turismo, commercio e manifattura sono i settori in cui cresce la presenze delle imprese straniere in Piemonte. L’analisi dei dati forniti dalle Camere di Commercio mette in luce una situazione in cui le attività guidate da immigrati sono diventate una componente importante del comparto produttivo regionale. Lo scorso anno il numero di queste realtà è aumentato del 3,4%, toccando quasi la soglia delle 43mila unità, circa un decimo del totale complessivo di aziende piemontesi, 436mila.

Ormai da alcuni anni le realtà produttive locali registrano il segno meno, mentre le imprese straniere in Piemonte hanno trovato terreno fertile, nonostante gli ostacoli che gli immigrati hanno ancora nel reperire fonti di finanziamento. Lo dimostra anche il saldo positivo (1.417 unità) tra aziende straniere che hanno avviato l’attività (4.718) e quelle che l’hanno cessata nel 2017 (3.301). Realtà dinamiche che si sviluppano soprattutto in alcuni settori, come le costruzioni (oltre 13mila), il commercio al dettaglio e all’ingrosso e la riparazione di autoveicoli (12.209). Le imprese straniere in Piemonte nell’ultimo anno sono aumentate anche nella ristorazione e nell’offerta di alloggio, +6,7%, e in quello manifatturiero, +5%. Nell’agricoltura, i trasporti, le attività scientifiche e i servizi di informazione e comunicazione le aziende con a capo un immigrato sono di numero inferiore. Queste realtà produttive sono nella maggior parte dei casi imprese individuali, in cui il titolare gestisce l’intera attività.

Le province in cui sono presenti più aziende straniere sono Torino (11,3%), Novara (11%) e Vercelli (9,7%), mentre Verbania (7,9%), Biella (6%) e Cuneo (5,9%) quelle in cui il numero è minore. Tuttavia, nel Vco e nell’astigiano queste realtà produttive stanno aumentando, si segnala rispettivamente una crescita del 4% e del 4,3%, mentre nel biellese è dell’1,6%. Da parte delle Istituzioni regionali c’è l’impegno a sostenere le aziende guidate da immigrati facilitando l’accesso ai fondi a disposizione e organizzando iniziative di formazione destinate ai titolari e ai collaboratori delle imprese straniere in Piemonte.

Certificazione Sqnz per vitellone e scottona ai cereali piemontesi

Attestato di qualità per la carne bovina del Piemonte. La produzione di vitellone e scottona ai cereali piemontesi ha ottenuto la certificazione del Sistema di qualità nazionale in zootecnia: a ricevere la menzione oltre duecento allevatori di questa regione. Un passo importante nella valorizzazione delle carni regionali che si inserisce nel solco delle iniziative culminate nei mesi scorsi con l’etichettatura Igp del vitellone piemontese della coscia. L’attestato Sqnz garantisce la bontà del prodotto e la sicurezza dei metodi impiegati nell’allevamento degli animali. Secondo i dati diffusi da Coldiretti Piemonte, un numero sempre maggiore di consumatori richiede carni certificate e provenienti da aziende che possono fregiarsi di questo tipo di riconoscimenti.

Vitellone e scottona ai cereali identificano dei bovini giovani, macellati tra i 12 e 24 mesi di età e allevati seguendo le indicazioni del Ministero delle politiche agricole. Gli animali vengono nutriti inizialmente nei pascoli e successivamente con cereali in modo da ottenere una carne più delicata e gustosa. L’alimentazione controllata e la tutela della salute dei bovini rendono vitellone e scottona ai cereali piemontesi adatte a diverse preparazioni. La carne ottenuta da questi animali è tenera e succosa dal colore rosato e sarà contrassegnata dal logo Consorzio sigillo italiano, una coccarda tricolore.

Le duecentoventinove aziende che hanno ottenuto il certificato Sqnz fanno parte del circuito Asprocarne Piemonte, organizzazione che ha promosso in passato l’etichettatura volontaria dei prodotti della macellazione per offrire maggiori informazioni ai consumatori. L’attestato nazionale potrà contribuire a sviluppare la filiera regionale della carne e a offrire ulteriori opportunità di crescita per chi opera in questo ambito che rappresenta uno dei fiori all’occhiello del settore primario del Piemonte. Si contano, infatti, 6mila aziende che allevano la razza bovina piemontese e in cui lavorano 15 mila persone; il giro d’affari che si crea attorno al mercato della carne in questo territorio vale circa 500 milioni di euro.

