Igor Nogarotto: Volevo uccidere Gianni Morandi

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Un romanzo che sta conquistando i lettori, inconsueto e divertente. “Volevo uccidere ” di , edito da Eclissi è già un successo editoriale.Il libro vanta la prefazione di Giuseppe Giacobazzi di Zelig. Igor Nogarotto è musicista e titolare di , agenzia di spettacolo ed etichetta discografica.

 

D- Il tuo libro “Volevo uccidere Gianni Morandi” è già un caso mediatico, un romanzo inconsueto, spiazzante, ironico, perchè questo titolo?


R-Buongiorno a Tutti!Morandi è da sempre l’icona del successo, quello pulito, apparentemente facile, ma in realtà frutto di sacrifici e scelte umili, sempre all’insegna dell’onestà e del buon senso. Be’, non è poco! Quindi Gianni Morandi (cantante, attore, conduttore) è l’esempio per chi si approccia al mondo artistico o comunque per chiunque, nella propria vita, rincorra i propri sogni, cercando di seguire la stella cometa della propria ispirazione, che sia essa lo scrivere, il progettare palazzi, cucinare o cucire. Quando poi dopo mille peripezie, barriere insormontabili e difficoltà miste assortite non ce la fai… insomma, quella che prima è ammirazione si trasforma lentamente in invidia… quando poi è PROPRIO LUI, in persona, che ostruisce il tuo iter verso il successo… insomma, da tuo mito, diventa ossessione e siccome non ce la fai, non ti resta che cercare di prendere il suo posto: rapirlo, estorcergli l’elisir del successo e poi eliminarlo!


D-Titolare di Samigo, agenzia di spettacolo ed etichetta discografica, musicista e scrittore. Come ti sei avvicinato alla scrittura? Cosa rappresenta per te la musica?

 

R- L’approdo alla scrittura è la sublimazione di un percorso: a 20 anni me ne sono andato di casa ed ho (giro)vagato per molte città italiane; ho assorbito un sacco di input, visto e osservato, ascoltato ed origliato, mi sono immerso in culture a me molto distanti… insomma ho fatto incetta di sensazioni, condite da molti errori (indispensabili per maturare), sia in ambito professionale, sia sentimentale. Poi, ad un certo punto, scatta una molla: tutto il pregresso esperienziale viene metabolizzato e rigettato fuori attraverso il filtro della tua sensibilità! Una calamita potentissima attira i tuoi polpastrelli verso i tasti della macchina da scrivere o del pianoforte… e ti metti a creare, finalmente, le TUE opere, che possono piacere o meno, ma hanno il tuo odore e tu le (ri)conosci, perché sono spogliate dai prodotti chimici plastificati e ‘sanno’ di TE! La Musica è ed è sempre stata la colonna sonora di questa meravigliosa passeggiata ad ostacoli che è la vita.

 

D- Tra le tue produzioni discografiche, cito in particolare “Ho bisogno di Superman” e “Alter Igor”. Cosa accomuna questi due album, c’è un brano a cui sei maggiormente legato?

 

R-Nulla li accomuna! Se non che li ho scritti e cantati IO ;  Le mie produzioni discografiche hanno seguito parallelamente la mia crescita umana e viceversa: per fortuna sono cresciuto! Anche artisticamente (…spero…). Se riascolto “Ho bisogno di Superman”, sento un sacco di difetti… Proprio come, quando ripenso a quanto ero cocciuto ed intrattabile quando sbarbatello avevo 20 anni (oddio, lo sono ancora, ma molto meno…). Non rinnego nulla, sia ben chiaro: ogni tappa del processo creativo è indispensabile per progredire: se si ha la forza di osservarsi e di fare consapevole autocritica, si riesce nel tempo a migliorare. Ma certo, se dovessi rifarlo ora, stravolgerei arrangiamenti, timbro vocale, testo… TUTTO!

Alter Igor” è la mia ultima creazione: la trovo più interessante, ma cambierei delle cose anche in quell’album! Sono sempre in progress… non mi accontento mai… mannaggia…! Di questo disco comunque, cito “Vado dal dottore” (che testimonia la mia reale ipocondria) e “Va tutto bene”: secondo me sono 2 ottimi brani! E l’idea del dialogo con se stessi, con il proprio alter ego (il mio si chiama Alter Igor) è ripresa in “Volevo uccidere Gianni Morandi”, dove ci sono continui confronti e dialoghi tra chi scrive e chi legge: all’interno del libro il Lettore commenta alcuni passaggi, giudicando quello che lo Scrittore ha scritto! E’ una sorta di autoanalisi, ma anche di ‘divertente contrappunto letterario’… (questa non l’ho capita, ma mi sembra che suoni bene…).

