Donna ridotta in schiavitù da un italiano convertito all’islam.

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Si faceva chiamare Yussuf, in realtà dietro il nome orientale si nasconde un uomo italiano. Le sue origini sono radicate saldamente nel catanese, il classico uomo siciliano particolarmente geloso diceva di essersi convertito all’Islam e cosi’ aveva cominciato a spacciarsi come originario del Marocco e diceva di chiamarsi Yussuf. Il suo vero nome invece è Giuseppe D’Ignoti ,31 anni, e oggi deve rispondere di pesanti reati come riduzione in schiavitu’, violenza sessuale continuata, sequestro di persona, maltrattamenti e lesioni personali gravissime, il tutto aggravato dalla crudelta’ e dai futili motivi.
Il suo capo espiatorio è stata la giovane donna con cui conviveva, a cui aveva imposto di indossare il velo islamico, di pregare Allah e di visionare vari video in cui erano riprese uccisioni di prigionieri occidentali commesse da uomini arabi in divisa nera e verde , uccisi perche’ ritenuti “infedeli”. Con l’intento di farle detestare il popolo italiano, la obbligava a non comportarsi come una donna occidentale, e addirittura le diceva che la conversione all’Islam di una donna con tratti come i suoi, capelli biondi e occhi chiari, gli avrebbe fatto acquisire prestigio nei confronti degli altri islamici.

La vittima è una donna di origine russa che viveva da anni in Italia, in un paese lombardo. Aveva consciuto “Yussuf” su un gruppo Whatsapp e se ne era talmente invaghita da lasciare il paese in cui viveva, lo scorso aprile, per andare a vivere con lui a Catania. La convivenza è andata avanti dallo scorso mese di aprile al 20 settembre. Dopo un periodo iniziale abbastanza sereno, come una coppietta normalissima, sono iniziati i problemi.

Col tempo la giovane è diventata la vittima di violenze a sfondo sessuale, sevizie fisiche e psicologiche e continue prevaricazioni. Ha dovuto subire minacce di morte, contro di lei e i suoi familiari, non poteva  uscire di casa, e da pesanti aggressioni aveva anche riportato lesioni gravissime, al punto di essere costretta a cure mediche, anch’esse avvenute in presenza del suo compagno/aguzzino, che la costringeva a mentire sull’accaduto.

Dopo l’ennesima aggressione e l’ennesimo ricovero in ospedale, la donna non ha retto più ed è fuggita. Si è messa in treno ed è partita, passando per Paternò, Napoli per poi giungere a Torino dove, lo scorso 22 settembre, ha sporto denuncia dettagliata alla polizia, facendo partire le indagini. Grazie alla Digos di Catania il finto marocchino è stato arrestato. Sulla sua fedina penale gravavano già altre condanne per il reato di violenza sessuale, lesioni e maltrattamenti nei confronti dell’ex moglie e aveva scontato la pena in carcere dal 2010 al 2015. La vittima è stata portata in una località protetta.

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