Banda ultralarga, nei prossimi cinque anni il potenziamento in Piemonte

Hot-spot gratuiti e banda ultralarga a copertura della maggior parte del territorio regionale sono i progetti a cui l’Anci Piemonte lavorerà nel prossimo quinquennio. Sono già stati stanziati 284 milioni di euro per realizzare gli impianti necessari a rendere più veloce la rete di trasmissione dei dati per dispositivi fissi e mobili, a cui si aggiungono i fondi europei per il triennio 2017-2019 che possono essere richiesti partecipando a Wifi4eu.

La Consulta innovazione dell’Anci Piemonte si occupa dei progetti per la riduzione del digital divide dell’organizzazione di iniziativi ed eventi che riguardano la legge sui piccoli Comuni e lo sviluppo della banda ultralarga in questi territori. Nei prossimi anni sono previsti interventi per ridurre le cosiddette aree bianche, le zone in cui gli operatori non intendono investire nel potenziamento della rete Internet. I dati dell’Anci portano alla luce una situazione in cui su 1204 comuni, 1150 sono a rischio fallimento di mercato per l’assenza di servizi che permettono la crescita dell’innovazione tecnologica. L’obiettivo della Regione e della sezione piemontese dell’Associazione nazionale Comuni italiani è creare nel maggior numero possibile di borghi una rete con velocità a 30 mbs (standart minimo per la fibra ottica).

I fondi a disposizione per la banda ultralarga serviranno per l’acquisto delle attrezzature, la creazione degli impianti e per le spese derivanti dall’installazione degli hotspot wi-fi sul territorio. I Comuni dovranno occuparsi di sostenere i costi della connettività e quelli per la manutenzione degli apparecchi. I punti di diffusione del segnale saranno posizionati nei luoghi pubblici più frequentati e turisticamente attrattivi e nei centri sanitari.
Il lavoro dell’Anci nel campo dell’innovazione prosegue poi col ciclo di incontri coi sindaci dei piccoli Comuni, momenti in cui si parlerà di innovazione e digital divide e dei problemi che le amministrazioni hanno segnalato a riguardo della connettività e dei servizi ad essa complementari.

Primavera di sport, gioco e agonismo nelle scuole piemontesi

Da quest’anno anche le scuole dell’infanzia potranno partecipare al progetto Primavera di sport della Regione Piemonte. La promozione e l’avvicinamento all’attività motoria rientrano nella normale programmazione delle iniziative didattiche nelle scuole ma possono essere ampliate con la partecipazione a questo percorso di formazione sportiva. Dall’1 marzo al 30 aprile sono previsti attività fisica e agonismo, momenti culturali e di approfondimento sulle tematiche del benessere, della salute e dei corretti stili di vita che possono essere abbinati alla pratica di uno sport.

L’iniziativa Primavera di sport per la prima volta si rivolge anche ai bambini che frequentano la scuola materna che nelle prossime settimane potranno cominciare a scoprire l’attività fisica attraverso giochi e attività ludiche organizzate da docenti e dai responsabili delle associazioni sportive che partecipano al progetto. Per la realizzazione dell’iniziativa la Regione Piemonte ha stanziato 100mila euro, di cui 80mila per lo svolgimento del percorso di formazione sportiva e 20mila per i depliant e il materiale informativo che sarà distribuito tra i ragazzi nel corso delle attività.

Primavera di sport è resa possibile dalla collaborazione di Enti di promozione sportiva riconosciuti dal Coni e di associazioni che si impegnano a rendere l’attività motoria coinvolgente e divertente per i più giovani. Le scuole che parteciperanno al progetto potranno proporre nel periodo dell’iniziativa lezioni di prova di alcune discipline agonistiche, percorsi ludici-sportivi e incontri dedicati ai valori etici ed educativi da sempre collegati allo sport. Le attività si svolgeranno durante l’orario scolastico e saranno organizzate in moduli di 4-8 ore durante i quali gli studenti potranno conoscere meglio gli sport e le caratteristiche, seguiti da personale qualificato.