 D-Tornando al tuo libro, quale messaggio si cela in quest’opera? Cosa vuoi comunicare ai lettori? Editorialmente parlando, ti senti supportato e sostenuto dalla casa editrice?

 

R-Il mio intento è di creare il difficile connubio tra ironia e profondità: molti di coloro che mi hanno letto mi hanno detto di aver riso molto, ma, contemporaneamente, di aver colto molti spunti di riflessione: questo per me è un risultato straordinario! Riuscire a dire cose “di peso” con leggerezza: ecco, questo secondo me è il modo migliore per trasmettere dei valori, perché se sei troppo serioso, annoi, se sei troppo frivolo, vieni definito trash. Equilibrio… Nel libro c’è anche proprio la mia “Teoria sull’equilibrio”!

Poi mi piacerebbe che almeno una persona, leggendomi, si lasciasse andare e tirasse fuori dal proprio cassetto i propri sogni, troppo a lungo lasciati a fermentare. Ecco, questo sarebbe splendido! Sì, se lo facesse anche una sola persona : ) E nel libro è forte questa componente: il bisogno di (in)seguire la propria inclinazione, di trovare la propria strada e camminarci a piedi nudi, senza più il timore di tagliarsi.

Infine ci sono tanti aneddoti, retroscena e foto di personaggi noti, dallo stesso Gianni Morandi al mio amico Giuseppe Giacobazzi (che mi ha fatto l’onore di realizzare la Prefazione) a , , , Giovanni Cacioppo… tutti personaggi incontrati o con cui collaboro professionalmente con l’agenzia.

Eclissi Editrice mi ha supportato efficacemente nella produzione: non è stato facile creare un libro “non ordinario” come questo, con un format così sui generis, con foto, chiazze di inchiostro, banner, esami universitari con tanto di voto… sì lo so, detto così incuriosisce molto, ma si fa fatica a capire di cosa si tratti… occorre sfogliarlo e leggerlo! ; )

Ed è stato coraggioso da parte loro investire su di Me e per questo li ringrazio.

Insomma, si è lavorato bene con Rosa e Marco di Eclissi, scontrandoci a volte, ma questo fa parte del gioco: alla fine però, quello che conta, è che ci siamo risvegliati dopo mesi di duro lavoro.. e ci siamo trovati d’accordo sulla cosa più importante: il libro ci piace moltissimo!

 

 

D-Gianni Morandi canta “Uno su mille ce la fa/ma quanto è dura la salita/in gioco c’è la vita”, una tua riflessione. E’ così difficile emergere nel mondo dello spettacolo? Nella scrittura?

 

R-Sì, è così difficile… ANCHE DI PIU’ DI “COSI’”! Se uno ci crede davvero, se va fino in fondo, prima o poi, ce la fa.Farcela non vuol dire avere successo per gli altri, ma per se stessi: quando abbasseremo le palpebre per l’ultima volta, conterà soltanto quello che abbiamo FATTO, di FATTO, e soprattutto quello che abbiamo realizzato rispetto a quello che avremmo voluto realizzare: se a quel punto uno, guardandosi allo specchio (della propria anima), è fiero del suo percorso, a prescindere dal successo commerciale, allora ce l’ha fatta davvero nella vita.

 

 

D- La situazione economica e sociale di questi mesi tocca profondamente anche il settore musicale ed editoriale. Pensi possa esistere una soluzione concreta per superare la crisi?

R- Smetterla di lamentarsi e darsi da fare.

D- Progetti per il futuro?

 

R-Andare in VACANZA!!!!!!!!

Sono esausto, perché, la promozione del libro è un lavoro sfiancante… ma devo dire la verità, tutta la verità e nient’altro che la verità: TUTTO QUESTO E’ FANTASTICO E SONO MOLTO FELICE!

Ps: come di solito, concludo dicendo a CHI non acquista il libro o comunque non viene a trovarmi sul mio sito http://www.volevouccideregiannimorandi.it di stare attento: potrebbe fare la fine di Gianni Morandi!


 

2 COMMENTI

  1. Io l’ho letto e mi ha dato tante sensazioni. E’ un romanzo complesso, divertente ma a volte drammatico e davvero molto originale

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