Italo Moscati: la visione critica della vita

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di Giuseppe Lorin

Ricordo Italo Moscati come storico della televisione ed apprezzato ritrattista radiofonico in grado di rendere affascinante qualsiasi personalità emblematica della comunicazione cinematografica e teatrale.


Capolavori narrativi radiofonici sono la minuziosa descrizione della divina Garbo o la storia travagliata di Anna Magnani che grazie allo “stile Moscati” hanno ripreso vita nell’etere come l’originale profilo di Alfred Hitchcock, ora riproposto da Sacha Gervasi, con Anthony Hopkins nel ruolo di Alfred Hitchcock ed Helen Mirren in quello di Alma, o nelle pagine dei suoi libri. Con “Pasolini Passione”, Italo Moscati, anticipa la tesi del complotto politico educando il pubblico ad una visione critica dei fatti. Non a caso è stato per alcuni anni direttore indiscusso di , e Tempo, Tema ed Epoca sono i programmi che hanno avuto la sua prestigiosa firma.

Italo Moscati nato a Milano, dal 1967 abita e lavora a .

È giornalista, critico, sceneggiatore, regista, docente, scrittore ed autore eclettico, talmente sensibile che riesce ad immedesimarsi nei personaggi tanto da farli amare anche ai suoi più restii seguaci culturali. Per una certa ragione affettiva, il suo approccio mi ricorda il grande storico italiano Antonio Spinosa che riusciva con la sua artistica penna a far amare i personaggi critici della storia. Italo Moscati ha al suo attivo numerose pubblicazioni ma il libro che sto leggendo in questi giorni di primavera è “L’alberodelleeresie”; sì, tutto attaccato! La Ediesse, con il contributo della UGF Assicurazioni, ha curato la pubblicazione di questo prezioso scrigno del ricordo che ha come sottotitolo “Dagli anni inauditi e travolgenti agli anni che ci attendono”; bhè, oscuro presago!

Non a caso la copertina del libro riporta “L’albero della vita” di Gustav Klimt e non a caso il primo capitolo è L’ombra diventa radiceL’incipit è un tocco da maestro: “Alla stazione di Mosca ero arrivato insieme al gruppo di cui facevo parte…” vi anticipo che nel “gruppo” c’erano personaggi come Giorgio Strehler, Luigi Squarzina, Paolo Grassi, Sergio Amidei…e lei, Julia! Il periodo è verso la fine degli anni Settanta e Julia, nel suo raccontarsi, stava regalando ben più di una biografia, stava regalando un romanzo al giovane Italo Moscati. “L’alberodelleeresie” è una raccolta di pensieri, riflessioni, ricordi dove personaggi famosi come , Carmelo Bene, , , , , , Mario Schifano, Gino De Dominicis, Jimi Hendrix, Stanley Kubrick, Philip K. Dick, ; e tanti altri rimasti nel ricordo o invisibili, rubano la scena narrativa, ci coinvolgono, e li seguiamo noi lettori con la nostra fantasia nella loro incredibile e mitica esistenza. È questo il segreto narrativo di Italo Moscati, farci rivivere delle esperienze nel rispetto della nostra cultura, anche quella del computer, degli iPad, degli schermi 3D super stereoscopici a sei vie dove la realtà diventa l’eresia dell’umanità cibernetica. Nulla è perduto. Perché se non esistessero le eresie foglie morte dell’albero della vita, continuerebbero ad esserci gli eretici. Le storie proposte da Italo Moscati viaggiano nelle travolgenti avventure di tecnoartisti che producono nuove eresie, non catalogabili, spesso senza saperlo, affrontando le insinuanti inquisizioni felpate, a volte nascoste ma violente, che ostacolano e condannano l’autenticità dell’arte. In questo libro, Italo Moscati dà vita e forma, qui originale, a straordinari ed emblematici ritratti di artisti e di epoche, acuti spaccati di storia del costume e della società. A conclusione mi piace ricordare un suo film che ricorda il grido verso la libertà agognata di Irina “A Mosca! A Mosca!” nelle Tre sorelle; e qui il suo è: “A New York! A New York!” nell’attesa di un cambiamento. “L’alberodelleeresie” è un libro che va letto con molta attenzione predisponendo la mente alla riflessione!

“…bisogna vivere ogni esperienza facendosi coinvolgere e avendo voglia di capire…”



 

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