Pensando al Natale vengono in mente le luci colorate, l’omone vestito di rosso che porta i regali, le renne che trainano la slitta, JingleBells, ma non di certo gli infarti.

Invece, secondo uno studio svedese della Lund University, lo stress emotivo della Vigilia di Natale può aumentare il rischio di infarto. Sembra, inoltre, che questo avvenga maggiormente intorno alle ore 22 del 24 Dicembre. I ricercatori hanno analizzato gli attacchi cardiaci verificati nel periodo che va dal 1988 al 2013, presenti nel registro Swedeheart, ed hanno notato questa coincidenza. Durante le festività natalizie, si legge, il rischio di infarto aumenta del 15%; mentre il giorno della Vigilia arriva fino al 37%.

Le persone maggiormente a rischio sono gli anziani e le persone malate, sia di disfunzioni cardiache che di altre patologie generiche. In questi soggetti, il forte stress unito magari alla tristezza, può diventare insostenibile fino a sfociare in un arresto.

Cos’è l’infarto miocardico

Con il termine infarto del miocardio, o infarto miocardico, si intende la necrosi del tessuto muscolare al livello del cuore. Tale effetto è provocato da un’ischemia prolungata, solitamente dovuta ad un trombo: l’offerta di ossigeno che arriva al cuore non soddisfa pienamente la richiesta.

L’ischemia può provocare un’ostruzione parziale o totale della coronaria.

Le patologie cardiovascolari sono le prime responsabili della morte nei Paesi sviluppati. Secondo alcuni studi solo la metà dei soggetti colpiti da infarto riesce ad arrivare viva in ospedale, di questa quasi il 40% riesce a sopravvivere. E’ molto importante, quindi, riconoscere i sintomi delle ischemie miocardiche in tempi estremamente brevi.

Alcuni dei fattori che aumentano il rischio di infarto sono l’obesità ed il sovrappeso, il diabete mellito, l’ipertensione arteriosa, l’ipercolesterolemia, il fumo di sigaretta, l’abuso di alcool e lo stile di vita sedentario.

Sintomi dell’infarto

Solitamente, l’infarto cardiaco, si presenta con il dolore. Quest’ultimo si irradia al centro del torace e tende ad estendersi verso la spalla ed il braccio sinistri.

In rari casi, con un infarto di tipo diaframmatico, il dolore insorge nella regione gastrica e può venire facilmente confuso con il mal di stomaco.

Il dolore è descritto come molto forte, di tipo costrittivo, e dura dai 30 ai 40 minuti. Esso non migliora né con il riposo né dopo l’assunzione di farmaci.

Alcuni sintomi di intensità minore, ma quasi sempre presenti, sono la stanchezza e la nausea, a volte accompagnata dal vomito.

Nei pazienti anziani, inoltre, è possibile riscontrare disorientamento e confusione mentale.

Classificazione degli infarti

Tramite l’elettrocardiogramma effettuato a seguito dell’attacco cardiaco, è possibile suddividere la disfunzione in diverse tipologie.

  • Tipo 1: infarto spontaneo, dovuto alla rottura o all’erosione della coronaria con conseguente trombosi.
  • Tipo 2: infarto causato da uno squilibrio tra richiesta ed offerta di ossigeno. Si presenta in caso di aritmia, insufficienza respiratoria o ipertensione arteriosa.
  • Tipo 3: morte cardiaca improvvisa. Essa sipresenta prima di qualsiasi riscontro di laboratorio.
  • Tipo 4: infarto correlato ad un intervento(stent).
  • Tipo 5: infarto associato ad un intervento di bypass aorto-coronarico.
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