Nei prossimi giorni sarà messo in rete l’elenco degli Eps che partecipano al progetto e le attività che proporranno tra marzo e aprile.
Nel 2017 la Regione ha promosso l’iniziativa Tempo di sport a cui hanno partecipato 18mila studenti e 700 classi: lo scopo del percorso di formazione sportiva era, anche in questo caso, di avvicinare i ragazzi alle pratiche agonistiche.

“Fisiofarm”, l’impegno di una onlus per integrare i servizi sanitari pubblici

Partirà l’1 febbraio la prima parte del progetto “Fisiofarm” che offre cure specifiche per i pazienti con malattie neuromuscolari. L’iniziativa che proseguirà per tutta la durata del 2018, fondi a disposizione permettendo, è organizzata dall’associazione “AltroDomani” che opera da anni a sostegno delle persone affette da malattie come la Sla e le diverse distrofie e dei loro familiari. Le adesioni al progetto sono aperte fino al 31 gennaio.

“Fisiofarm” ha lo scopo di integrare i servizi sanitari a disposizione dei soggetti con malattie neuromuscolari, garantendo cure e sessioni gratuite di fisioterapia eseguite da personale qualificato. Tra febbraio e luglio e successivamente da luglio fino a dicembre, le famiglie dei pazienti potranno avvalersi della consulenza di esperti per apprendere le tecniche da utilizzare a seconda delle condizioni del malato.

La onlus “AltroDomani” ha stanziato quasi 18mila euro per il progetto “Fisiofarm”, pensato per i soci dell’associazione: i componenti del sodalizio possono richiedere due ore settimanali di fisioterapia sia a domicilio che in strutture convenzionate e autorizzate allo svolgimento di quest’attività. I fondi messi a disposizione da “AltroDomani” possono garantire oltre quattrocento trattamenti personalizzati per il miglioramento della mobilità articolare, della respirazione o l’idrokinesiterapia. Un modo per offrire dei servizi supplementari a quelli della sanità pubblica.

“Fisiofarm” è destinato in particolare ai soggetti affetti da problemi neuromuscolari rari e poco conosciuti per i quali talvolta non sono previsti interventi mirati da parte del servizio sanitario nazionale e dalle Asl.

La onlus “AltroDomani” nasce con lo scopo principale di aiutare le famiglie dei malati, le persone che sono informate delle condizioni dei pazienti e se ne occupano quotidianamente. L’associazione lavora in collaborazione con altre realtà di volontariato piemontesi per realizzare l’integrazione delle persone con disabilità e può contare sulle competenza di un gruppo di fisioterapisti specializzati che si occupano delle varie forme di patologie neuromuscolari.

Educazione ambientale nei parchi del Piemonte, le nuove attività

I parchi del Piemonte sono i luoghi giusti in cui avvicinare gli studenti all’ambiente e al patrimonio naturalistico regionale. Le aree protette presenti sul territorio propongono regolarmente delle iniziative didattiche, laboratori e visite in compagnia di esperti durante i quali i più giovani si confrontano sui temi della salvaguardia dei diversi ecosistemi e sulla sostenibilità. L’educazione ambientale nei parchi del Piemonte diventa un momento di gioco per i ragazzi delle scuole primarie e secondarie che possono verificare sul campo le nozioni acquisite durante le lezioni teoriche in classe, migliorando le conoscenze e i comportamenti verso la natura.

Il calendario delle iniziative in programma nei prossimi mesi viene aggiornato con nuove proposte come le passeggiate a cavallo, cacce al tesoro e le attività a contatto con gli animali della fattoria immersi nella natura del parco della Mandria. L’area protetta del Gran Paradiso è invece l’ambientazione di progetti che riguardano il rapporto tra uomo e montagna e le sue ricadute sul territorio, la conoscenza di specie alpine come lo stambecco e l’uso a carattere energetico dell’acqua. L’educazione ambientale nei parchi del Piemonte prevede poi laboratori per analizzare il suolo e la sua composizione e attività per scoprire lo stato di salute di un ambiente.

Da domani, 9 gennaio, saranno organizzati anche corsi di astronomia e passeggiate crepuscolari che permettono di apprezzare le aree protette anche in orario serale. Tutte le attività sono rivolte a gruppi di studenti e hanno dei prezzi ridotti; per maggiori informazioni sulle iniziative di educazione ambientale nei parchi del Piemonte visitare la pagina dedicata.

