Marche, meno assunzioni e più licenziamenti

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Secondo l’indagine Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro alla fine dell’anno si saranno persi 7.420 posti di lavoro rispetto ai 4.480 scomparsi l’anno scorso. I mestieri più richiesti dalle imprese? I commessi (670 nuove assunzioni entro l’anno), gli operai specializzati (510), magazzinieri (490), addetti alle pulizie (480), muratori (420), camerieri (340), cuochi (300), contabili (370), venditori (170)
, LE IMPRESE ALLA RICERCA DI OPERAI SPECIALIZZATI AD ASSUMERE SONO LE AZIENDE ESPORTATRICI E INNOVATRICI
Meno assunzioni e più licenziamenti. La crisi del sistema produttivo marchigiano trova una conferma nei numeri dell’indagine Excelsior sull’occupazione, realizzata da Unioncamere e Ministero del Lavoro. A perdere il posto di lavoro, nel 2013 saranno 22.330 marchigiani, mentre i neo assunti si fermeranno a 14.920. Le imprese marchigiane alla fine di dicembre perderanno
7.420 posti di lavoro rispetto ai 4.480 scomparsi l’anno scorso. Particolarmente pesante la situazione nell’edilizia, che vede sfumare 1.520 posizioni lavorative, mentre anche il turismo paga pegno con un calo di 770 posti di lavoro. A livello territoriale è Ancona a pagare il conto più salato con la perdita di 3.220 posti di lavoro, mentre 1.380 ne perdono Pesaro e Macerata. In calo di 830 occupati Ascoli e di 610 Fermo.
Le Marche, secondo l’indagine Excelsior, non è una regione per giovani in cerca di lavoro. Le aziende che assumono, preferiscono infatti scegliere dipendenti ultratrentenni che nel 2013 coprono il 67,7 per cento della nuova forza lavoro. I giovani con meno di 30 anni quest’anno rappresentano soltanto il 36,3 per cento delle assunzioni di personale dipendente, che nell’industria scende al 25,3 per cento e nelle costruzioni rappresenta appena il 18,4 per cento dei reclutamenti. Anche le donne sono sfavorite dalla crisi. Nel 2013 solo il 38 per cento dei nuovi posti di lavoro verranno occupati dalle donne. Un’altra categoria che vede ridursi le opportunità di lavoro è quella degli immigrati: soltanto l’11,7 delle imprese prevede di assumere personale immigrato rispetto al 18,3 dell’anno precedente. In flessione anche al domanda di personale non qualificato, che si ferma al 10,2 per cento dei 14.920 neoassunti.

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