Fallimento Vicenza, la crisi come alibi

0
151

Fallimento , la crisi come alibi.

Sta fallendo il Vicenza anche se di fatto è fallito da due anni ma la (in)giustizia italiana ordinaria e quella sportiva hanno fatto finta di non accorgersene.

Colpa della crisi? sicuramente, solo colpa della crisi assolutamente nò.

Il Vicenza meno di due anni fa non aveva i fondi per ripitturare e sistemare gli spogliatoi. Cosa poi fatta con una colletta dei tifosi. Nell’estate 2017 la rosa è stata praticamente rifatta con quasi 40 cambi tra giocatori in entrata e in uscita. Con quali criteri? Con quali fondi?

Stesso discorso per il Modena anche se meno giocatori “spostati”.

In entrambi i casi le “nuove proprietà” non vogliono saldare i debiti pendenti. Allora cosa hanno comprato a fare?

La colpa è del sistema in Italia. I “furbi” sono sempre esistiti, il problema è che spesso si danno alla politica o comprano una squadra di .

Squadre che dichiarano fallimento nel calcio per motivi economici ci sono sempre state non solo in Italia. Il problema è che negli ultimi 15 anni troppi “furbi” hanno prima comprato una squadra per poi cederla ad un prestanome che dichiara fallimento al posto del furbo di turno.

Se la legge italiana sia civile che sportiva punisse tale sistema, ci sarebbero meno casi “Vicenza”.

Il caso più recente è il Modena. Al centro di  presunte varie trattative negli ultimi due anni ma per il tribunale risulta come fallito solo l’ultimo proprietario.

Situazione identica nel 2013 a Padova. Il proprietario Cestaro che aveva interessi economici ben più ampi di quelli calcistici sulla città, visto svanire un possibile boom immobiliare (si parlava del nuovo ospedale da costruire vicino allo stadio) ha mollato tutto a un prestanome onde evitare il fallimento. Avendo anche altre attività sportive sopratutto nell’ambito del Basket dove in campo femminile è proprietario del Schio, non poteva rischiare il fallimento con il Padova calcio.

Tra l’altro la nuova proprietà è stata indagata per alcuni rapporti anomali con il Brescia.

Il furbo dei furbi è l’attuale presidente del Genoa Enrico Preziosi uscito pulito ben due volte prima di acquisire il Genoa. Prima il Saronno il cui fallimento non fu immediato per cui la cosa è stata semplicemente dimenticata. Poi il Como. Il fallimento del Como poco dopo la cessione di Preziosi invece non è passata inosservata. Ha evitato il processo quando era già proprietario del Genoa patteggiando una condanna che però non scontò per indulto. Nessuno ha mai messo in dubbio la sua idoneità a rimanere presidente del Genoa ed elettore in lega calcio.

Altro appartenente alla categoria è l’attuale proprietario del Zamparini. Prima del era stato presidente del Venezia calcio che ha dichiarato fallimento dopo la sua cessione e diverse operazioni di mercato e altro quantomeno dubbie. Presidente e società sono stati indagati per calcio scommesse relativo proprio ad un Genoa-Venezia.

 

Oltretutto poiché le coincidenze spesso non sono coincidenze, Padova, Genoa e Palermo hanno avuto una intensissima attività di scambio giocatori e allenatori tra loro. Perin e El Sharawy in prestito dal Genoa al Padova dove si sono fatti conoscere per fare un esempio.

In misura minore appartiene alla categoria anche Buffon con i suoi rapporti mai troppo chiari con la Carrarese squadra della sua città natale. E come negli altri casi Buffon cede e la squadra fallisce.

Nel 2018 a rischio fallimento e non a caso in vendita è il Palermo. Zamparini minimizza ma visto i precedenti c’è poco da stare allegri.

Visti i precedenti (la lista è molto più lunga) la domanda è come sia stata possibile l’iscrizione al torneo 2017-18 di Vicenza e Modena.

Già sei squadre penalizzate per inadempienze fiscali o contrattuali (stipendi non pagati), la mancata squalifica del Prato per il tesseramento illegale di calciatori stranieri ecc.

Ciliegina sulla torta il Presidente di C invece di dimettersi e andarsene si dimette per concorrere alla presidenza della Figc.

LEAVE A REPLY