Alcuni parchi del Piemonte si trovano a breve distanza dai centri urbani e sono aree verdi in cui gli abitanti delle città possono concedersi del tempo libero all’aria aperta. La localizzazione, spesso nei pressi di un corso d’acqua, rende le zone protette regionali adatte alla descrizione degli aspetti geologici e paleontologici del territorio, trasformando gli itinerari guidati in momenti di scoperta del paesaggio circostante. L’educazione ambientale nei parchi del Piemonte comprende anche escursioni e percorsi ciclistici che uniscono lo sport e l’osservazione della flora e della fauna locali.

Una mostra on line per i 40 anni del Csi Piemonte

La storia della digitalizzazione della pubblica amministrazione piemontese raccontata in una mostra fotografica. Per festeggiare i 40 anni del Csi Piemonte è stato organizzato un percorso ad immagini che ripercorre le tappe fondamentali dell’operato del Consorzio per il sistema informativo. L’evento celebrativo è disponibile anche online dove gli scatti sono catalogati in sezioni che descrivono i progetti e i personaggi che hanno dato impulso alla modernizzazione del lavoro negli Enti pubblici della regione.

Il Csi Piemonte ha anche avviato la prima edizione della “Call for ideas” che mette a disposizione delle risorse economiche per i progetti innovativi nel campo della salute, della cultura e delle competenze digitali.
Internet è stato scelto come strumento complementare per far conoscere la storia dei 40 anni del Csi Piemonte. Alla tradizionale esposizione fisica allestita nella sede del Consorzio per il sistema informativo è stata affiancata quella digitale che rappresenta lo sguardo al futuro che caratterizza l’operato di questa realtà regionale. Il Csi è composto da oltre cento soci, opera anche a livello internazionale e dal 2004 ha partecipato a 85 progetti del valore di 35 milioni di euro.

A chiusura delle iniziative per i 40 anni del Csi Piemonte è stata lanciata la raccolta di proposte per promuovere l’innovazione e l’evoluzione tecnologica nell’ambito della pubblica amministrazione. Possono partecipare “Call for ideas” le università e gli Enti di ricerca che hanno in programma dei piani culturali, informatici e relativi alla salute destinati a promuovere la crescita della regione. Sono proprio la valorizzazione del patrimonio piemontese e l’impiego delle nuove tecnologie in campo sanitario a essere considerati fattori di sviluppo per l’economia piemontese. I progetti che saranno presi in considerazione per essere finanziate con un bando che sarà emesso successivamente ci sono quelli che riguardano la telediagnosi, la teleassistenza e la telemedicina e i servizi per ridurre il digital divide a servizio dei cittadini.
Le proposte vanno trasmesse entro il 31 gennaio 2018.

Nasce la filiera del pane piemontese

Coldiretti impegnata nella promozione della filiera del pane piemontese. L’Ente sta realizzando un progetto che prevede il controllo delle varie fasi della produzione e attesta l’origine regionale degli ingredienti usati nella lavorazione di questo comune alimento. Un’iniziativa a cui si lavora da qualche anno, avvalendosi della collaborazione di consorzi e realtà che operano nel campo dell’agricoltura e dell’immissione sul mercato di prodotti biologici, sempre più ricercati dai consumatori.
Il Piemonte vanta una tradizione consolidata nella panificazione, tanto che esistono almeno una ventina di tipologie di pani diversi diffuse in tutto il territorio: la  biova e la tirassa sono quelle più note.

Il progetto per la filiera del pane piemontese ha l’obiettivo di favorire le lavorazioni artigianali diffuse in tutta la regione e incentivare l’utilizzo del grano tenero coltivato in questo territorio. Nel 2017 la produzione di questo cereale è stata di oltre 5 milioni di quintali e si è concentrata soprattutto nelle province di Alessandria, Torino e Cuneo. In base alla zone in cui è stato coltivato, il frumento piemontese è utilizzato per la preparazione di dolci e biscotti o per il pane.

