Parcheggi riservati: pizzini contro i disabili

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Tre episodi simili nella modalità, divergenti nei contenuti, sono capitati in ordine cronologico nelle province di Milano, Verona, . Il nucleo dell’evento è rappresentato da un lasciato in forma anonima contro un disabile, nel primo caso sulla colonna di un di un centro commerciale, negli altri due sul parabrezza dell’autovettura. Oggetto dei pizzini: i parcheggi riservati.

Tali accadimenti hanno suscitato sui social denuncia ed indignazione con, in particolare, cinquecento condivisioni su Facebook del cartello fotografato da Claudio Sala in un centro commerciale Carosello di Carugate, vicino Milano: “a te handiccapato che ieri hai chiamato i vigili per non fare 2 metri in più vorrei dirti questo:a me 60 euro non cambiano nulla ma tu rimani sempre un povero handiccapato………..sono contento ti sia capitata questa disgrazia!!!!!!!!!!”

L’uomo ha affisso un cartello choc contro il disabile che il giorno prima aveva chiamato i vigili perché multassero la sua auto parcheggiata sul posto riservato. Un malcostume quello di parcheggiare sul posto dei disabili che sembra non venire meno, nonostante le sanzioni cuminate dalle forze dell’ordine, questa volta, però, si profila un reato per le parole scritte.

La procura, infatti, ha aperto un’inchiesta per “ aggravata”, si è identificata la persona attraverso la multa ed un video che lo ritrae nell’atto d’affissione del cartello.

Il secondo fatto è avvenuto nella frazione di Monte a Sant’Ambrogio di Valpolicella ed è stato denunciato su Facebook da Alessia Ambrosi. La ragazza racconta che accompagnava la sorella ad un gruppo ricreativo per diversamente abili e parcheggiava l’auto per disabili in un posto auto libero e pubblico, Al ritorno trovava un biglietto sull’auto con scritto: “Questo non è il posto dei disabili, non devi occuparlo tu”.

Anche in questo caso i social si sono mobilitati per condannare l’atto di inciviltà, magari in questo caso non ci sono gli estremi per la diffamazione, ma sicuramente lo sdegno pubblico non è mancato.

Ultimo episodio ad Arbia provincia di Siena, succede a Maurizio Coluccio “Sei handicappato, parcheggia al posto assegnato”.

L’uomo intervistato dichiara di aver parcheggiato l’auto con permesso apposito in un posto all’ombra invece che nel parcheggio riservato che si trovava al sole. Al ritorno ha trovato la sorpresa, il Coluccio ha così reagito:

Da parte mia non avrei nessuna difficoltà, se non avessi questi grandi e gravi problemi di salute, di parcheggiare l’auto altrove e mi dispiace se l’utente in questione, per sua ignoranza, ne abbia fatto una questione di stato tanto da dover ricorrere ad un biglietto lasciato anonimamente sul parabrezza della mia autovettura”

Disabilità non significa inabilità, anche se la vita di una persona disabile è molto più complicata, perché si devono superare barriere materiali e pratiche, nonché esplicite offese. Compito non solo delle istituzioni sarebbe quello di rimuovere gli ostacoli che tali barriere rappresentano, al fine d’eliminare ogni forma di discriminazione.

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