Battisti: revocato asilo politico, estradizione vicina

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Il presidente Brasiliano avrebbe revocato l’asilo politico all’ex terrorista rosso

E’ questa la notizia pervenuta in queste ore e che segna un passo in avanti in vista di un’ipotetica estradizione di Battisti in Italia. Nel ’79 l’ex membro dei Proletari armati comunisti (Pac) era stato condannato in contumacia per quattro omicidi.

Adesso si aspetta solo la sentenza definitiva del Supremo tribunale federale brasiliano (Stf). Spetterà giudici decidere se accettare o meno in maniera definitiva l’habeas corpus – principio che tutela l’inviolabilità personale – invocata dai legali di Battisti la settimana scorsa.

Il giudice brasiliano José Marcos Lunardelli aveva accolto per il terrorista Cesare Battisti la richiesta temporanea del così detto habeas corpus: il diritto dell’arrestato di conoscere la causa del suo arresto e di vederla convalidata da una decisione del magistrato. La richiesta era stata avanzata dai suoi avvocati.

L’ex terrorista era stato arrestato a fine settembre alla frontiera dalla polizia brasiliana e incarcerato nella città del Mato Grosso do Sul per sospetto traffico di valuta e riciclaggio di denaro, mentre tentava di scappare in Bolivia.

Alla fine di settembre infatti l’Italia era tornata a fare pressione sul governo brasiliano cogliendo l’occasione dell’insediamento di un nuovo presidente del dopo Dilma Rousseff. Il nuovo capo di Stato brasiliano, Michel Temer, si era espresso a favore dell’estradizione e Battisti aveva presentato un ricorso al Tribunale Supremo nell’eventualità di una possibile estradizione. Per questo, forse vistosi in pericolo, ha tentato la fuga in Bolivia.

Ma la difesa di Battisti aveva avanzato in un nuovo ricorso alla Corte suprema, chiedendo appunto l’habeas corpus per il loro assistito. In questa maniera ha evitato il rischio “imminente” di estradizione. Si era temuto quindi il fallimento del piano per far tornare Battisti in Italia.

Cesare Battisti sotto custodia

L’ex terrorista in base al provvedimento di libertà vigilata del tribunale, al momento non può lasciare la zona in cui è residente senza autorizzazione previa della giustizia. E’ inoltre tenuto a presentarsi ogni mese in tribunale.

Il magistrato aveva sottolineato, accettando temporaneamente l’habeas corpus, che non esistono prove di traffico di valuta né di riciclaggio, reati per i quali l’italiano era stato incarcerato, e che il suo arresto ha rappresentato una “limitazione illegale della libertà di locomozione”.

Ma le cose potrebbero cambiare proprio ora, con la revoca dell’asilo politico.

Intanto Cesare Battisti si trova nella sua casa sul litorale di , in Brasile. Battisti era partito nella mattinata di lunedì dall’aeroporto internazionale di Campo Grande, dopo aver lasciato il carcere di Corumba’, la città dello stato del Mato Grosso do Sul dove tre giorni prima era stato arrestato.

Il quotidiano “Estado de S.Paulo” rivela che molti “membri del governo brasiliano sostengono che i reati commessi da Cesare Battisti con il suo presunto tentativo di fuga in Bolivia possano rafforzare le motivazioni giuridiche per la sua estradizione in Italia”.

Il giudice brasiliano  aveva sostenuto, durante i giorni di fermo del latitante, che con il suo tentativo di fuga in Bolivia, Battisti oltre ad aver “trasgredito” le norme sullo status di rifugiato politico, avrebbe anche “offeso l’ordine pubblico” brasiliano.

Da fonti diplomatiche italiane apprendiamo che l’esito della vicenda “non è ancora scontato”. Ma da parte dell’Italia c’è piena fiducia nel governo brasiliano con il quale si intende rilanciale le già ottime relazioni.

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