Il piano per la creazione della filiera del pane piemontese è già stato presentato ai rappresentanti della Regione che si stanno attivando per realizzare in tempi brevi degli accordi tra i vari soggetti che operano in questo ambito. La valorizzazione del grano tenero made in Piemonte si sta concretizzando col progetto per inserire sull’etichetta del pane l’area d’origine degli ingredienti e con un provvedimento simile che riguarda la pasta ed entrerà in vigore a febbraio del prossimo anno.

Si tratta di azioni che hanno anche lo scopo di sostenere l’attività di piccole e medie imprese agricole che coltivano produzioni di qualità, rivendendoli a prezzi molto bassi; i consumatori ne trarranno un vantaggio specialmente in termini di garanzia di quanto acquistato.

Giornata mondiale contro l’Aids, le iniziative di Lila Piemonte

Uno spettacolo benefico per raccogliere fondi a sostegno delle iniziative della Lila. L’1 dicembre, la Giornata mondiale contro l’Aids, l’associazione proporrà una rappresentazione scritta da un volontario e incentrata sul problema della diffusione del virus dell’Hiv. Oltre a portare sul palco una tematica che riguarda la salute di adolescenti e adulti, la sezione piemontese organizza degli incontri coi ragazzi delle scuole e test per conoscere il grado di sieropositività.

In Piemonte lo scorso anno ci sono stati 250 casi di Aids, ma è cresciuta l’attenzione e la conoscenza dell’Aids per merito delle campagne informative promosse da associazioni come Lila. Il programma della Giornata mondiale contro l’Aids prevede anche altre iniziative che si svolgeranno il 30 novembre e il 2 e 3 dicembre. Alla sede dell’associazione a Torino e nei centri commerciali “I viali” e “Le due valli” di Nichelino e Pinerolo i volontari parleranno di Hiv e illustreranno i comportamenti migliori per confrontarsi con le persone che hanno contratto l’Aids. Sui tavoli degli stand ci saranno opuscoli, materiale informativo e preservativi in distribuzione gratuitamente al pubblico. Personale qualificato si occuperà dei test salivari e di quelli per l’alcool, nella serata di sabato.

Lo spettacolo che andrà in scena a Pinerolo in occasione della Giornata mondiale contro l’Aids è un’anticipazione della rappresentazione “On Broadway” in programma il 22 dicembre. Un omaggio ai più grandi recital, da “La bella e la bestia” a “Footloose” fino a “Flashdance” e a “Dirty dancing”, con cui la Lila vuole trasmettere un messaggio di solidarietà e di inclusione sociale nei confronti di chi ha contratto l’Hiv. L’1 dicembre ci sarà spazio anche per gli interventi sulle prospettive di cura dell’Aids e sugli effetti sociali e culturali che questa malattia comporta.
Negli ultimi trent’anni è diminuita la paura dell’Aids, ma ci sono ancora persone che ritengono che l’Hiv possa colpire solo alcune categorie a rischio. In realtà, il virus si trasmette soprattutto attraverso i rapporti sessuali non protetti e in minima parte usando le siringhe infette.

Prevenzione degli incendi in Piemonte, in quota necessari bacini d’acqua

Bacini anche artificiali in quota per la prevenzione degli incendi in Piemonte. L’Uncem, a seguito delle fiamme divampate in alcune zone della regione tra ottobre e novembre, ha definito le linee guide per gli interventi da attuare in caso di situazioni di emergenza: un documento che illustra nei principi di base le modalità per gestire gli incendi e le emergenze causate dalla siccità e da atti vandalici. In Piemonte c’è oltre un milione di ettari di boschi che vanno tutelati anche per evitare il dissesto idrogeologico; per far fronte a queste situazioni esistono i piani forestali, la cui gestione può essere affidata alle Unioni montane per fornire direttive valide per l’intero territorio.

L’Uncem propone di usare i laghi alpini come riserve in caso di incendi, o dove non esistenti, realizzare in ogni Comune dei bacini artificiali di almeno 10-20mila metri cubi da cui attingere l’acqua per spegnere le fiamme. Opere di questo tipo  potranno essere realizzate con le risorse del Piano nazionale invasi che rientra nella legge di stabilità 2018 e mette a disposizione dei soggetti pubblici oltre 3 miliardi di euro. Anche l’impiego delle nuove tecnologie è previsto nelle azioni di prevenzione degli incendi in Piemonte. Durante alcuni interventi sono state usate le onde sonore a bassa frequenza o il fire fighting turbine, una turbina che crea un vortice con acqua nebulizzata che spegne le fiamme. Altri dispositivi che aiutano i volontari nei casi di emergenza sono le telecamere termiche installate sugli automezzi che garantiscono la visione attraverso il fumo e sono utili a localizzare i focolai degli incendi.

