La guerra dei pupazzi rossi. Gabibbo vs Big Red

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Il pupazzo rosso che accompagna ormai da più di 30 anni il dopocena di milioni di italiani grazie al programma televisivo Striscia la notizia é al centro di un complicato caso legale che vede coinvolta l’Italia e gli Stati Uniti.

Si riapre infatti in questi giorni la disputa tra Mediaset e Ralph Carey, ideatore e creatore del pupazzo mascotte dell‘Università del Kentucky (Western Kentucky University) effettivamente molto simile al protagonista con l’accento ligure del pre serata di Canale 5, diventando così i protagonisti del “caso Gabibbo”.

Carey accusa il programma di Antonio Ricci, ideatore del programma, di aver preso ispirazione dalla sua creazione per dare forma al famoso ed immortale Gabibbo (apparso per la prima volta nel programma di Canale 5 il 1 ottobre 1990. Big Red invece avrebbe fatto la sua prima comparsa nel 1979), fatto che viene smentito categoricamente da Striscia la notizia, facendo riferimento anche alla sentenza della Cassazione che ha nuovamente confermato l’esclusione di qualsiasi plagio, non accettando così le accuse mosse dall’americano.

L’origine e gli sviluppi

La vicenda ebbe inizio nel 2002 quando la Western Kentuchy University decise di fare causa a Mediaset e Fininvest chiedendo di evitare la messa in onda e la partecipazione al programma del pupazzo rosso simbolo indiscusso di Striscia la notizia, conosciuto come Gabibbo poiché troppo simile alla mascotte dell’ateneo. La prima risposta sulla questione arrivò nel 2007 quando il Tribunale di Ravenna dichiarò insussistente la denuncia di contraffazione  Il giudizio venne poi confermato nel 2011 dalla Corte d’Appello di Bologna e nel gennaio 2017 la prima sezione civile decise di rigettare i ricorsi sostenendo che il pupazzo Big Red non raggiungeva la soglia della creatività minima per la tutela”, non essendo quindi particolarmente originale.

La situazione attuale

La strategia di Alberto Gambino, avvocato italiano incaricato da Carey, è quella di seguire la via del plagio evolutivo, ipotesi che Mediaset continua a negare ricordando come “la Cassazione abbia già confermato l’esclusione di qualsiasi plagio e contraffazione (…). Affermare quindi che Big Red costituisce un plagio è falso e diffamatorio”.

Ad oggi sembra impossibile pensare ad un futuro di Striscia la Notizia senza il pupazzo rosso più famoso d’Italia che accompagna ormai da trent’anni generazioni d’italiani durante la cena e il post cena. Intanto sembra che il Gabibbo e Big Red continuino a fare il proprio lavoro senza pensare ai soldi in gioco nella causa.

 

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