Recensione del libro la rana bollita di Marina Iannorta

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Recensione del libro la rana bollita di Marina Iannorta

Ho trascorso la settimana scorsa al mare, sulla costa abruzzese, nella provincia di Chieti. Le famiglie erano assenti perché la scuola è terminata solo sabato.  In compenso c’erano molti turisti stranieri che con le bici, a piedi o con il compagno a quattro zampe si muovano indisturbati sulla sabbia.

Devo ammettere che è stato molto rilassante riposare sul lettino con le spiagge semi vuote. Nessun fastidio e nessun problema nel spostare la sdraio o direzionare l’ombrellone a proprio piacimento.

Come lettura estiva ho scelto il libro la rana bollita di Marina Iannorta, la quale seguo con molto piacere nel suo blog My way blog.

Spesso, infatti, offre interessanti spunti di riflessione sul nostro modo di vivere e su come affrontiamo le difficoltà. E lo fa attraverso i libri che incrociano la sua esistenza.

Manuali di auto aiuto, concetti e visioni di psicologi o analisti alquanto particolari che coinvolgono e fanno riflettere.

Questa volta però all’interno del libro la rana bollita c’era solo lei, con tutte le sue insicurezze e le sue fragilità.

Già mettersi a nudo in una società che richiede e pretende la perfezione è da considerarsi un gesto eroico, se poi lo si fa aggiungendo anche un tema scottante come l’ansia l’ammirazione raggiunge il suo culmine.

Sì, perché, come lei stessa ammette, l’ansia è quasi un problema da riferire sottovoce, una scusa per non affrontare le paure e nascondere la testa sotto la sabbia.

Invece ha radici molto profonde che faticano a sradicarsi e che bloccano la persona in atteggiamenti auto punitivi e flagellanti.

Ognuno di noi ha delle debolezze che non vorrebbe ammettere nemmeno a sé stesso, ma sono lì, a ricordarci che in fin dei conti siamo umani.

Mi sono ritrovata in molte delle situazioni presentate da Marina, nonostante possa dire di non soffrire di ansia.

Eppure le paure ci sono e più le lasciamo scorrazzare libere nel nostro animo e più si fortificano. Il segreto sta proprio nell’affrontarle e prendere coscienza del fatto che esistono e vivono a fianco a noi.

La cosa più difficile è proprio riconoscere le mille sfaccettature nella quale si nascondono, a volte in una paura di andare da soli al bar oppure nell’affrontare una discussione che ci sembra insostenibile.

Ricerchiamo scuse assurde pur di non prendere una decisione definitiva e sbarazzarci per sempre del problema.

Solo il fatto di poterlo allontanare ci fa sentire sollevati.

Ma in questo modo aggiungiamo forza a una paura che se presa di petto fin dagli arbori può lentamente scemare in qualcosa di leggero e poco importante.

Questo è l’insegnamento che mi ha lasciato il libro la rana bollita, una motivazione per affrontare ciò che più mi spaventa per lasciare spazio all’interno della mia anima, a sensazioni libere e spensierate.

Nascondere la testa sotto la sabbia, proprio in quel momento in cui ero al mare, ha rafforzato grazie all’immagine visiva il concetto, rendendolo ancora più vero.

Siamo al mare, sulla stessa barca, lasciamoci cullare dalle nostre paure ma guardandole dritto negli occhi, perché i capitani delle nostre meravigliose vite siamo noi e nessun altro.

Ti consiglio di leggere il libro la rana bollita di Marina Iannorta e di leggere anche il suo blog (mywayblog.com) perché in compagnia di persone non perfette non possiamo sentirci abbandonati.

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