“La piccola Poesia”: un’occasione per riflettere

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La piccola Poesia” è un breve , prima fatica letteraria del giovane autore romano , edito da . Nell’ racconta gli stati d’animo di un ragazzo che, in attesa di diventare padre, attraversa una profonda introspettiva, necessaria per conoscersi veramente e togliersi le tante maschere che l’hanno accompagnato nel suo . Il protagonista senza nome è dunque alla ricerca di se stesso e compie un onirico in cui prova a raccontarsi al lettore. Il narratore mescola con grande maestria ciò che il protagonista era con ciò che pian piano nel corso del suo viaggio di personale sta diventando, ciò che non comprende a pieno del suo carattere, ciò che capisce di dover modificare e ciò che non riesce a collocare in una dimensione reale. Ad accompagnarlo in questa ricerca e scoperta di sé c’è l’amico Iter che impersona quella figura che il protagonista vorrebbe emulare, ovvero un uomo che vive la vita senza timori e paure. Il viaggio, che si realizza solo nel sogno e mai nella realtà, consiste in un percorso di crescita in cui il protagonista viene iniziato all’età adulta.

 

Il romanzo è breve, ma pieno di stimoli e di opportunità per riflettere sulla vita, sul percorso scelto, sulle maschere che quotidianamente si indossano per compiacersi, compiacere gli altri o perché si pensa di fare la cosa giusta, sulla felicità, sul superare e annientare le paure che ci impediscono di godere a pieno dell’esistenza. La fantasia e il sogno si mescolano con la realtà come accade nella vita di tutti i giorni, perché immaginare significa vivere, sperare in un qualcosa. Il romanzo è avvincente e poetico, la scrittura è delicata ed evocativa.

 

Un che mi ha colpito fin dalle prime pagine e che ho divorato durante un viaggio in treno, rimanendo affascinata sia dalle scelte stilistiche operate che dalla portata di riflessioni presenti che automaticamente invitano a fare altrettanto.

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