Ginosa (Taranto) – La Matera di Puglia dimenticata

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C’è una Matera dimenticata in Puglia. Ginosa e la sua gravina, che abbraccia la città trascinandola con i suoi insediamenti rupestri nel profondo della storia fino al paleolitico, a circa 60mila anni fa quando per la prima volta l’uomo la ha abitata. Le piogge che si sono abbattute fortissime a fine 2013, hanno fatto emergere la fragilità degli insediamenti e ora rischiano di cancellare anche il sogno di un’eccellenza italiana. 
Il sarto Angelo Inglese, le sue camicie hanno vestito persino il principe William (è sua quella indossata dal duca di Cambridge durante il matrimonio), da anni cerca di fare di Ginosa un polo di turismo sartoriale, spostando alcune attività in un edificio storico dentro la gravina. Un progetto che resta congelato, in attesa che il sito torni ad essere accessibile.
  Il piano era stato avviato con l’acquisizione di uno stabile antico vicino alla Chiesa Matrice, al centro della gravina. Un luogo che Inglese aveva riqualificato per crearvi una scuola di tessitura per i giovani italiani e anche stranieri, favorendo così anche la riscoperta delle antiche tradizioni.
  

  
  Il sarto Inglese dentro lo stabile attualmente inaccessibile, nella gravina

“Io venivo sempre qui, ad abbozzare i modelli delle mie camicie – racconta mentre ci porta dentro la zona rossa della gravina accompagnati dai Vigili del Fuoco – in questo silenzio trovo gran parte dell’ispirazione. Per questo volevo creare il mio polo qui dentro, perché pensavo fosse un’opportunità per far conoscere al mondo la ricchezza del nostro territorio. Dopo due anni di attesa, però, comincio a disperare. Spero che l’amministrazione mi dia almeno la possibilità di iniziare in un luogo transitorio la mia attività senza costringermi a lasciare Ginosa”.
  

LA FRANA IN VIA MATRICE
 

Le criticità sono iniziate nel novembre 2013, in seguito alle intense precipitazioni. Alcuni immobili sono stati sgomberati e strade interrotte. A gennaio 2014, in via Matrice, all’interno di quella che era già stata segnalata come zona a rischio, una palazzina è crollata. Nessun abitante è rimasto coinvolto perché l’area era stata già sgomberata. Da allora però è tutto transennato.
  
   

 Vigili del Fuoco in via Matrice, il luogo del crollo avvenuto nel gennaio 2014

 LO STUDIO DEL CNR, I LAVORI

L’amministrazione ha chiesto al Cnr di effettuare un monitoraggio per capire quale sia lo stato effettivo della gravina: le abitazioni, infatti, sorgono tutte su cisterne, cave, grotte anticamente abitate. Questo monitoraggio doveva essere la base per programmare i lavori di messa in sicurezza. Ma dopo due anni è ancora tutto fermo.

  “Abbiamo provveduto ad affidare i lavori relativi alla rimozione delle macerie. Questo primo passo dovrebbe richiedere circa quattro mesi di tempo. Poi si potrà pensare al resto, cioè alla messa in sicurezza” spiega il commissario di Ginosa Malgari Trematerra. Il problema però è che i lavori di rimozione non sono ancora cominciati. “Questo perché alcune aree della città vecchia sono state di nuovo occupate e non possiamo dare il via ai lavori finché non saranno sgomberate” precisa il commissario. Di fondi intanto ne sono stati stanziati un milione e cento mila.
  
   

 Al fine di verificare le condizioni di stabilità del pianoro del Castello il Cnr ha preso in considerazione un paio di sezioni ritenute rappresentative delle situazioni tipiche del versante sud-est del pianoro

 PL’ATELIER INGLESE

Ai turisti che capitano di qui, dunque, per il momento non resta che accontentarsi, si fa per dire, dell’atelier di Angelo Inglese. Una tradizione che in famiglia si tramanda da tre generazioni. Il padre Giovanni vestiva gli Agnelli ed è proprio per loro che ha ideato la polo camicia. Le camicie Inglese hanno attratto proprio qui in Puglia il primo ministro giapponese, ma anche ministri e politici di rilievo tedeschi, tutta la famiglia Coppola, fino al citato duca di Cambridge.

La fama mediatica di questo intraprendente camiciaio la si deve anche ad un malinteso che ha fatto in poche ore il giro del web. Circa cinque anni fa ad Inglese venne infatti attribuita una camicia di dubbio gusto del premier nipponico Yukio Hatoyama. Un modello da cui il sarto tentò subito di prendere le distanze.
  
   

 Il sarto Angelo Inglese (a sinistra) nel suo atelier con Francis Ford Coppola
  

  
La discussa camicia del premier giapponese ​Yukio Hatoyama

Leonardo Pietro Moliterni

Presidente dell'Associaizone L'Ancora Redattore Responsabile di Cronaca e Attualità

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