La liberazione di Asia Bibi. Una liberazione parziale: rimane ancora in Pakistan

A seguito dell’ assoluzione da parte della Corte Suprema e appelli internazionali Asia Bibi è stata rilasciata

 

Le notizie della sua liberazione sono poche e fuorvianti, ma sembra essere una notizia certa solo che la donna è stata trasferita.

Portata via dal carcere di Sheikhupura, nel Punjab, ora dovrebbe essere ad Islamabad, sotto protezione. Il ministero degli Esteri pakistano ha smentito le voci secondo cui Asia Bibi avrebbe lasciato il paese.

Asia Bibi dovrà forse affrontare un nuovo processo per via  della richiesta accolta dalla Corte Suprema di un giudice islamista di rivedere l’assoluzione. Questo senza dubbio ostacolerebbe la possibilità della donna e dei suoi familiari a lasciare il Pakistan.

Una liberazione vera e propria, quindi, non lo è affatto. Rimane ostaggio comunque di un Pakistan in cui la minoranza cristiana è oltremodo perseguitata dagli estremisti islamici.

Asia per otto anni ha vissuto quasi sempre in isolamento professandosi sempre innocente dalle accuse di blasfemia.

 

 

 

Da notizie trapelate, durante il processo che portò alla condanna di Asia, il suo avvocato venne minacciato con una pistola alla tempia da un cancelliere. Il governatore del Punjab, Salmaan Taseer, che prese le sue difese, venne ucciso nel 2011 da una sua guardia del corpo. Due settimane dopo, altro sangue per l’uccisione del ministro per le Minoranze religiose, Shahbaz Bhatti.

Un leader islamista ha detto che anche i tre giudici della Corte Suprema “meritavano di essere uccisi”.

Un portavoce del partito Tehreek-e-Labaik (TLP), partito che ha portato scompiglio in molte città per diversi giorni, ha detto che la liberazione di Asia Bibi ha violato il loro accordo con il governo. Il loro portavoce, Ejaz Ashrafi, ha anche dichiarato che “I governanti hanno mostrato la loro disonestà”.

Dal 1990, almeno 65 persone sono state uccise in Pakistan a causa delle accuse di blasfemia.

Un altro bicchiere d’acqua, come per Asia Bibi, costò la vita ad un giovane cristiano pakistano, Sharon Masih. Sharon fu ucciso dai compagni di classe in un istituto superiore nel Sud del Punjab pakistano.  Unico cristiano in una classe di giovani musulmani che l’hanno ritenuto “choora”, ossia impuro, sporco.

In un paese dove i musulmani sono il 95% e i cristiani appena il l’1,6%, le persecuzioni sono all’ordine del giorno e in molti casi insulti e accuse finiscono com per Sharon. Adesso che gli occhi di tutto il mondo sono puntati su Asia, si spera fortemente nella liberazione e nella salvezza della donna e della sua famiglia.

Antonella Falabella

Dai numeri alle lettere e dal bianco e nero al rosa. Alla ricerca continua del cambiamento!

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