La prevenzione degli incendi in Piemonte deve essere strutturata in azioni coordinate tra i gruppi della Protezione civile, Aib, Croce Rossa e Vigili del fuoco e perciò la formazione dei volontari che partecipano alle operazioni. Uncem è disponibile a organizzare dei corsi di aggioramento destinati ai componenti delle associazioni e a fornire informazioni e spiegazioni agli amministratori che vogliono accedere allo European forest fire information system (Effis), il sistema che riunisce una serie di mappe interattive per monitorare la situazione. La valutazione del patrimonio boschivo intaccato dagli incendi deve tenere conto dell’uso del suolo, del tipo di proprietà della funzione e del danno provocato dalle fiamme per gestire meglio questa risorsa.

Dall’Europa fondi per i materiali avanzati e la chimica sostenibile

Opportunità di finanziamento per le piccole e medie imprese che sviluppano i materiali avanzati e la chimica sostenibile. Nei prossimi mesi si apre il triennio conclusivo del programma europeo Horizon 2020 che mette a disposizione risorse finanziare per l’innovazione e la ricerca: per il periodo 2018-2020 sono stati stanziati circa 30 miliardi, parte dei quali è destinata ai soggetti che realizzeranno progetti per l’industria chimica e contribuiranno allo sviluppo del settore secondario e di quello dei servizi.

Il polo d’innovazione regionale Cgreen, realtà che riunisce quasi 200 imprese, università e organismi di ricerca, da gennaio offrirà consulenza nella realizzazione dei progetti da presentare alla Commissione europea per ottenere i contributi di Horizon 2020. Nelle prossime settimane gli operatori di Cgreen illustreranno nel dettaglio il programma europeo e i suoi effetti sullo sviluppo economico regionale nell’ambito di settori innovativi come le nanotecnologie, le biotecnologie, i sistemi avanzati di produzione, i materiali avanzati e la chimica sostenibile.

Facilitare l’accesso ai fondi europei è un modo per sostenere la crescita delle piccole e medie imprese piemontesi, molte delle quali si muovono nel comparto dell’innovazione e della ricerca. I finanziamenti disponibili per i materiali avanzati e la chimica sostenibile rientrano nelle risorse stanziate per la digitalizzazione e la trasformazione dell’industria e dei servizi e sono quantificabili in quasi due miliardi. Le aziende che vogliono richiedere questi contributi devono realizzare dei progetti che implementino la competitività delle imprese, creino posti di lavoro e si sviluppino coerentemente ai cambiamenti della società.

Cgreen si pone come collegamento tra le aziende e il mondo della ricerca e mette in primo piano progetti industriali collaborativi, spesso co-finanziati dalla Regione Piemonte. Le piccole e medie imprese che intendono avvalersi dei fondi Horizon 2020 per i materiali avanzati e la chimica sostenibile possono rivolgersi agli esperti del polo Cgreen per avere una prima valutazione dell’idea progettuale. I contatti sono reperibili sul sito ufficiale.

Start up innovative piemontesi, crescita moderata a due mesi dalla fine del 2017

Spazio alle imprese che producono beni e servizi tecnologici in Piemonte. La regione del Nord-Ovest è tra quelle in cui è presente il maggior numero di start up innovative con le sue 463 aziende registrate alle Camere di commercio (aggiornamento ottobre). Al Piemonte spetta il sesto posto a livello nazionale per capacità di creare opportunità di crescita con progetti che guardano al futuro, dopo Lombardia (1831 imprese di questo tipo), Emilia Romagna (859), Lazio (787), Veneto (711) e Campania (603). Alcune start up innovative piemontesi si sono distinte per l’originalità e la modernità di applicazioni per dispositivi mobili e macchinari per l’industria o di prodotti che trovano impiego nel campo della chirurgia.

