“La casa è dove qualcuno ti ricorda” Un Progetto del Giovane Fotografo Federico Luzi

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IL terremoto Ha rotto molte cose: le case, le scuole e gli animi. La fotografia ha unito 500 persone e più in un grande progetto.

 

 

Federico Luzi è un giovane aquilano che nel lontano 2009 ha lasciato la Spagna, subito dopo il terremoto dell’Aquila, per tornare nella sua terra natia. Ed è tornato con un grande progetto.

Periodico Daily ha incontrato Federico per far conoscere, anche al resto d’Italia, il suo progetto e di come è nato. Non chiamatelo artista o poeta, anche se lo è, preferisce esser definito ‘appassionato’ anzi, ancora meglio, musicista.
Buona lettura!

La famosa sedia che 'ha visto' le 500 persone partecipanti al progetto
La famosa sedia che ‘ha visto’ le 500 persone partecipanti al progetto

Ciao Federico e grazie per aver accettato di fare questa breve intervista. Cominciamo dal principio, come è nato il progetto?

Il progetto è nato quando stavo a Valencia, ero con i miei coinquilini ed ho detto ‘Sai che bello prendere x persone fargli portare un qualcosa che li rappresenta, come ad esempio un oggetto, e creare un albero genealogico delle passioni della città‘.

Premetto che l’arte per me non è né di destra né di sinistra, è neutrale, e penso che quando uno fa arte deve pensare a fare arte, senza doppi fini. A questo punto mi sono messo all’opera per fare questa cosa ‘malsana’.

Quindi volevo mettere insieme persone di ceti sociali diversi, di culture diverse che vivevano in città e avevano vissuto il terremoto che poi era l’unico elemento che identificava tutte le persone come vissuto. Il bello è che magari una persona non aveva mai frequentato un certo posto e scopre che qualcuno ha le sue stesse passioni e magari diventano amici. Al pensiero di ciò ho detto ‘lascio la Spagna faccio i bagagli e torno a L’Aquila‘.

Torno qui. All’epoca Facebook era nato da poco ma sapevo come sarebbe andata a finire, visto che distribuire i volantini sarebbe stato dispendioso e, a quel tempo, ero solo un fotoamatore. Non ero mai uscito con le mie foto perchè mi vergognavo di quello che la gente pensava del mio lavoro, visto che non ero un prefessionista mi vergogavo. A questo punto scrivo il mio progetto e lo divulgo su Facebook. Le prime foto che ho fatto sono state ai miei amici, e l’unico posto che avevo per fare le foto era la casa di mia nonna che era E*, ma c’era una bella finestra, dal lato sinistro, e questa bella sedia che ormai è diventata famosa. Il primo giorno vengono 10 miei amici, il secondo giorno 15, il terzo giorno se ne presentano 55. E’ andata avanti così per 9 mesi.

Alcuni dei quadri con le foto realizzati da Federico Luzi
Alcuni dei quadri con le foto realizzati da Federico Luzi

Come una gravidanza eheh!

Si, più o meno. Conta 500 persone, solo sabato e domenica per 9 mesi. In certi giorni arrivavo a 75/85 persone. Ed il bello è stato proprio ritrovare in una casa semi distrutta personalità diverse, con cani che giravano, gente che giocava a carte, poi c’è chi si portava la chitarra, io avevo montato la mia batteria e suonavano tutti. Era diventato un posto in cui tutte le persone che avevano vissuto il male del terremoto, li dentro vivevano con una felicità perchè c’era arte, c’era la cultura, si conoscevano le persone, si sentivano parte di un qualcosa. C’era aggregazione.

Dopo 9 mesi, ho lavorato per due settimane per montare il quadro che puoi vedere. L’elaborazione del significato che c’è dietro è stato fatto prima una scritta, LIFE, messa li sotto, poi ho stampato ogni singola foto e messa una sopra l’altra per cercare i cromatismi del bianco e del nero per avere quel risultato. Per due settimane ho ‘giocato’ al mosaico. ho pensato che, di foto, ne ho fatte 500 però se viene qualcuno che non ha potuto partecipare e si vuol fare una foto, farà il calssico selfie, infatti col cellulare si vedrà l’effetto.

LIFE
LIFE

Chiaramente avrei voluto far uscire subito il lavoro, diciamo che qui a L’Aquila non mi hanno mai dato spazio. Conta che all’epoca mi feci lasciare il contributo simbolico di 1€, perchè non volevo fosse un’opera appoggiata da chissà chi ma un qualcosa portata avanti dal popolo, perchè le persone diventavano la vera opera d’arte ed i veri contribuenti. Certo il costo dell’opera non è 500€ ma qualcosa di più, tanto di più. Ora però che ho casa mia glielo dovevo.

Il Nome del Progetto “La casa è dove qualcuno ti ricorda” come è nato?

Vivendo fuori ti manca casa e penso che l’immortalità delle persone viva nel pensiero. Se da qualche parte vieni ricordato con un sorriso, in qualche modo diventi immortale. Quello che io ho qua è quel tipo di arte immortale. Per me, quello che adesso ho qui è che ognuna di queste persone si ricorda me. Un’altra cosa, vedi, li ho messo la foto di una sedia vuota. E’ la 332^ foto ed è dedicata a tutte le persone che non ci sono più, per me è la più bella di tutte.

Come è nato il nome del tuo studio: Frame?

Frame perchè sono un tassello del mosaico. Il frame  è un momento, un istante che in cinematografia è un negativo, ed io sono un negativo nella società. Poi, guardando la volta nello studio, è a nido questo perchè le api lavorano tutte insieme per uno scopo, che nel loro caso è il miele, la società che è presente nel mio quadro ha lavorato per un unico scopo: l’arte.

Altre foto di Federico Luzi dei partecipanti al progetto
Altre foto di Federico Luzi dei partecipanti al progetto

Parlare con Federico Luzi è stato un piacere, non solo per il tipo di progetto che ha portato qui e che con tutte le sue forze e la sua volontà ha voluto e realizzato, ma anche per la sua visione della vita. So che non gli piace essere chiamato artista, ma lo è, ha un animo colorato e sensibile.

E’ stato un piacere conoscerlo meglio, ma ancora di più è stato, per me, un piacere partecipare a questo progetto 9 anni fa.

Come accennava Federico, dobbiamo aspettarci qualche sorpresa per il 10° anniversario del sisma.

La mostra di questo progetto/opera d’arte, sarà visionabile per un mese (dal 6 aprile al 6 maggio) tutti i giorni dalle 18:00 alle 23:00 presso Palazzo Cappa lungo Via XX Settembre.

Link dell’evento —> https://www.facebook.com/events/181538162471123/?event_time_id=181538265804446

 

 

*E identifica un codice che era assegnato agli edifici post terremoto. Partendo dalla A (senza danni) fino alla F (da demolire)

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