Il Mal di Valdera mi ha colta, e qui vi racconto perché dovete scoprirla!

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PREMESSA: Prendete questo post come fosse un libro (perché è un post pe(n)sante e lungo), prendete tempo per voi, sedetevi comodi, magari con un ottimo bicchiere di Chianti vicino, e leggete con calma, scoprite parte di approcciandovi come giovani studenti desiderosi di imparare e scoprire. Immaginatevi giorni di Sole e vento appena accennato. Immaginatevi in bici o in moto mentre scorrete il territorio lasciandovi accarezzare dal bel tempo e mentre gli occhi si riempiono delle vallate, delle colline, di tutto quel verde e quel particolare tono di terra. Immaginatevi ascoltare canzoni belle, note intense che riempiono le orecchie. E poi fermatevi con la mente mentre vi immaginate seduti a degustare i prodotti del posto: formaggi e pane toscano innaffiati da Chianti, salumi e carni e ancora deliziose delicatezze dolci. Il sole sul capo, il vento alle spalle e tutta la davanti agli occhi…#pisavalderaworkshop

Soffrire di mal di Valdera, si può e lo sto constatando sulla pelle. Territorio poco conosciuto, triste ammetterlo, ma è la dura realtà. Ricco di ottimi vini, ottimo cibo e ancora, ottime persone. Ricco di sentimenti, di profumi, di colore. Ricco della passione della gente che abita queste colline, queste lande ricche anche di . Ricco di sapori italiani, di cucina non contaminata da espressioni estere. Ricco di vini preziosi e unici. Ricco di quella bellezza senza tempo che può solo esistere nella purezza del territorio incontaminato.

Territorio che ho scoperto insieme ad altre colleghe in un tour (che scoprirete anche attraverso tutti i canali social più conosciuti cercando l’hashtag #pisavalderaworkshop) grazie a Freeway di Dejan Uberti in collaborazione con l’Associazione l’Ancora e Viaggiare Disabili; territorio, persone, lavori e passioni  che sto ancora cercando di raccontarvi, dopo un mese, dopo aver assimilato i sorrisi di chi ho incontrato e che ha avuto tempo per me, per raccontarmi la propria storia, il proprio , la propria quotidianità.

Un territorio che parla d’amore prima di tutto e che insieme all’amore ci tesse la passione e ci ricama pizzi diVini (passatemi il gioco di parole) trame di gusto e orditi tanto profumati da far girare la testa. E la storia? Non manca! Calci ci accoglie direttamente nella sala del Comune insieme al professor Mosca che ci racconta ‘’a due voci’’ con Sofia Riccaboni direttrice di Viaggiare Disabili, del progetto importantissimo della fondazione Arpa, del progetto sul turismo sanitario e dell’offerta turistica della Valdera, dell’importanza di non porsi e non porre limiti a nessuno, nemmeno ai portatori di disabilità.

”Innamorarsi in Valdera” potrebbe essere il titolo di una fiction tutta italiana, a questo proposito mi sa che deposito subito il titolo che ne dite 😉 (ma voi lo sapete quante cose belle e buone vi aspettano in Valdera?) Ci sono luoghi che si devono scoprire al più presto, e in Italia ne troveremmo talmente tanti che non basterebbe una vita, ma partiamo da qui, da #pisavalderaworkshop.

Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa sito nella Certosa di Calci

Una visita merita buona parte della giornata a partire dall’esterno con una parte di mura ricoperta letteralmente di conchiglie da rimanere a bocca aperta.  All’interno vasche con pesci incredibili vi aspettano per meravigliarvi ancora una volta della bravura immensa di Madre Natura, proseguendo la visita scoprirete il mondo dei cetacei e dei felini (urge una precisazione: i felini presenti e impagliati erano negli zoo e a quanto ci viene assicurato, sono morti di morte naturale). Pensate ad una visita in questi luoghi dove vi accoglierà prima di tutto la bellezza della Certosa stessa, la tranquillità del luogo e infine tutte le meraviglie che scoprirete durante la visita.

Lari, sulle colline della Valdera

Un panorama visto dal castello dei Vicari da mozzare il respiro e far luccicare gli occhi sia di giorno che al tramonto, se non ci siete ancora stati allora colmate la lacuna prima di subito! Ad accoglierci il pastificio Martelli, con il suo color giallo oro che è impossibile non amare, una visita guidata al suo interno e la sua storia profumata di grano e passione. Una storia cominciata nel 1926, non a caso la scritta che ci accoglie recita ‘’Martelli famiglia di pastai dal 1926’’, pasta che conoscevo e apprezzavo già prima di invaghirmi del luogo e della sua storia! Sempre a Lari, il castello dei Vicari sormonta il paese e ne protegge ancora oggi le mura e gli abitanti, abitato fin dall’epoca etrusca e intorno al 1400 diventa sede del Vicariato fiorentino. Oggi un’associazione culturale (Il Castello) ne ha raccolto le redini e  aprendone le porte ai turisti,  e organizzando conferenze e presentazioni ne  vuole rilanciare lo splendore storico e artistico.

