Alex Visani The Pyramid nel riflesso di Fabio Salerno all’ombra di Joe D’Amato

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non esiste luce senza ombra ed è essenziale conoscere la ” Albert Camus

di Giuseppe Lorin

Nel settembre 2003 presentava il suo quinto film al Joe D’Amato Horror Festival, “La Soglia”, ma è con “Ultimo ” che Alex Visani miete i prestigiosi premi degli Horror Films poiché si classifica come miglior cortometraggio, miglior regia, miglior sceneggiatura al Kingdom of Gore Horror Festival 1° edizione il 15 Giugno 2009 dopo aver conquistato il “Premio Italiano Horror & Mistery ” a L’Uovo di Napoli Festival – Napoli il 5 Maggio 2007. Qui a Roma il 25 settembre 2005 per il Crimson Fest gli venne consegnato il “1° Premio – miglior cortometraggio”. Sempre qui a Roma, nella prestigiosa Casa del Cinema, al di là degli archi di Via Veneto che ispirò Federico Fellini per la sua Dolce Vita, sabato 15 giugno 2013, in occasione del 33° Fanta Festival, la Mostra del film di fantascienza e del fantastico, dove il logo è un pipistrellone ad ali spiegate e traforate a pellicola cinematografica, è stato proiettato in anteprima “The Pyramid” voluto dalla fervida creatività di Alex Visani, enfant terrible dell’horror nazionale che ha radunato per questo progetto filmico ben quattro registi dalle esperienze più disparate, che qui nomino in ordine alfabetico: , , , .


Alex Visani, insieme ai quattro già menzionati, ha curato anche lui la sceneggiatura e la regia di “The Pyramid” dando l’omogeneità giusta al prodotto.

Il misterioso oggetto è il perno del film e i cinque episodi ruotano intorno a questo strano gioco di Rubik, questa volta a forma piramidale! Chiunque, giocando, rimane insanguinato è il prescelto dal demone che ha bisogno di sacrifici umani! In estrema sintesi è questa l’idea cinematografica generosamente assolta dalla realizzazione del film “The Pyramid”. L’introduzione al plot macabro è preceduta da illustrazioni grafiche e disegni che offrono una interpretazione ideologica fantastica sulla costruzione della grande piramide voluta dagli antichi egizi attraverso il rito dell’adorazione dei morti, ed il trasporto in un’altra realtà delle viscere conservate nei canopi. È proprio con l’episodio “Ritual”, a firma Alex Visani e scritto con la collaborazione di Raffaele Ottolenghi, che l’intero film di un’ora e mezza, inizia la sua corsa. L’ottimo ritmo coinvolge lo spettatore fin dalle prime immagini di un documentario che si sta filmando nel borgo egizio o in posti e luoghi da incubo e senza allocuzione geografica, e si segue così con attenzione la passeggiata turistica del reporter che rinviene in un mercatino di cianfrusaglie egizie la piramide geroglificata e che per primo ha il contatto sanguinolento con essa!

In “Notte profonda” di , scomparso prematuramente dalla produzione dei film horror, il protagonista trova la piramide nella sala biliardo; all’inizio, pensa solo di avere strani incubi, finché non si ritrova letteralmente prigioniero degli oggetti in casa propria. Sempre di è “Mezzanotte”, che narrava la storia di un gioco, una piramide rompicapo, appunto, che a mezzanotte materializzava le paure, che si ripercuotevano sui protagonisti. Nel film “The Pyramid” pur ricordando la genialità di Fabio Salerno, si ammira il coraggio originale comunque dell’impresa affrontata con successo da Alex Visani e dai suoi quattro cavalieri!

Ma tutto risale al grande demoniaco e massiccio forgiatore dei metalli che nella sua fumosa fucina è intento, tra fuochi, catene, armi ed incudini, a fondere i metalli e i corpi per renderli belli e piacevoli agli dei supremi. Efesto per i greci, Vulcano per i romani e Thoth per gli antichi egizi. Si ricordi il fonditore di bottoni  che rappresenta la morte nell’opera teatrale “Peer Gynt” del drammaturgo norvegese Henrik Ibsen. Il fabbro ha realizzato l’oggetto piramidale e lo immola al cielo; è The Pyramid, composta da tre blocchi snodabili in grado di formare diverse combinazioni geroglifiche di simboli egizi, e la cuspide è un perfetto punteruolo da vampiro!

