No alternanza scuola-lavoro. Studenti in sciopero

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Le organizzazioni studentesche hanno indetto, per venerdì 13 ottobre, una mobilitazione contro uno degli aspetti più controversi della Legge 107, l’alternanza scuola – proposta dalla Buona Scuola di Renzi. Per gli studenti l’alternanza è educazione alla precarietà.

“L’alternanza scuola- lavoro- spiega Francesca Picci di Unione degli Studenti- presenta delle contraddizioni evidenti: dal costo dei trasporti e dei percorsi, all’incongruenza formativa, fino ad arrivare allo sfruttamento del lavoro gratuito”. Secondo un inchiesta condotta da Unione degli Studenti, il 57% degli studenti frequenta percorsi di alternanza non inerenti al percorso di studi e al 40% di studenti sono stati violati i diritti sul luogo di lavoro; il 38% degli studenti ha dovuto sostenere delle spese per le ore obbligatorie da svolgere e invece la maggior parte degli studenti vorrebbe decidere sul proprio percorso di alternanza. Uno su tre ha addirittura dovuto pagare per partecipare al programma.

Secondo gli studenti col programma di alternanza si insegna la precarietà:” La impariamo a partire dal terzo anno di scuola superiore con le 200 ore obbligatorie di alternanza per i licei e le 400 ore per gli istituti tecnici e professionali.La impariamo a partire dalla divisione di ore fra licei ed istituti che classifica ingiustamente gli indirizzi di studi; la impariamo dall’assenza di tutele e di uno statuto dei diritti che garantisca qualità e gratuità dei percorsi di alternanza che intraprendiamo”. Per gli studenti l’alternanza non è altro che sfruttamento e il perpetrarsi di quella stessa logica precaria di cui sono .

Ma gli studenti lanciano una loro propria proposta: un nuovo Statuto, attento ai bisogni degli studenti e delle studentesse che vivono sulla loro pelle questa condizione. Si legge “Il nostro Statuto riparte dalla gratuità dei percorsi, dall’inerenza di questi all’indirizzo di studi intrapreso; prevede l’istituzione di Commissioni Paritetiche per permettere agli studenti di decidere ed organizzare insieme ai docenti le esperienze di alternanza scuola-lavoro; vincola le aziende al rispetto del Codice Etico ponendo l’estraneità alle attività intrinseche di infiltrazione mafiosa, di inquinamento del territorio e di sfruttamento dei lavoratori come minima condizione necessaria per rendere realmente formative le esperienze di alternanza”. I ragazzi stanno portando sin dai primi giorni di scuola la bozza di Statuto da far approvare nei consigli di istituto.

Primo grande sciopero indetto per questo venerdì con lo slogan ” Sciopera dall’alternanza scuola-lavoro. Rovesciala! aderisci all’ e incrocia le braccia per avere giustizia”. Scrivono:”dal ripensamento dell’alternanza scuola lavoro parte la nostra rivoluzione dal basso della scuola e del Paese intero perché ci riprendiamo il nostro tempo e non abbiamo più intenzione di accettare il ricatto a cui ci hanno costretti! “.

Alla manifestazione parteciperanno anche gli studenti universitari.” Non esiste uno Statuto- afferma Andrea Torti coordinatore di Link Coordinamento Universitari- che garantisca i nostri diritti, malattia, maternità, tutor universitario e aziendale, un rimborso spese, la compatibilità con gli esami o con l’orario delle lezioni se previste nello stesso semestre”. E prosegue: ” non siamo più disposti a fare fotocopie o portare caffè durante il progetto di tirocinio. Siamo stanchi di vedere i nostri percorsi di studi degradati a manodopera a basso costo per enti, privati e imprese”.

Per tutte le informazioni sulle proteste, manifestazioni e mobilitazione è possibile visitare il sito: http://www.unionedeglistudenti.net/sito/

Anche la FLC CGIL condivide la protesta degli studenti: “A livello territoriale – si legge su un comunicato di FL CGIL-  oltre a una presenza visibile della nostra organizzazione, è prevista la partecipazione attiva di nostre/i compagne/i nelle assemblee e nelle discussioni pubbliche che saranno organizzate dalle varie organizzazioni studentesche che aderiscono alla giornata di protesta”.

Annunciano gli studenti: “Noi lanciamo una provocazione: se ci trattate da lavoratori noi incrociamo le braccia e ci facciamo giustizia insieme”.

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