Calcio, Buon 40° compleanno a Ringhio Gattuso.

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Partito dalla Calabria per riuscire ad inserirsi nell’immenso mondo calcistico, Gennaro Ivan Gattuso, grazie al suo talento e a quell’innata forza di poter controllare ogni cosa, si è insediato ben bene diventando uno dei leader indiscussi del calcio italiano.

Cresce nel Perugia, squadra che gli offre l’esordio in B e successivamente anche in A, affronta una breve esperienza anche all’estero prima di far ritorno nella sua amata Italia dove veste la maglia della Salernitana  per una sola stagione. Il salto di qualità, quello che lo proclamerà ‘Ringhio’, arriva nel 1999, quando si trasferisce a Milano per indossare ‘definitivamente’ la sola maglia rossonera. E ci resta per i seguenti 13 anni, vincendo una Coppa Italia, due Campionati, due Super Coppe Italiane, due splendide Champions League, due Super Coppe Uefa e una Coppa del mondo per club.

In Nazionale, per via della sua grinta e la sua aggressività, viene convocato nel 2000 dal grande Dino Zoff, e da allora, fino alla fine della sua carriera, la maglia azzurra, da dosso, non la leverà più. Partecipa a due Campionati Europei, ad una Confederation Cup e a ben tre Mondiali, vincendo quello del 2006 in Germania.

Oggi ‘Ringhio’ compie i suoi primi 40 anni che vanno direttamente a coronare una brillantissima carriera caratterizzata da successi e trofei. Nulla di meglio per un calciatore. Per un bambino che ambiva a diventare un semplice e umile pescatore!

In veste di neo-allenatore del suo amato Milan, Gattuso, non si è certo accontentato dei tanti riconoscimenti vinti, tant’è che, da ottimo traghettatore, è voluto tornare a Milanello per cercare di ‘rialzare’ questo Milan un po’ troppo indietro rispetto alle posizioni che, in realtà, merita di occupare.

Considerato l’anima del Milan, la società e i dirigenti, dopo l’esonero di Vincenzo Montella, hanno ben pensato di offrire questa grande opportunità a colui che, allo stesso club, ha obiettivamente lasciato il segno. Urla, sbraiti, continui incitamenti, applausi, salti e tante ‘ringhiate’ stanno regalando al calabrese un’esperienza più unica che rara.

Un guerriero, ecco come è sempre stato definito Rino Gattuso da avversari, compagni e allenatori. Un uomo con un fortissimo spirito di sacrificio. Uno che la vuole sempre vinta. Uno che è sempre entrato in campo con una fame da lupi. Uno che a furia di urlare, di ‘ringhiare’ nel suo caso, le cose le deve, prima o poi, per forza ottenere. E da buon meridionale qual è, il suo essere ‘cazzuto’ ha sempre e da sempre divertito e inorgoglito i suoi innumerevoli tifosi.

Uno umile, insomma. Uno di quelli che la testa non se la monta manco se arriva a toccare il cielo. E proprio in una delle sue ultime interviste, Gattuso, ha appunto, umilmente, dichiarato questo : “Non so come tirare le punizioni e non so come si fa un assist, eppure ho vinto un Mondiale”.

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