Il secondo episodio, a firma Luca Alessandro, è “Dream Door”, la porta del sogno. Abbiamo lasciato Leo e Max, di “Rituale”, nella loro notte da incubo ed ora in “Dream Door” troviamo la stanza d’albergo dove alloggiavano, con neanche una gocciolina di sangue mentre la cameriera di piano è intenta nelle rituali pulizie alberghiere. La Piramide è a terra, la raccoglie e se ne impossessa. La regala al suo ragazzo Alex, narcisista, disegnatore di fumetti e di autoritratti. Anche per loro il dormire tranquilli risulterà un’utopia!

La è accompagnata da oscure e presaghe nubi. Non dimentichiamoci che Thoth era anche il dio della !

La demoniaca Piramide dissemina terrore, incubi, sangue, morte. Ci si vuol liberare di questo oggetto infausto ma, come una calamita, riesce ad attirare a se le forze diaboliche in lotta perenne tra il bene ed il male. Il bene ed il male al fin dei conti, fanno parte di una stessa medaglia che è l’essere umano! Si vuol nascondere il Male, rappresentato qui dalla Piramide che richiede sacrifici umani come le grandi pestilenze richiedono e è da questa necessità inconscia del rimuovere il male che prende forma il terzo episodio, “”, a firma del binomio Simone Chiesa e Roberto Albanesi. L’episodio inizia con il percepire una corsa nella boscaglia, canne, rami, tronchi, foglie generano ansia nello spettatore e portano all’accelerazione i battiti del cuore; è forse perché questo episodio è stato preceduto come presentazione dagli altri ma è anche vero che la fotografia, il montaggio, la regia meticolosa ed il ritmo incalzante fanno sì che venga demoniacamente apprezzato!  Una tranquilla passeggiata tra amici in un bosco si trasforma in una passeggiata da paura. Il loro cane libero e felice di correre nel bosco, riporta al padrone una… Piramide rinvenuta nella boscaglia. Il padrone del cane lo accarezza e lo ringrazia dell’inusuale “regalo”. Il ragazzo gioca nel ruotare le combinazioni e si ferisce. Nel sangue va il contagio, la pestilenza  furibonda che trasforma in demone il nuovo possessore del gioco! È lui che contagia i suoi amici vomitandogli sangue e bava in faccia. Poco distante una macchina è in panne, i tre stanno cercando di riavviarla, una donna è gravida e le doglie si fanno sentire. Sono loro le prossime vittime che si scontreranno con i demoni in un vortice di terrore frenetico diffondendo in questo modo la pestilenza del male! La Piramide è pronta comunque a spargere nuovo terrore.

È interessante come in questi primi tre episodi non si faccia mai riferimento ad appigli filosofici in redenzione dell’umanità rendendo onirico, fantastico e consono al 33° Fantafestival il prodotto confezionato magistralmente da Alex Visani.

L’unica mia “personale” critica è nel dialogo del quarto episodio, “Apocalypse” di Antonio Zannone, dove il frate, nella frase finale  accenna alla salvezza dell’umanità ma nel medesimo istante si ha la conferma della pestilenza contagiosa mettendo allo scoperto la pericolosità della Piramide; così facendo Antonio Zannone fa uscire dai canoni della fantasia il più smaliziato degli spettatori precipitandolo nella realtà contingente del disastro politico-economico che stiamo vivendo, nostro mal grado! In un contesto dove il pensiero francescano è ribadito da un frate, poca rilevanza ha il rintracciare la chiave del male quando questo è insito nell’uomo! Sarebbe stato più intrigante ed horror vedere il sangue sgorgare da un’ostia consacrata e bagnare un simbolo piramidale e massonico posizionato sull’altare!  Il male e il contagio sono sovrani nei secoli a venire, specialmente tra i difensori del bene e della fede.

Mi unisco ad Alex Visani nell’annunciare che “The Pyramid” è stato selezionato ufficialmente, in anteprima U.K., al Bram Stoker International Film Festival 2013.

Restano comunque interessanti e professionali le riprese, gli effetti splatter e gore, le animazioni di Carlo Cancelloni e i disegni di Francesco Biagini, i trucchi, la fotografia di Davide Cazzulani, le musiche, gli effetti sonori da sobbalzo, le location e tutto quanto ha contribuito al successo del film The Pyramid, se si pensa che è un film low budget. Complimenti!

Non esiste luce senza ombra ed è essenziale conoscere la notte” Albert Camus

 

 

 

 

 

 

 

 

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