Al Palazzo di Giustizia di Milano la mostra “Malati psichici e disabili durante il nazionalsocialismo”, un’occasione per conoscere e riflettere

Aperta il 7 gennaio al Palazzo di Giustizia di Milano e inaugurata il 10, la mostra resterà visitabile gratuitamente fino al 16 febbraio.

La Fondazione Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, e la Società Italiana di Psichiatria hanno portato il loro contributo alla mostra storica Schedati, perseguitati e sterminati. Malati psichici e disabili durante il nazionalsocialismo con l’intenzione di ripercorrere gli orrori del passato per acquisire una maggiore consapevolezza su quelli che si consumano oggi.

L’allestimento della mostra all’interno del Tribunale di Milano ha un significato etico e morale che emerge dal tentativo di rendere giustizia a chi, nelle persecuzioni e nei pregiudizi, non ha potuto averla.

La mostra, iniziata nel 2014 nel Parlamento tedesco a Berlino, ideata dalla Società Tedesca di Psichiatria, Psicoterapia e Psicosomatica, ha toccato prima di Milano altre città, Vienna, Osaka, Toronto e Città del Capo. In collaborazione con la Fondazione Memoriale per gli Ebrei Assassinati d’Europa e la Fondazione Topografia del Terrore di Berlino, la mostra è arrivata in Italia lo scorso anno. Prima di Milano è stata allestita a Roma, Bolzano, Trento, Collegno e Cagliari con l’adattamento realizzato da Netforpp e con la creazione di una sezione esclusivamente italiana curata dalla SIP.

Organizzata in due sezioni, quella tedesca che ripercorre le tappe della persecuzione dei malati psichici e disabili durante il nazionalsocialismo e la parte italiana, denominata Malati, manicomi e psichiatri in Italia, dal ventennio fascista alla seconda guerra mondiale,  che illustra le condizioni dei malati mentali ai tempi del fascismo e delle leggi razziali, la mostra restituisce alle persone coinvolte da queste dinamiche inumane quell’individualità che voleva essere eliminata da coloro che hanno perpetrato questi crimini.

Inumanità, questa parola chiave non descrive solamente la natura delle vicende testimoniate dalla mostra. Memory against Inhumanity è infatti il nome del progetto lanciato da Netforpp e cofinanziato dall’Unione Europa che ha come obiettivo quello di sensibilizzare le giovani generazioni.

Utilizzando i contenuti della mostra, gli studenti liceali di quattro paesi europei hanno prodotto dei cortometraggi che saranno presentati il 28 gennaio 2019 nell’Auditorium Martinotti dell’Università degli Studi Milano-Bicocca, in occasione dell’evento conclusivo. Al più votato sui social-network sarà conferito il Mai Più Global Award.

I cortometraggi possono essere visionati su YouTube ricercando la playlist Mai Più Contest.

I filmati dei liceali offrono la possibilità di riflettere attraverso l’approccio di giovani che mettendosi in gioco con questo progetto dimostrano quanto ancora sia necessario lavorare per raggiungere una condizione di effettiva parità dei diritti e della dignità.

Nel restituire alle vittime del passato la giustizia e l’accettazione viene messo in luce il profondo disagio della società attuale dove l’altro, il “diverso”, rischia l’emarginazione. Nella fitta rete delle ansie sociali, costruite e strumentalizzate, non ci sono solo le vittime dirette di queste ingiustizie ma anche coloro che, soggiogati dalla forza dei mass-media, hanno perso la capacità di osservare il mondo con umanità.

La storia si connette al presente invitando ogni persona a raggiungere la consapevolezza che prima di ogni altra etichetta siamo tutte persone, vicine nel nostro essere umani e nelle sofferenze che non devono essere ignorate, minimizzate, rese invisibili da una diversità apparente.

Una mostra per apprendere e per ricordare, un grande progetto che invita a non voltare la testa dall’altra parte perché l’ingiustizia subita da uno è un danno per tutti e l’entità del dolore generato dall’indifferenza è una ferita astorica che dovrebbe cessare di essere perpetrata.

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