Rispetto alla fine dello scorso anno, il numero delle imprese in fase di avvio con progetti che uniscono tecnologie e ricerca è salito di 54 unità (a dicembre 2016 erano iscritte al registro 409 aziende). Le start up innovative piemontesi che sono state inserite nel database delle Cciaa regionali operano nei settori del turismo, in particolare agenzie di viaggio, dell’informazione e della comunicazione, delle attività scientifiche e tecniche e dell’istruzione. Non mancano poi esempi di imprese moderne che fabbricano macchinari ed apparecchiature speciali e prodotti chimici.

A favorire la nascita e la crescita delle aziende innovative nella regione sono soprattutto gli incubatori certificati, realtà che seguono gli imprenditori dall’idea iniziale per il proprio business all’entrata sul mercato. A sviluppare le start up innovative piemontesi sono tre poli, localizzati a Torino e Novara e collegati alle Università. I centri sostengono le aziende con progetti nell’ambito dell’Ict-digital, cleantech, medtech e della social innovation. Negli incubatoi certificati gli imprenditori possono partecipare a percorsi di formazione che forniscono le basi per gestire un’attività, partendo dalla realizzazione del business plan all’illustrazione dell’iter burocratico necessario a costituire la società. Gli esperti a disposizione si occupano anche di far conoscere le idee delle start up ai possibili investitori che decretano il successo dell’attività.
In tutta Italia sono presenti oltre cento realtà simili, dislocate soprattutto al Nord e al Centro e in crescita al Sud.

Meno morti per incidenti in Piemonte e Valle d’Aosta

Diminuisce l’indice di mortalità a seguito di incidenti in Piemonte e Valle d’Aosta nel periodo 2010-2016. La media dei morti sulle strade in queste zone del Nord-Ovest ha registrato un decremento: in Piemonte è passata da 2,4 a 2,3 deceduti ogni 100 scontri tra vetture, in Valle d’Aosta è scesa da 3 a 1,1. Il dato medio nazionale nel periodo considerato si è attestato invece a 1,9. Le statistiche che si riferiscono agli incidenti stradali nelle due regioni è stato diffuso dall’Istat che ha individuato anche i principali nemici della sicurezza degli automobilisti piemontesi e valdostani: distrazione al volante, velocità, precedenze e distanza di sicurezza non rispettate.

Anche per il solo 2016 le statistiche confermano in generale un numero inferiore di situazioni pericolose sulle strade delle due regioni rispetto all’anno precedente. In Piemonte ci sono stati 10.905 incidenti (2,1% meno del 2015) con 247 morti (+0,4%) e 15.792 feriti (-3%). In Valle d’Aosta gli scontri tra vetture sono stati 285 (due più del 2015) con 386 feriti (-5,4% ) e 3 morti (-57,1%). Nonostante i dati evidenzino un miglioramento della sicurezza sui percorsi dei territori considerati, in Piemonte permangono delle criticità nel raggiungimento degli obiettivi dell’Ue per la riduzione del 50% della mortalità sulle strade entro il 2020. I Programmi europei per la sicurezza stradale prevedono azioni mirate per gli utenti vulnerabili, bambini, giovani e anziani, che sono spesso vittime di incidenti: nell’area piemontese nel 2016 la quota di questi soggetti morti a causa di scontri è stata del 44,1%, mentre nel territorio valdostano il dato è nullo. Nel periodo 2010-2016 in Piemonte si è registrato un aumento del 4,1% (da 16,5% a 20,6%) dei pedoni deceduti, soprattutto anziani, quota superiore al resto della penisola.

Gli incidenti in Piemonte e Valle d’Aosta con decessi avvengono soprattutto sulle strade extraurbane e sulle autostrade. I percorsi più pericolosi sono: l’A4, Torino – Milano, l’A21, Torino – Piacenza, l’A5, Torino – Aosta, e la SS26 per il traforo del Monte Bianco. Come noto, il venerdì e il sabato sono le serate col maggior numero di incidenti mortali, specialmente al rientro da feste e discoteca. Tra maggio e ottobre, periodo che coincide con gli spostamenti per le vacanze, si registra la concentrazione più alta degli incidenti in Piemonte; in Valle d’Aosta il lasso di tempo è compreso tra luglio e ottobre.