A Lari non potete proprio perdere un po’ di sano e gustoso shopping godereccio e locale! Fermatevi alla Macelleria Balestri, di Davide Balestri e signora, ordinate schiacciata toscana (quella del panificio Bernadeschi è paradisiaca) finocchiona e salsiccia generosamente spalmate e irrorate do ottimo vino, oppure la soppressata di Ezio e il Paradiso non vi sembrerà più un posto tanto lontano. La Macelleria Balestri si trova al centro del ponte antico che porta all’ingresso di Lari e del castello, l’attenzione alle carni rigorosamente del luogo e da allevatori di fiducia. E se ancora non vi basta sappiate che simpatia e accoglienza sono presenti fin dal saluto, invaghirsi di loro è estremamente facile, attenzione, creano dipendenza 😉 e prossimamente vi racconterò della feste delle ciliegie, restate con me!

Ricco di storia importante (conquistato da Pisa dalle truppe di Guido da Montefeltro, vide il passaggio delle truppe di Napoleone e infine, per volontà di re Vittorio Emanuele II di Savoia, annesso al regno d’Italia), Capannoli sa cosa significa oggi ‘’quote rose’’ e lo dimostra ampiamente il sindaco (o sindaca se preferite) Arianna Cecchini, donna forte dalle idee precise e dirette, ha deciso infatti di puntare su politiche sociali ed educative, sul valorizzare questo splendido territorio, ha realizzato il primo asilo nido comunale e ha sviluppato un programma sulle politiche dell’infanzia con agevolazioni al diritto allo studio, coinvolgendo i ragazzi in iniziative come ‘’adotta un monumento’’, e sapete, Arianna Cecchini ha intitolato alcune  vie di Capannoli a donne che hanno fatto storia!

A Capannoli, non solo aria buona e donne forti, volitive, capaci e anche simpatiche… esiste l’Asilo Masi dove la Contessa Cristina Gotti Lega sceglie di ristrutturare quello che era appunto, un asilo, e nel 2013 decide di aprire le porte, dopo una ristrutturazione del Palazzo, che diventa Asilo Masi  maison d’hôtes con 8 stanze, una più bella e unica dell’altra. Luxury ma con eleganza semplice e distinta, l’eleganza vera, d’altri tempi,  quella che faceva sognare. L’accoglienza del general manager Samuel Accomo è accogliente e professionale, e la cucina? La cucina è appannaggio dello chef Carlo Cioli, e vi porterà in un Universo ghiotto e degno delle stelle Michelin. Valdera val bene un weekend e il pernottamento all’Asilo Masi vi regalerà un’esperienza romantica e unica.

Amore assoluto per Irene che ha conquistato il cuore di tutti. Un sorriso aperto e solare, occhi immensi e sinceri, cuore grande colmo di passione per l’Azienda Zeiro, LA SUA Azienda nata nei primi anni del secolo scorso grazie a Umberto Zeiro, capostipite genovese di origine castigliana, dopo i suoi studi in chimica si trasferisce in Toscana, a Soiana frazione di Terricciola per essere precisi e merito del terreno particolarmente adatto ad essere trasformato in vigneto, nasce la dinastia dei vini che conosciamo oggi. Ci vorrebbe una serie di articoli a parte e mi farò cura di raccontarvi di più e meglio di questa realtà, in questo momento voglio raccontarvi  della quarta generazione di Zeiro che ad oggi porta avanti con la stessa passione i vigneti antichi. Gianluca e Irene Zeiro si dedicano  alla selezione dei vigneti, introducendo particolari vitigni definiti ‘’i viziati’’  (di cui conservano gelosamente il segreto). I loro vini hanno nomi come Abbraccio Rosso i.g.t., Chianti Zeiro d.o.c.g., Il Colonnello Rosso i.g.t., ma anche una Grappa di Chianti Zeiro e l’Olio EVO di Oliva Zeiro. Perché scoprire l’Azienda Agrigola Zeiro? Per la bellezza e la bontà di questi vini, per la solarità di Irene, perché Valdera è anche questo. Perché se non lo faceste, vi mancherebbe un tassello molto importante!

Di proprietà comunale,  sede del Museo  Zoologico e Archeologico, si trova a Capannoli e sorge sui resti di un castello, il panorama di cui si gode dalla collinetta è tipicamentr toscano . All’interno troverete diorami in cui sono ricostruiti gli ambienti in cui vivevano gli animali tassidermizzati. A Villa Baciocchi anche una visita al suo parco sarà esperienza unica, grazie ad alcune installazioni ‘’speciali’’ (furono parte di scenografie di un’edizione di spettacolo di Andrea Bocelli al famoso Teatro del Silenzio).

Il #pisavalderaworkshop è continuato al Museo Piaggio, inaugurato nel 2000 raccoglie decine di modelli di Vespa ma non aspettatevi solo Vespa, troverete anche la sua storia raccontata con dovizia di particolari, vi appassionerà come solo un buon oratore sa fare.

Sono stati giorni intensi, quelli del #pisavalderaworkshop, dove la scoperta del territorio si è unita alla bellezza dei profumi, alla golosità dei sapori, alla dolce professionalità e simpatia delle persone che ho incrociato e con cui avrei voluto passare più tempo, scoprire più cose.. Perché scoprire la Valdera? Perché ha tantissimo da offrire, perché è bella, romantica, ghiotta, con tantissima storia da raccontare!

Continuate a seguirmi, presto vi parlerò nuovamente di loro, nel dettaglio!

Tutte le foto presenti nell’articolo sono di Pamela Uberti 

Rosy on Twitter @rosybalzani

 

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