Le voci sono quel canto delle sirene che accompagna il prescelto in un mondo fatto di paure

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di Giuseppe Lorin

 

Negli occhi di chi ha una personalità in bilico tra la nevrosi ed un raro “pensiero” psicotico, si avverte la sensazione di fragilità e la richiesta di comprensione e di aiuto. Sono soggetti che camminano sul filo del rasoio, possono cadere nella psicosi ogni momento ed i sintomi sono vari e preoccupanti.


Sto cercando di descrivere la personalità del borderline dove troviamo autolesionismo, ovvero i soggetti si tagliano o si graffiano a sangue, dove sono frequenti tentativi di suicidio, abuso di sostanze stupefacenti e di psicofarmaci e spesso in loro è presente una sessualità incontrollata e frenetica con impulsi erogeni portati all’esasperazione, cambiano umore spessissimo, passano dall’euforia alla depressione, il che fa pensare ad un bipolarismo, ma questo sintomo può anche non presentarsi, soffrono di depersonalizzazione e derealizzazione, il che fa pensare ad una psicosi, ma spesso sono anche ossessivi, il che fa pensare ad una nevrosi ossessiva, o isterici nel caso delle donne, insomma sono una girandola di sintomi sconcertanti dove alcuni sentono anche delle voci sia provenire dalla loro mente sia dall’ambiente esterno ed è con questo che la loro impulsività li porta ad agire spesso con rabbia. È preoccupante quando proprio su chi più li ama, come i genitori o gli amici più cari, si riversa la loro rabbia e l’odio, lasciando spiazzati questi familiari!

Sabato 18 maggio 2013, al Cineforum Seraphicum di Roma, abbiamo assistito all’anteprima per la stampa de “Il Canto delle sirene”, un docufilm dove le esperienze, narrate ad intervista, si mischiano, in dissolvenza, con il virtuale della narrazione cinematografica generando un originale prodotto d’informazione.

Nel montaggio si è notata qualche svista ripetitiva ma nel complesso è da encomiare il coraggio sia del produttore Gennaro Luise sia del regista Donato Robustella, da anni impegnato in strutture psichiatriche e nella realizzazione di filmati risultati finalisti in prestigiosi premi cinematografici nazionali ed internazionali. Gli intervistati offrono la loro autentica testimonianza poiché hanno deciso di affrontare le voci delle sirene, come fece Ulisse, ma questa volta sciogliendo le loro catene, perché pronti a riconoscerle e a trasformarle in loro compagne di vita, convivendo con il loro iniziale “malessere”, trasformandolo in punto di forza in aiuto di altri che hanno bisogno di essere “salvati” da questo disagio esistenziale: basta instaurare tra curante e paziente una buona relazione d’ascolto. Spesso chi ha allucinazioni uditive o visive può, sostenuto adeguatamente, vivere i due mondi paralleli senza subire cure invadenti. Così Donato Robustella ha dichiarato in occasione del suo film: “Personalmente, non mi bastava fare un prodotto tipicamente documentaristico, ma avevo l’idea di creare un connubio con un percorso di finzione, prettamente cinematografico, per dare la possibilità ad un pubblico diverso dal sanitario, di avere un biglietto di ingresso e di uscita da un mondo surreale ed inimmaginabile, fatto di oscurità e voci, di giudizio ed accoglienza senza però illudere nessuno ma con la sola voglia e consapevolezza di offrire uno sguardo diverso a chi è abituato ad etichettare senza avere conoscenze ed informazioni.

 Con la produzione si è deciso di affrontare un viaggio a Bradford, perché questo tipo di esperienza, chiamata “Recovery”, parte proprio da lì ed era giusto ascoltare un’esperienza diversa e profonda come quella di Ron Coleman o . Il movimento Intervoice ha creato così rumore da rimettere in discussione le modalità di cura dell’uditore di voce, tant’è vero che quest’anno a Maggio del 2013, con l’uscita del nuovo DSM V, bibbia scientifica della psichiatria mondiale, l’allucinazione uditiva e visiva non sarà più classificata come sintomo di primo rango per diagnosticare una patologia schizofrenica.

Le testimonianze personali di , della giovane Glenda Piona, di Laura Cavicchi, la mamma di un uditore di voci, e le interviste a Rufus May, Ron Coleman, Marcello Macario, , danno corpo al disagio dell’anima, mentre sostengono gli eventi narrati la partecipazione artistica di Nadia Kibout, , , , Alessio Biondelli, Bartolomeo Casu,

Molto apprezzata l’originale musica composta e prodotta da Angelo Vitaliano e le performance vocali di Lydia Giordano.

Il Canto delle sirene” di Donato Robustella è un accorato per far uscire allo scoperto chi soffre di allucinazioni uditive. In pratica il sintomo di sentire delle voci non è sempre sinonimo di disturbo psichiatrico e non è motivo per essere considerati matti!

 

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