La bandiera della discordia.

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La della discordia.

Una bandiera è bastata per dare l’ennesima pessima prova di ignoranza storica cronica della classe politica italiana e di una buona fetta di stampa.

Un ministro, un generale e nemmeno il direttore responsabile (non ricordo il nome) dei tg Rai hanno saputo distinguere una COPIA di un vessillo tedesco chiaramente antecedente al 1920 da una brutta copia usata a torto e NON IDENTICA ma simile al 99% da frangie neonaziste o presunte tali.

In primo luogo nessuna delle due centra minimamente con le reali bandiere naziste.

Secondo la bandiera della marina militare tedesca tra il 35 e 45 era ROSSA con le svastiche.

Terzo (basterebbe solo questo) per distinguere le due è sufficiente guardare la testa dell’aquila per distinguere le due bandiere.

Quarto, ulteriore prova della ignoranza sia dei neonazisti che degli italiani è che nei due vessilli ( contrariamente a molte bandiere hitleriane e non solo) manca quasi completamente il colore “antiebraico” per eccellenza cioè il rosso.

Quinto, l’aquila “modificata” è tuttora legalmente e regolarmente utilizzata su bicchieri, tazze, stemmi cittadini ed era usata anche sulle divise sportive della Germania Occidentale.

Sesto: la vera nazione NON ARABA che dopo il 1945 abbia colpito maggiormente la popolazione ebraica è stata l’Unione Sovietica.

Per oltre 30 anni gli ebrei “dichiarati” sono stati esclusi sistematicamente da:

  • Alti gradi delle forze armate (come carne da cannone andavano bene)
  • Posti chiave nelle università
  • Personale diplomatico presso le ambasciate estere
  • Kgb

A tale proposito và ricordata l’affermazione di un diplomatico sovietico passato da a Londra (primi anni 80) secondo cui non c’erano ebrei dove lavorava lui.

Nessuno ha mai pensato in Italia di togliere i simboli comunisti benchè l’ideologia fosse palesemente antisemita.

[Tralascio volutamente la questione della fornitura di armi dell’Urss all’ prima delle varie guerre arabe contro ]

Anche se i politici sono spesso i primi a dimenticarlo, per legge (mica solo in Italia) forze dell’ordine, membri della chiesa, chi ha un ruolo politico di un certo livello ecc. sono tenuti a certi comportamenti. Per rimanere sul tema di vessilli e bandiere oltre ai riferimenti fascisti e/o nazisti ci sono altri “limiti”. Ad esempio sarebbe reato esporre all’esterno di una caserma scritte del tipo: votate si/no al referendum (quale non conta), votate il partito x ecc.

Anche esporre all’esterno “esageratamente” la fede calcistica potrebbe essere sanzionabile.

Discutibile (sanzionabile??) la scelta di un comandante dei di essere presente in divisa fuori servizio a un comizio referendario.

Discutibile sarebbe probabilmente mettere la bandiera tedesca all’esterno in bella vista. Un simile “casino mediatico” per l’errore di quattro …….. può succedere solo in Italia a pochi mesi dalle elezioni.

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