La Regione Piemonte finanzia i progetti Piedibus e Bicibus nelle scuole

Educazione stradale e sostenibilità ambientale nelle scuole coi progetti Piedibus e Bicibus. Gli istituti educativi piemontesi possono accedere in queste settimane alle risorse economiche stanziate dalla Regione per questi progetti. Si tratta di contributi utili a segnalare i percorsi casa-scuola e a realizzare in orario scolastico iniziative collaterali sulla viabilità e la mobilità pedonale e ciclabile. I progetti di Piedibus e Bicibus sono momenti educativi per i bambini e i ragazzi delle scuole del primo ciclo di studi. In compagnia di nonni e volontari di associazioni che si occupano di mantenere l’ordine lungo il tragitto, i giovani imparano le regole della strada e conoscono meglio le zone circostanti la scuola che frequentano.

Oltre agli itinerari a piedi o in bicicletta, i progetti Piedibus e Bicibus contemplano anche altre iniziative che ogni istituto può organizzare per formare la coscienza civica degli studenti. Favorire gli spostamenti senza  vetture da casa alla sede delle aule, poi, è importante per ridurre l’inquinamento e promuovere uno stile di vita sano tra i più giovani. Il patentino del pedone, le manifestazioni incentrate sulla mobilità sostenibile soprattutto nelle città e permettere ai ragazzi di avvicinarsi al lavoro del vigile urbano, multando simbolicamente i genitori che lasciano la vettura in divieto di sosta o sulle strisce pedonali rendono più divertente l’educazione stradale.

La Regione erogherà alle scuole che organizzano il Piedibus e il Bicibus un finanziamento tra 2mila e 7mila euro da usare per la segnaletica del percorso, l’acquisto dei materiali, l’abbigliamento per i partecipanti e delle rastrelliere per le biciclette. Rientrano anche i costi sostenuti per corsi e momenti di formazione sulle tematiche della città green e degli spostamenti ecologici proposti agli studenti. I progetti e le iniziative vanno presentate entro il 24 novembre prossimo; la rendicontazione delle spese sostenute durante quest’anno scolastico per il progetto, invece, deve pervenire entro il 30 novembre 2018.

Design piemontese in crescita nell’ultimo anno

Cresce il settore del design piemontese anche per merito dell’internazionalizzazione delle aziende e delle esportazioni. Nell’ultimo anno l’economia della creatività ha fatto registrare un aumento dell’8,7% di fatturato e un incremento del numero degli addetti che operano in questo ambito (+3,5%). Una maggiore propensione alla collaborazione e alla sinergia hanno ampliato la clientela e fatto conoscere le eccellenze regionali anche al di fuori dei confini italiani.

Il settore del design piemontese genera un fatturato di oltre 14 miliardi di euro e offre lavoro a più di 70mila persone in 2.600 aziende. Le province in cui si concentra la maggior parte delle attività di questo tipo sono: Torino (66%), Cuneo (10%), Alessandria e Novara (7%). Sono soprattutto le realtà di piccole dimensioni con meno di 5 addetti e fatturato inferiore a 100mila euro all’anno a rappresentare il settore, molte delle quali operanti nel campo dei servizi. Nelle società più grandi il design rientra nel procedimento produttivo che porta alla realizzazione di diversi tipi di prodotti.

L’originalità del design piemontese si trova sia in ambiti tradizionali come l’arredamento, gli elettrodomestici e l’illuminazione, che in campi più moderni, i servizi per la comunicazione, la creazione di progetti grafici per il web e la multimedialità. Molte aziende regionali si occupano della creazione di capi di abbigliamento, gioielli, elettronica o mezzi di trasporto o della realizzazione di materiali da esporre alle fiere e merchandising.

Rispetto a 5 anni fa le esportazioni di prodotti di design piemontese sono incrementate del 7%, grazie soprattutto all’apertura verso i mercati esteri di aziende che operano nel campo della mobilità, dei servizi e della moda.  La creatività made in Piemonte si vende in Francia, Stati Uniti, Germania, Inghilterra e Cina.
Numerose realtà imprenditoriali hanno trovato nuovi clienti puntando sulla collaborazione che si è concretizzare nella creazione di luoghi in cui si attua la progettazione innovativa, come FabLab o Talent Garden.